megafono

Motricità ed articolazione del linguaggio

di Giovanni Lestini



(6) Il linguaggio ed il comportamento



«...tramite il fascicolo arcuato interno ,
l’Area di Wernicke attiva un’area
associativa motoria, detta di Broca; che...
grazie al controllo della fonoarticolazione,
permette di produrre i suoni verbali»
(Flavio MANIERI, La dimensione orale)

manzi Oltre alle considerazioni concernenti la neurofisiologia, l’articolazione fonetica e l’aspetto comunicativo, si deve analizzare il linguaggio in quanto strutturato in un complesso di segni.
Il linguaggio è regolato dal ritmo, dalla frequenza e dalla ciclicità di certe successioni combinatorie in luogo di altre.
Il messaggio verbale, espresso in segni stabiliti dal codice in uso, si concreta nel significante, al quale corrisponde un significato, pertanto la precisione o l’equivoco scaturiscono dalla conformità, o meno, del complesso utilizzato.
Nel discorso il significante è costituito da un solo modello di fonemi che possono significare qualsiasi cosa, dal concetto astratto all’oggetto semplice e concreto. Nella scrittura il significante è costituito da parole scritte con l’inchiostro sulla carta, e di nuovo esse possono significare qualsiasi cosa, dal concetto mentale astratto all’oggetto solido ed elementare (cfr. Charles Jencks, Il significato in architettura). Ma tutto ciò che viene rappresentato mediante la voce o con dei segni non è nient’altro che comportamento.
Le espressioni verbali si introducono, in maniera decisiva, all’interno di determinate fasce d’età.
Si è già affermato che il codice verbale (linguaggio) è organizzato in un sistema di segni che fungono da stimoli, immediatamente tradotti nel significato convenzionale, relativo alla situazione. Il modo di esprimersi, quindi di comportarsi, è contrassegnato da un’operazione alterna in cui gli interlocutori effettuano uno scambio di ruoli, nell’atto di adattarsi alle diverse situazioni sociali e culturali.
linguaggio e comportamento In virtù di ciò, si acquisiscono nuovi atteggiamenti linguistici, conformi in alcune contingenze, mentre risultano non idonei in altre situazioni. Si instaura, quindi, un sistema di coordinate verbali che, secondo l’ambiente in cui si opera, mostra la sua flessibilità nel gioco verbale composto dalle seguenti funzioni:

- raccontare;
- rispondere;
- interrogare;
- ordinare;
- obbedire;
- fingere;
- descrivere;
- recitare.

Queste attività del linguaggio evidenziano altrettanti comportamenti verbali che scaturiscono dall’identificazione dei messaggi percepiti all’interno delle aree di Wernicke e di Broca.
L’articolazione del linguaggio può essere utilizzata relativamente alle esigenze dell’individuo. Ad esempio, il linguaggio può essere utilizzato per:

- esigere, sollecitare, chiedere un comportamento od un’azione da parte di altri; in sintesi, si delega qualcuno per soddisfare una propria esigenza, con la relativa modifica della situazione di partenza;
- offrire un comportamento od una collaborazione ad altre persone, esprimendo con il linguaggio la propria volontà e la propria competenza, relative all’operazione da eseguire;
- ordinare ed organizzare le risposte nella consapevolezza della propria personalità, stimolando nuovi repertori verbali.

(segue...)

pagina precedente Torna all'home page pagina successiva

Torna all’inizio

Valid XHTML 1.0 Transitional