gesti

La comunicazione non verbale

di Giovanni Lestini



(6) Comunicazione non verbale dell’emittente e percezioni nel ricevente



«Il comportamento non ha un suo opposto ...
non esiste un qualcosa che sia un non-comportamento ...
non è possibile non avere un comportamento.
Ora, se si accetta che l'intero comportamento in una situazione
di interazione ha valore di messaggio, vale a dire è
comunicazione, ne consegue che comunque ci si sforzi,
non si può non comunicare».
(Paul WATZLAWICK, Pragmatica della comunicazione umana)

Emittente e Ricevente Quando un individuo si trova in presenza di altre persone, queste tenderanno a formulare mentalmente un'idea della persona che hanno di fronte; di contro, egli farà del tutto per indagare sul comportamento dei riceventi. Questo tipo di ricerca incrociata viene effettuata con lo scopo di individuare la situazione, cercando di anticipare le conclusioni della situazione stessa. Analizziamo la contingenza (o situazione) nei suoi aspetti particolari, utilizzando i termini di emittente e di riceventi per distinguere colui che funge da emittente, effettuando un determinato tipo di comunicazione, da coloro che svolgono la funzione di riceventi, assistendo all’evento comunicativo.

L'indagine iniziale effettuata dai riceventi riguarda tutto ciò che concerne le aspettative rispetto alla situazione. Queste aspettative sono ricercate con attenzione in presenza degli elementi di cui si dispone nell'interazione: l'ambientazione e la connessione con le esperienze precedenti. L'ambientazione è in intimo rapporto con il complesso dell'aspetto fisico dell'emittente, cioè con l'immagine esteriore di chi invia dei messaggi: ad esempio nessun maitre si presenterebbe in "jeans" ad un ricevimento e nessun inserviente andrebbe a fare le pulizie in smoking. I livelli di ambientazione non sono fissi, ma si possono identificare per decidere se un'ambientazione possa essere considerata adeguata. Un'ambientazione sopra o sotto questi livelli minaccia il prestigio e l'immagine dell'emittente stessa, suscitando nel ricevente un atteggiamento di sfiducia e di diffidenza nei confronti del ricevente. Inoltre, la necessità di velocizzare i tempi ed i modi della definizione della situazione induce il ricevente a percepire i segnali provenienti in base alle esperienze pregresse.

Chaplin Una precedente esperienza positiva favorirà un comportamento favorevole nei confronti dell'interazione, poiché, a livello affettivo-emotivo, il ricevente possiede un buon ricordo su quel determinato emittente; viceversa, le esperienze negative precedenti provocheranno un distacco del ricevente, in quanto si crea una situazione in cui il ricordo (negativo) funge da filtro e da barriera tra ricevente ed emittente.

Alcune ricerche sull'argomento hanno stabilito che questi fattori entrano in gioco all'inizio dell'interazione: solo in seguito queste impressioni forniranno la "chiave di lettura" degli scambi informativi successivi. Ciò significa che una persona tende ad indirizzare le impressioni che vuole fornire di se stesso all'inizio dell'interazione, anziché operare un cambiamento quando la relazione con l'altro è già in corso.

E' fondamentale essere a conoscenza del fatto che, nella vita di relazione, trascorriamo la nostra esistenza ed assumiamo determinate decisioni, secondo una serie di meccanismi deduttivi derivanti dall'esperienza. Un complesso di aspettative si conforma nella nostra mente, da questo complesso scaturisce un modello raffigurante un determinato ruolo interpretato da altri e da quel momento, nelle interazioni con quel ruolo, ci aspetteremo che dette aspettative vengano soddisfatte. Se invece la condotta adottata da una persona, che interpreta un certo ruolo entrerà in contrasto con le nostre aspettative, l'interazione incontrerà degli ostacoli ed il funzionamento della comunicazione non potrà più avvenire in modo scorrevole.

(segue...)

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