dinamismo

Le capacità motorie

di Giovanni Lestini



(2) Le sensopercezioni



Le sensopercezioni sono le elaborazioni dei dati informativi, che sono inviati al Sistema Nervoso Centrale, in seguito alla loro ricezione da parte degli organi di senso.

Nell’ambito delle facoltà sensopercettive le informazioni sensoriali provengono dal mondo esterno, mentre la percezione avviene in seguito all’interpretazione di tutti i dati che giungono, dai relativi organi di senso, alla corteccia cerebrale.

I dati informativi sono inoltrati al Sistema Nervoso Centrale, per essere comparati ed associati alle informazioni precedentemente acquisite. Tutto questo è possibile per la presenza dell’"analizzatore". Esso è composto dai seguenti elementi:

corteccia

La corteccia cerebrale presenta uno sviluppo abbastanza marcato sin dal sesto mese di vita, circa, per cui sembra più opportuno pensare che gli stimoli, almeno inizialmente, rispondano in maniera considerevole più alla componente quantitativa che non qualitativa. Questa affermazione deve essere perfezionata, poiché, se non ci fosse una qualità costante, la quantità delle ripetizioni non consentirebbe di realizzare una discriminazione e, quindi, di memorizzare elementi con un preciso carattere ai quali fare riferimento. Pertanto, si deve parlare di qualità della quantità. Ciò corrisponde anche alle esigenze del bambino, il quale ha bisogno di una quantità qualificata e limitata di stimoli per imparare a discernere fra i vari suoni o movimenti. Se i suoni sono imprecisi, privi di qualità ed in numero eccessivo, la capacità discriminante è utilizzata più lentamente, mentre, se sono qualitativamente costanti ed in numero ridotto, la quantità consente di percepirli, memorizzarli e ripeterli con progressiva precisione.

Esempi:

  1. La mamma, per insegnare al bambino le parole "mamma, papà, pappa", deve ripetere frequentemente le stesse sillabe per consentire al bambino di percepirle, memorizzarle e provare a ripeterle, e deve continuare a riproporle con suoni corretti, sino a quando imparerà a pronunciarle bene.
  2. Se la mamma ripetesse con pronuncia non costante le medesime parole, il bambino avrebbe maggior difficoltà a discriminare il suono da riprodurre e, quindi, imparerebbe più lentamente.
  3. Se la mamma proponesse le medesime parole inserite in frasi, anche se ripetute con una pari frequenza, per il bambino risulterebbe ancora più difficile riuscire ad enuclearle da quell’insieme complesso di suoni per memorizzarle e provare a ripeterle.

Pertanto, la ripetizione di poche sillabe deve presentare diverse riproposizioni per conferire punti fermi e per consentire di sviluppare l’abilità discriminante.

Lo stesso principio deve essere attuato nel campo motorio con la proposta di più movimenti semplici, ma con la ripetizione frequente di quelle che meglio rispondono alle esigenze dell'individuo.

Nella sfera delle capacità sensopercettive l’informazione sensoriale è conseguente ai dati provenienti dal mondo esterno, mentre l’evento percettivo si verifica in seguito alla presa di coscienza di tutto ciò che è veicolato dalle afferenze sensoriali.

tuffo I dati informativi captati dai recettori sono inviati al Sistema Nervoso Centrale, e precisamente, in aree nelle quali l’informazione è scomposta, ricomposta, comparata, associata, selezionata relativamente alle informazioni preesistenti.

Ciò avviene proprio a causa del già citato "analizzatore".

(segue...)

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