Owens

ATLETICA LEGGERA

di Giovanni Lestini



(5) Gli ostacoli



La corsa ad ostacoli è originata dall’unione tra la velocità ed il salto in alto, appunto per questo gli atleti erano costretti ad eseguire dei veri "salti", per evitare di incorrere in eventuali cadute, data la struttura "primitiva" dei singoli ostacoli, che erano "infilati" nel terreno.
Alcune modifiche ai regolamenti e l’adozione di ostacoli "mobili", oltre a rendere questa specialità più sicura, hanno contribuito ad affinare la tecnica del passaggio dell’ostacolo, permettendo un superamento veloce dell’ostacolo stesso, senza dover ricorrere ad un vero e proprio "salto" (come avveniva in precedenza).
Il passaggio dell’ostacolo è un atto motorio che deve essere considerato un autentico ed opportuno passo di corsa, effettuato con grande energia e con sapienza tecnica, tale da favorire una velocità costante durante il superamento della barriera.
Le corse ad ostacoli previste dal regolamento olimpico sono le seguenti:

Per disponibilità psicomotoria s’intende la possibilità di effettuare un’attività motoria, considerata nel suo significato di attività mentale, che si traduce in una esecuzione motoria.

L’avviamento agli ostacoli non presenta enormi problematiche per coloro che hanno una sufficiente disponibilità psicomotoria.
L’insegnamento degli ostacoli prevede inizialmente il conseguimento del ritmo, dell’agilità e del consolidamento degli arti inferiori: tutte qualità fisiche utili per l’avviamento verso qualunque specialità. In seguito si dovrà rispettare un programma più specifico per acquisire:

Passaggio delgi ostacoli

Per coloro che desiderino avviarsi alla specialità dei 400 m ostacoli è opportuno apprendere progressivamente come debba essere passato l’ostacolo in curva, per vincere la forza centrifuga e ricercare nuovi e giusti equilibri.

(segue...)

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