salto in alto

La percezione spazio-temporale

di Giovanni Lestini



(2) Il tempo e lo spazio: due condizioni necessarie



«Tempo e spazio sono ... due fonti del
conoscere ... Essi cioè sono tutti e due,
forme pure di tutte le intuizioni sensibili».
(I. KANT, Critica della ragion pura)

Nell’apprendimento motorio il tempo e lo spazio raffigurano le condizioni necessarie, sia per la percezione, sia per l’interpretazione della specifica realtà motoria.
verticale La percezione è conseguente sia alle potenzialità dell’individuo, sia alla ricezione sensoriale degli stimoli e delle informazioni, che sono all’origine dell’apprendimento e dell’acquisizione motoria, nello spazio e nel tempo. Tempo, spazio e movimento forniscono all’uomo una successione d’informazioni, che sono in relazione con la sua sensibilità. La sensibilità è la facoltà che permette di ricevere le sollecitazioni dalla realtà esterna e dalla realtà interna. Ciò è indispensabile per conoscere dettagliatamente il movimento da eseguire, poiché l’apprendimento motorio avviene attraverso l’elaborazione personale dello stimolo, che effettua il proprio ingresso attraverso i sensi.
Lo spazio è la condizione che consente all’uomo di sistemare, strutturare ed armonizzare il movimento da cui è stimolato.
Per questo motivo la nostra vita di relazione, fondata sul movimento, si basa sul principio della gestione spazio-tempo, intesa come l’esplorazione fisica ed il vissuto di un’estensione in tempi successivi.
azione basket Ad esempio, l’allievo, di fronte ad un nuovo compito d’apprendimento motorio (es.: eseguire una traslocazione sull’asse d’equilibrio), può trovarsi in difficoltà se non padroneggia quella determinata situazione. Egli, inizialmente, dovrà affrontare una serie di difficoltà, a causa dell’assenza di un vissuto che gli consenta di effettuare lo specifico atto motorio.
Pertanto, la persona, che non abbia vissuto determinate esperienze motorie nella dimensione spazio-temporale, può tendere ad evitare certe situazioni, perlomeno fino al momento in cui non si stabilisca l’automatismo, vale a dire una relazione tra se stessa, la realtà circostante e l’atto motorio, per mezzo di un’esatta percezione della realtà spazio-temporale.
asse equilibrio Esempio: un allievo che abbia imparato a spostarsi su un’asse sistemata al suolo, quando è invitato dall’insegnante a deambulare sulla medesima asse collocata su due sostegni a circa mezzo metro da terra, interpreta differentemente la nuova condizione spazio-temporale, che presenta molte difficoltà di carattere psicologico, benché l’atto motorio sia molto simile a quello acquisito precedentemente.
Dall’esempio appena accennato si può dedurre che l’allievo, di fronte ad un simile compito d’apprendimento motorio, sente in pericolo la propria sicurezza fisica con alcune conseguenze svantaggiose sia a livello affettivo-emotivo, sia a livello motivazionale. L’esecuzione di un nuovo movimento, in una differente dimensione spazio-temporale, può suscitare paura nell’individuo, poichè egli è influenzato dall’istinto di conservazione, che gli impone di evitare il presente pericolo, non avendo elaborate e percepite a sufficienza le informazioni esterne, relative al mutamento del proprio assetto riguardo all’attrezzo.

(segue...)

pagina precedente Torna all'home page pagina successiva

Torna all'inizio

Valid XHTML 1.0 Transitional