Biomeccanica del corpo umano

La biomeccanica

di Giovanni Lestini



(7) Equilibrio degli arti inferiori



«...questo grandissimo libro che continuamente ci sta
aperto innanzi agli occhi (io dico l’universo),
non si può intendere se prima non s’impara
a intender la lingua, e conoscer i caratteri ne’
quali è scritto. Egli è scritto in lingua
matematica, e i caratteri sono triangoli, cerchi
ed altre figure geometriche, senza i quali mezzi
è impossibile a intenderne umanamente la parola;
senza questi è un aggirarsi vanamente per
un oscuro laberinto».
(Galileo GALILEI, Il Saggiatore, VI, 232)

Poligono di appoggio L’elemento essenziale che consente di assumere la stazione eretta è rappresentato, oltre che da una idonea postura del rachide, dagli arti inferiori.
Nella stazione eretta di un individuo il baricentro è sempre proiettato all’interno del poligono di appoggio formato dai piedi.
Il terzo principio della dinamica enunciato da Newton recita:«ad ogni azione corrisponde un’azione uguale e contraria». Nel nostro caso significa che un corpo in appoggio su un solido riceve, dal solido stesso, una forza uguale e contraria a quella della sua forza peso.
baricentro baricentro Pertanto, si dice che un corpo è in equilibrio quando la forza di gravità (G) e la forza uguale e contraria (R) si trovano sulla medesima verticale, centralmente al poligono di appoggio. Quando G ed R sono sulla stessa verticale, ma ai limiti del poligono di appoggio, il corpo è sempre in equilibrio, ma le forze g ed r convergono in un punto. Quando G ed R non si trovano sulla stessa verticale l’equilibrio è instabile.
Ciascuna parte del corpo umano è dotata di un proprio baricentro; la risultante che scaturisce dalla somma di tutti i baricentri rappresenta il baricentro del corpo umano.
Se i singoli baricentri non sono allineati si creano dei momenti compressivi a carico delle strutture articolari, che potrebbero subire eventuali lesioni a causa di tali scompensi. Per contenere lo spostamento dei baricentri il sistema muscolare dovrà attivarsi intensamente per conferire un equilibrio più stabile.
appoggio del piede statica del piede Nella stazione eretta anatomica il piede forma un angolo verso l’esterno di 23° gradi, l’articolazione tibio-tarsica funge da leva di 2° genere e la volta plantare sostiene e scarica a terra, mediante l’astragalo ed il calcagno, tutto il peso del corpo.
In ortostatismo la statica del piede presenta tre punti di appoggio: il calcagno, il 1° osso metatarsale ed il 5° osso metatarsale. Questi tre pilastri danno luogo a tre archi plantari:

- un arco anteriore, formato dalle estremità delle cinque ossa metatarsali;
- un arco longitudinale tra il calcagno e la testa del 5° metatarso;
- un arco longitudinale, detto anche arco plantare, costituito, in senso postero-anteriore, dal calcagno, dallo scafoide collocato all’apice dell’arco, dal 1° cuneiforme e dal 1° metatarso.

Nella marcia e nella corsa il baricentro del corpo si sposta costantemente insieme con il poligono di appoggio, rimanendo quest’ultimo all’interno dello stesso poligono.

(segue...)

pagina precedente Torna all'home page pagina successiva

Torna all’inizio

Valid XHTML 1.0 Transitional