gesti

La comunicazione non verbale

di Giovanni Lestini



(8) L'ansia



«Il comportamento non ha un suo opposto ...
non esiste un qualcosa che sia un non-comportamento ...
non è possibile non avere un comportamento.
Ora, se si accetta che l'intero comportamento in una situazione
di interazione ha valore di messaggio, vale a dire è
comunicazione, ne consegue che comunque ci si sforzi,
non si può non comunicare».
(Paul WATZLAWICK, Pragmatica della comunicazione umana)

Fracchia Alcune problematiche concernenti la comunicazione e la relazione mettono in rilievo che il "fattore ansia" gioca un ruolo importante fra l'emittente ed il ricevente, anche se apparentemente quest'elemento sembra completamente estraneo alle istanze comunicative.
Quanto minore è lo stato d'ansia, tanto migliore è la comunicazione. Ad uno stato d'ansia più elevata corrisponde una maggiore difficoltà relazionale.
Ad esempio, nel mondo scolastico, i numerosi studi, effettuati al livello di un college sullo stato d'ansia generale od in situazioni di testing, indicano che un'assenza completa di ansia si accompagna con una mancanza di motivazione al successo, mentre un certo grado d'ansia serve da stimolo per una buona preparazione, ed un alto livello d'ansia ostacola la prestazione stessa.

Fracchia Alcuni studi dimostrano che gli individui con un alto livello d'ansia hanno facilità a memorizzare associazioni semplici (es.: tavolo-sedia, nero-bianco) più prontamente degli individui con un basso livello d'ansia, mentre accade l'opposto per compiti di più difficile memorizzazione. Questi risultati indicano che uno stato generale di ansia ha funzionato da stimolo motivante che ha facilitato l'apprendimento dei compiti facili, ma ha ostacolato quello di compiti difficili.

Le persone ansiose eseguono bene i compiti facili perché si associano alle loro esperienze di successo in tali compiti, ma eseguono male i compiti difficili perché le loro esperienze precedenti di fallimento ostacolano le successive prestazioni.

Si è rilevato che l'ansia facilita il rendimento scolastico degli studenti, dell'ultimo anno, dotati d'abilità particolarmente alte, ma non quello degli studenti d'abilità basse o medie. I primi sono stimolati dal successo a migliorare il rendimento; le prestazioni dei secondi sono ostacolate, in stato di tensione, dalle difficoltà e dai fallimenti subiti.

ansia Riassumendo, possiamo dire che un principio fondamentale sembra essere alla base della maggior parte delle indagini sull'ansia e sul rendimento comunicativo: quando una persona si attende il successo, l'ansia facilita la prestazione; quando pensa di non riuscire, l'ansia ostacola la prestazione. Perciò, l'assenza d'ansia aiuta la persona di medie capacità ad affrontare compiti difficili, ma può ridurre lo sforzo se i compiti sono facili. La persona di buone capacità può trarre vantaggio dall'ansia, perché i compiti non sono molto difficili per lei se si attende il successo; ma la prestazione di un individuo di capacità mediocri è ostacolata dall'ansia perché egli prevede il fallimento.

(segue...)

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