gesti

La comunicazione non verbale

di Giovanni Lestini



(7) La spirale del silenzio: la formazione dell'opinione



«Il comportamento non ha un suo opposto ...
non esiste un qualcosa che sia un non-comportamento ...
non è possibile non avere un comportamento.
Ora, se si accetta che l'intero comportamento in una situazione
di interazione ha valore di messaggio, vale a dire è
comunicazione, ne consegue che comunque ci si sforzi,
non si può non comunicare».
(Paul WATZLAWICK, Pragmatica della comunicazione umana)

media Alcune ricerche hanno sviluppato una teoria interessante sul problema della formazione dell'opinione, partendo dall’assunto di base che molte persone hanno una paura naturale dell’isolamento e, nell'esprimere le loro opinioni, cercano di identificare, e quindi di seguire, l'opinione della maggioranza, ossia il "consenso".
La fonte principale di informazioni circa il consenso sarà costituita dai media, in pratica dai giornalisti, che pertanto hanno un considerevole potere nell'indicare il «clima di opinione» prevalente in un determinato momento, su un dato argomento, od anche in generale. Il termine «spirale del silenzio» è stato dato a questo fenomeno da Elizabeth Noelle-Neumann, in quanto la sua logica di base presuppone che, ad un aumento della diffusione della versione dominante da parte dei mass media nella società, corrisponderà una minore possibilità di espressione per le singole voci contrarie, accelerando l’effetto dei media, innescando, quindi, un processo a spirale.

Persone Le persone si espongono all'altrui giudizio esprimendo le proprie idee, soltanto se si sentono in armonia con quanto viene espresso dal gruppo sociale d'appartenenza.
Gli individui si sentono a disagio se debbono esporre idee non condivise dalla propria collettività: essi sono disposti a reprimerle, piuttosto che sopportare di affrontare il gruppo. Questa maggioranza parla con un silenzio assordante, autoalimentando in modo circolare un "sistema", che rende il gruppo dominante più forte di quanto non lo sia in realtà, indebolendo sempre di più le minoranze, grazie al fatto che circola una sola opinione, con la falsa credenza che sia condivisa da tutti.
Ancora una volta, il silenzio, meglio ancora, il non verbale, comunica molto di più dell'espressione verbale.

Fantozzi La formazione dell'opinione pubblica è la risultante di una serie di processi, in cui si assiste ad un progressivo allineamento degli individui ai contenuti dei media. L'opinione dominante, cioè la "maggioranza silenziosa", costringe l'individuo a conformarsi ad una determinata realtà, in caso contrario lo minaccia di isolamento, con la negazione dei rapporti interattivi, che simboleggiano la trama sociale in cui egli si muove.

Il silenzio-ricatto agisce nell'ombra, per rinforzare l'allineamento del singolo a quello degli altri, in un «avvitamento mortifero della coscienza collettiva». Coscienza collettiva che è opinione pubblica, ovvero quella maggioranza silenziosa asservita, che fluttua tra le diverse versioni offerte dai media. La spirale consiste proprio in questo, cioè nel fatto che un'opinione "condivisa" viene espressa molto più liberamente rispetto ad un'opinione "marginaria e minoritaria". Quindi, al centro di questo processo si colloca la paura di essere emarginati dal gruppo sociale di appartenenza, poiché gli individui non sopportano di essere criticati ed isolati, come, ad esempio, il fumatore che si astiene dal difendere i diritti dei fumatori, in una situazione in cui prevalgono i non fumatori (cfr.: Enrica TEDESCHI, I pubblici delle comunicazioni di massa, Matera, Altrimedia Edizioni, 2010).

La teoria della spirale del silenzio è vicina alla teoria della società di massa e comporta una prospettiva analogamente pessimistica della qualità delle relazioni sociali. La sua validità dipende dalla presenza e dalla vitalità di gruppi alternativi all’interno della vita sociale.

(segue...)

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