energia muscolare

SVILUPPO DELLA FORZA, DELLA RESISTENZA, DELLA FLESSIBILITA’

di Giovanni Lestini



(6) La mobilità articolare



«La flessibilità costituisce insieme a
forza, resistenza muscolare, composizione corporea,
ed efficienza cardiocircolatoria uno dei fattori
indispensabili per l’efficienza fisica
collegata alla salute.»
(Attilio CARRARO, Massimo LANZA (a cura di), Insegnare⁄apprendere in Educazione Fisica)

Esempi di mobilità statica La mobilità articolare è un elemento fondamentale riguardante il rendimento motorio. Nell’analisi della mobilità è bene tener presenti quattro punti di riferimento:

- che cosa s’intende per mobilità;
- quali sono le componenti strutturali delle articolazioni;
- sviluppo progressivo della mobilità;
- mobilità articolare ed attività sportiva.

Esempi di mobilità dinamica Per ciò che concerne il significato di mobilità si possono individuare:

- la mobilità statica;
- la mobilità dinamica.

La mobilità statica è lo spostamento massimo (od escursione fisiologica) dei capi ossei di un’articolazione. Si parla di mobilità statica poiché, attraverso questa, si misura l’effettiva estensione o l’effettiva flessione dei segmenti articolari. Ad esempio, il ginocchio che esegue una completa estensione od una massima flessione.
Per mobilità dinamica s’intende la capacità di un’articolazione di resistere ad un movimento. In sintesi, nello studio della mobilità dinamica di un’articolazione si considerano le forze che si oppongono all’esecuzione del movimento stesso, su qualsiasi piano che sia differente da quello specifico dell’articolazione. Ad esempio, una circonduzione dell’articolazione scapolo-omerale.
Una buona mobilità articolare permette all’uomo di esprimersi al meglio delle proprie abilità, oltre a favorire l’esecuzione armonica e plastica di un movimento.
Le componenti strutturali delle articolazioni sono:

- le ossa;
- i legamenti e la capsula articolare;
- i tendini;
- la cute.

In ogni articolazione la capsula articolare, i muscoli, i tendini, la cute rappresentano i tessuti molli, che limitano l’escursione articolare dei possibili movimenti che le articolazioni stesse possono effettuare. La capsula articolare, i legamenti ed i muscoli, che interagiscono tra di loro, procurano all’articolazione una notevole resistenza alla mobilità fisiologica.
La mobilità articolare ha un compito rilevante nello svolgimento delle attività motorie e sportive. Alcune ricerche nel campo della medicina sportiva affermano che la flessibilità è fondamentale, anche per ciò che concerne il benessere generale dell’individuo e delle relative condizioni fisiche.
Negli sportivi l’acquisizione ed il mantenimento di un buon livello di mobilita’ articolare, favorisce la prevenzione dall’eventuale esposizione ad eventuali lesioni muscolari. Inoltre, una valida mobilità articolare, contribuisce a prevenire l’artrosi che, in forma più o meno acuta, colpisce in particolar modo gli anziani. Pertanto, l’acquisizione ed il mantenimento di una buona mobilità rappresenta, oltre che uno dei principali requisiti per l’avviamento alla pratica sportiva, anche un investimento relativo alla formazione permanente dell’individuo ed alla struttura psicofisica del sistema-uomo.
Gli esercizi per l’acquisizione di una buona mobilità articolare sono quelli di allungamento. Inoltre, in questi esercizi si possono apportare alcune modifiche per impegnare tutte le articolazioni con i relativi gruppi muscolari.
Chiunque può effettuare gli esercizi di allungamento, nel rispetto delle seguenti modalità e tecniche:

- allungamento statico;
- allungamento balistico;
- contrazione-rilasciamento.

L’allungamento statico si effettua mantenendo la posizione raggiunta, per un certo periodo di tempo, senza effettuare molleggi od oscillazioni.
L’allungamento balistico prevede l’esecuzione di oscillazioni e molleggi, senza mantenere la posizione finale.
L’allungamento col sistema contrazione-rilasciamento si compie eseguendo:
- un estremo allungamento fino al limite consentito dall’articolazione;
- una contrazione statica, per alcuni secondi;
- il rilasciamento, seguito da un’azione di allungamento.
Il sistema contrazione-rilasciamento è meglio conosciuto come «metodo della facilitazione neuromuscolare propriocettiva».
Tutte le modalità e tecniche di allungamento appena esposte favoriscono un miglioramento della mobilità articolare. Nonostante ciò il metodo dell’allungamento statico sembra essere il migliore poiché: 1) presenta meno rischi concernenti un’eventuale lesione dei tessuti connettivi, 2) si verifica un minore consumo energetico, 3) previene ed attenua i dolori muscolari.

(segue...)

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