Owens

ATLETICA LEGGERA

di Giovanni Lestini



(3) La corsa veloce



Le qualità specifiche fisiologiche di cui ha bisogno un atleta che pratica la corsa veloce sono:

  1. rapidità di contrazione delle fibre muscolari;
  2. capacità di reazione del sistema nervoso.
Il tempo di reazione è il periodo che intercorre tra l’invio di un impulso nervoso da parte dal cervello e l’arrivo all’organo esecutore: il muscolo.

Per quanto riguarda la struttura interna di ciascuna fibra muscolare e la relativa possibilità di contrazione, sappiamo che non si può modificare, mentre il tempo di reazione del sistema nervoso può essere ottimizzato con l'allenamento.
Il velocista, una volta conseguita la massima velocità, deve cercare di mantenerla per un tempo prolungato.
Egli effettua la partenza dai blocchi collocandosi in posizione raccolta, su quattro appoggi, per favorire la propulsione in avanti.
Per una valida prestazione, l’atleta deve distribuire le proprie energie, soprattutto a livello nervoso, poiché l’intensità della gara (sia nei 100 - 200 m, sia nei 400 m) richiede un risparmio di energie soprattutto nella prima fase del percorso.
Jesse Owens Il velocista non deve mai raggiungere la massima velocità reale, poiché ciò comporterebbe un elevato dispendio di energie a livello nervoso.
Di conseguenza, per massima velocità si intende la massima velocità ottimale, vale a dire quella che assicura il risultato finale più vantaggioso.

"Amo correre, è una cosa che puoi fare contando sulle sole tue forze, sui tuoi piedi e sul coraggio dei tuoi polmoni". (JESSE OWENS)

(segue...)

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