dinamismo

Le capacità percettive



di Giovanni Lestini



(5) La discriminazione tattile



La discriminazione tattile permette agli individui di distinguere e riconoscere gli oggetti e le superfici con l’ausilio del tatto. Esso è una delle prime fonti di conoscenza del bambino che, già in età prescolare, tende a scrutare i vari tipi di superficie, per differenziarne l’aspetto (ondulato-disteso, resistente-molle, ruvido-liscio, acuminato-arrotondato). Ad esempio, una buona discriminazione tattile ci permette di riconoscere non soltanto un oggetto dal quale siamo stati toccati, ma anche il punto, l’entità del contatto e l’estensione della superficie toccata.
La discriminazione tattile è di primaria importanza per tutti gli ipovedenti, soprattutto per quanto riguarda la decodificazione dei caratteri in Braille.
Tale discriminazione, inoltre, determina l’attitudine a distinguere due o più stimoli differenti sulla cute ad una determinata distanza tra loro, per determinare una maggiore o una minore capacità di discriminazione tattile.
lancio La discriminazione tattile è direttamente proporzionale al numero dei meccanocettori presenti sulla superficie corporea. Tali recettori sono presenti in notevole quantità sul palmo della mano. Quest'ultima ha una sensibilità tattile più accentuata quando il soggetto muove l'arto attivamente.
Questo dimostra che l'esperienza somatica più complessa si realizza nell'attività esplorativa manuale dell'ambiente e che il sistema tattile ha prevalentemente un ruolo attivo (non solo passivo), essendo parte integrante di quella rete dei meccanismi nervosi che controllano le contrazioni muscolari, i movimenti e l'esplorazione tattile nella totalità.

(segue...)

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