gesti

La comunicazione non verbale

di Giovanni Lestini



(2) La comunicazione non verbale



«Il comportamento non ha un suo opposto ...
non esiste un qualcosa che sia un non-comportamento ...
non è possibile non avere un comportamento.
Ora, se si accetta che l'intero comportamento in una situazione
di interazione ha valore di messaggio, vale a dire è
comunicazione, ne consegue che comunque ci si sforzi,
non si può non comunicare».
(Paul WATZLAWICK, Pragmatica della comunicazione umana)

torta Ciò che non può essere comunicato attraverso il linguaggio verbale, o mediante qualsiasi altro veicolo informativo (la grafica, la pittura, i sistemi audiovisivi, ecc.), è, possibile manifestarlo attraverso l’espressione relativa ad un particolare canale, come quello corporeo-cinestetico, mediante il quale si manifesta e si trasmette uno stato d’animo.

Secondo lo studio condotto, nel 1971, da Albert Mehrabian dell'University of Los Angeles, si evidenzia l'esistenza di tre condizioni, che sono alla base dell'atto comunicativo. Questo è il modello, secondo il quale la comunicazione è formata per il:

7% dalle parole (contenuto verbale);
38% dagli elementi vocali (timbro, tono di voce, ritmo) non verbali;
55% dal linguaggio visivo del corpo (mimica facciale, gestualità, postura).

«Quando il messaggio verbale non è coerente con l'espressione facciale, prestiamo fede a ciò che vediamo (l'espressione) e non a ciò che udiamo (le parole). (Ricordate la regola del "55%, 38%, 7%"(James BORG, Il linguaggio del corpo. Guida all'interpretazione del linguaggio non verbale, trad. Simonetta Bertoncini, Milano, Tecniche Nuove, 2009, pag. 60).

La scrupolosa, meticolosa ed attenta osservazione di un individuo consente di individuarne i tratti salienti della personalità e di comprenderne gli stati d’animo. Ovviamente è basilare che il soggetto non si senta osservato, poiché, a parte il suo eventuale e comprensibile risentimento, potrebbe essere indotto a porre in essere atteggiamenti innaturali ed artefatti.

In determinate contingenze uno sguardo od un sorriso ci consentono di comprendere molte cose, nonostante spetti alla parola l’appellativo di "veicolo ufficiale della comunicazione". Ciascun tipo di comunicazione si fonda su un fattore verbale (contenuto) ed uno non verbale (relazione). Il fattore non verbale, cioè quello relazionale, della comunicazione comprende le seguenti azioni:

Questi sono considerati movimenti naturali e comuni, mediante i quali si evidenziano alcune manifestazioni affettivo-emotive del nostro stato d’animo. Non si può non comunicare, anche mediante il silenzio e l’immobilità apparente si trasmettono molte sequenze di messaggi.

gesti La trasmissione di messaggi avviene anche:

Questo sono soltanto alcuni esempi di gesti, a volte inconsciamente eseguiti, che rappresentano lo sfondo della comunicazione fra due o più persone; ma se li osserviamo attentamente, possono contribuire a fornirci delle preziose informazioni relative ad un potenziale datore di lavoro, al capitano della squadra avversaria, al cliente che fruisce di un servizio.

(segue...)

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