scacchista

Il significato di psicomotricità

di Giovanni Lestini



(10) La costruzione dell'IO-PRASSICO



«Io sono un viandante e uno scalatore di montagne,
diss’egli al suo cuore, non amo le pianure
e sembra che non sappia star fermo a lungo...
Imparare a distogliere lo sguardo da sé
è necessario per veder molto:
questa durezza fa d’uopo
a tutti coloro che ascendono le montagne».
(F. W. NIETZSCHE, Cosí parlò Zarathustra, Il viandante)

L’io-prassico è inteso come attività coordinata mediante la quale l’individuo riflette la propria personalità.
piramide L’io-prassico è la manifestazione dell’atto motorio, il quale origina dall’interazione sia dei fattori unità e molteplicità, sia delle componenti relative alla realtà interna ed alla realtà esterna (ambiente circostante, altri) dell’individuo.
L’io-prassico è la risultante del percorso che la persona deve realizzare per raggiungere una valida coordinazione, nella quale riesce a comparare il conosciuto con il nuovo, originando il processo che consente di esprimere la propria personalità con il movimento (danzatore, ginnasta, la persona che cammina, corre e lavora, il nuotatore perché si esprime in un ambiente limitatamente naturale rispetto alle proprie facoltà).
L’io-prassico è il prodotto della mescolanza e della elaborazione fra i fattori menzionati, ordinati in unità dal fattore intelligenza, che opera un’evoluzione strutturale delle abilità e delle competenze motorie rispetto alla realtà circostante.
L’io-prassico può essere rappresentato graficamente dal vertice di una piramide alla cui base quadrata vengano posti alternativamente i seguenti fattori: unità, molteplicità, realtà interna, realtà esterna.
In altri termini, l’individuo, che acquisisce le nuove competenze motorie, completa e matura gli elementi che consentono di valutare la padronanza dell’azione motoria. Ciò è possibile poiché la molteplicità degli elementi motori è ordinata nell’unità d’azione, per essere impressa nella memoria a breve, medio e lungo termine. Occorre, così, un processo elaborativo motorio, meglio identificato come topografia dell’apprendimento motorio, che dovrà essere considerata per ogni ulteriore acquisizione di natura prassica. ippica

(fine del capitolo)

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