energia muscolare

SVILUPPO DELLA FORZA, DELLA RESISTENZA, DELLA FLESSIBILITA’

di Giovanni Lestini



(2) La resistenza



«La flessibilità costituisce insieme a
forza, resistenza muscolare, composizione corporea,
ed efficienza cardiocircolatoria uno dei fattori
indispensabili per l’efficienza fisica
collegata alla salute.»
(Attilio CARRARO, Massimo LANZA (a cura di), Insegnare⁄apprendere in Educazione Fisica)

La resistenza muscolare è la capacità di determinati gruppi muscolari di effettuare contrazioni ripetute (isotoniche, eccentriche) opponendosi ad un carico, o di mantenere una contrazione (isometrica) per un determinato periodo di tempo.
Maratona Come per la forza si distinguono quattro tipi di contrazione, così per la resistenza muscolare si riconoscono quattro tipi di lavoro, nella misura in cui si adotta un tipo di contrazione.
I test di resistenza dinamica possono essere a carico assoluto o fisso. Nel momento in cui l’atleta si sottopone a questi test deve sollevare un peso, ad esempio 30 Kg. ad un ritmo prestabilito, fino al punto in cui sopraggiunge l’affaticamento che non consente di mantenere la cadenza iniziale.
La definizione di resistenza muscolare può essere, inoltre, interpretata come il contrario della fatica muscolare, vale a dire che un muscolo, che raggiunge la soglia della fatica in breve tempo, ha una bassa capacità di resistenza al lavoro e viceversa.
Le principali discipline sportive, in cui emergono la continuità, la resistenza alla fatica e la convinzione nelle proprie possibilità, sono il mezzofondo, il fondo, la maratona, lo sci di fondo, il ciclismo. Le condizioni che si richiedono per una buona preparazione sono semplici da trovare. Sono sufficienti un parco pubblico od una zona lontana da rumori, da gas di scarico, una strada possibilmente non asfaltata, una tuta ed un paio di scarpette da jogging.
La ricerca della resistenza mediante la corsa non ha alcuna controindicazione e puè essere adottata tanto dai giovanissimi, quanto dagli anziani. I giochi che i giovanissimi tendono a praticare sotto forma di attività ludiche, sotto forma di corsa, sono il prologo per un valido incremento della resistenza generale.
Tuttavia, a partire dalla prima fase dell’adolescenza (13-14 anni), il semplice gioco si rivela insufficiente a far sì che le qualità fisiche e la resistenza possano migliorare. Pertanto, è necessario intraprendere una forma di allenamento, in cui siano previste corse lunghe e lente ed esercizi che favoriscano un valido sviluppo muscolare. E’ possibile che il giovane atleta, alle prime insorgenze della fatica, perda l’entusiasmo iniziale, quindi si senta demotivato di fronte alla difficoltà di raggiungere risultati positivi. E’ proprio questo il momento dell’attività sportiva, in cui è di vitale importanza proseguire, senza scoraggiarsi. Per questo motivo è preferibile ricercare la facilità di corsa ed il controllo neuromuscolare, che non la distanza da percorrere o la durata dell’allenamento. Infatti, un principiante non più giovanissimo, non ha un controllo neuromuscolare che gli consenta di percepire quali e quanti errori commette, di conseguenza non riesce a correggersi. E’ bene ricordare che la corsa è un gesto naturale, pertanto, deve essere effettuata senza pensare di emulare questo o quell’atleta. La finalità dell’allenamento, tra l’altro, è quella di recuperare i caratteri fondamentali di un gesto naturale, cioè la facilità nei momenti di maggiore impegno, l’economia del gesto, mediante l’eliminazione dei movimenti inutili, e la sinergia fra i muscoli agonisti e quelli antagonisti. Ciò potrà verificarsi attraverso la ricerca di nuovi equilibri interiori (psicofisici), in assenza dei quali l’individuo limita le proprie prestazioni.

(segue...)

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