megafono

Motricità ed articolazione del linguaggio

di Giovanni Lestini



(2) Le strutture neurofisiologiche funzionali



«...tramite il fascicolo arcuato interno ,
l’Area di Wernicke attiva un’area
associativa motoria, detta di Broca; che...
grazie al controllo della fonoarticolazione,
permette di produrre i suoni verbali»
(Flavio MANIERI, La dimensione orale)

centri di Broca e Wernicke Negli esseri umani è possibile l’apprendimento mediante stimoli appropriati, in cui le associazioni visivo-uditive consentono di pronunciare gli oggetti percepiti.
L’esistenza del centro di Wernicke raccoglie le immagini acustiche e le trasforma in una serie ininterrotta di impulsi verbali.
Il centro di Wernicke è una zona del cervello che riceve i segnali inviati dal nervo acustico e li decodifica. In sintesi, è un centro psicosensoriale.
Intimamente connesso al centro di Wernicke è il centro di Broca, un’area psicomotoria in cui si genera l’articolazione del linguaggio e l’elaborazione della successione verbale.
L’informazione uditiva viene captata dalla relativa zona cerebrale, per essere convogliata nel centro di Wernicke. In questa area associativa i segnali percepiti sono comparati con le informazioni precedenti, mediante l’elaborazione dei dati.
Affinché sia prodotta l’articolazione fonetica, l’area di Wernicke, mediante alcune connessioni, rappresentate dal fascicolo arcuato, stimola il centro psicomotorio di Broca, cioè l’area associativa che è preposta al governo della generazione di messaggi verbali.
E’ noto che l’elaborazione del linguaggio avviene nell’emisfero sinistro. Inoltre, alcune ricerche hanno dimostrato che in questo emisfero, soprattutto a livello del centro di Broca, si verifica un maggiore flusso sanguigno in concomitanza con l’articolazione del linguaggio. La caratteristica peculiare dell’emisfero sinistro riguarda la configurazione dei processi analitici e la produzione verbale, mentre la funzione dell’emisfero destro si manifesta nei processi di elaborazione generale, spaziale, musicale, artistica.
Ciò non vuol dire che l’emisfero destro non abbia la facoltà di elaborazione del linguaggio, ma si deve tener presente che, in questo emisfero, una parte della corteccia cerebrale e le aree preposte all’articolazione fonetica sono meno ampie e meno sviluppate.

(segue...)

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