primo soccorso

TRAUMATOLOGIA ED ELEMENTI DI PRIMO SOCCORSO

di Giovanni Lestini



(14) Lesioni muscolari e tendinee



Le lesioni muscolari e tendinee nell’attività sportiva si possono distinguere in due ordini:

Nelle lesioni muscolo-tendinee le aree particolarmente danneggiate sono il muscolo o il tendine.
Nelle lesioni persistenti gli effetti negativi colpiscono le inserzioni muscolari e tendinee dell’osso, vale a dire dell’apparato mioentesico.
Le lesioni muscolo-tendinee sono abbastanza ripetute nella pratica sportiva. Il sintomo prevalente è il dolore che, oltre a comparire nel gesto specifico, può verificarsi anche quando il soggetto è a riposo.
La lesione di un muscolo o di un tendine avviene in seguito ad un movimento "brusco", ad un eccessivo allungamento o ad una serie di microtraumi subiti nel tempo, causando il danno ad una o più fibre muscolo-tendinee.
Un segno caratteristico di queste lesioni si può osservare in seguito all'ispezione specifica: mentre si effettua il movimento guidato manualmente si può udire un particolare rumore, simile ad un "clap" o ad un crepitio.
Ciò è dovuto all'attrito che il tendine lesionato, aderendo alla guaina, incontra nello scorrere.
Le mio-entesiti sono le alterazioni a carico dell'apparato mioentesico.
Quest'ultimo è costituito dal sistema muscolo-tendineo ed in particolare dai seguenti elementi:

La zona di transizione tra il muscolo ed il tendine è costituita dalla fusione delle fibre muscolari con il tendine stesso.
La zona tendine-aponeurosi consente di mantenere invariata la direzione della forza esercitata dal muscolo. La struttura tendine-aponeurosi è definita in modo tale che l'energia prodotta dalla forza muscolare sia trasferita in maniera corretta alle ossa.
L'inserzione del tendine sull'osso avviene ad opera del periostio. Il modo in cui si verifica tale connessione varia in estensione ed in profondità relativamente alla maggiore o minore funzione svolta dal tendine-aponeurosi.
Lo stato di salute dell'apparato mio-entesico è di fondamentale importanza, poiché è su di esso che si concentra tutta la potenza della contrazione muscolare, soprattutto nella zona in cui è presente l'inserzione tra tendine e osso: qui la potenza sprigionata dalla contrazione muscolare è massima.
Le alterazioni dell'apparato mio-entesico, generalmente, sono di natura microtraumatica, a causa di un lavoro muscolare intenso, eccessivo, circoscritto e reiterato nel tempo.
Pertanto, la causa dell'alterazione mio-entesica risale alla trazione esercitata dal muscolo.
I fattori che predispongono l'atleta a questa patologia sono di natura costituzionale, ma l'elemento fondamentale è la contrazione muscolare ultrafisiologica cumulativa e reiterata nel tempo.
E' chiaro che le inserzioni muscolo-tendinee, sottoposte ad un lavoro fisico stressante, subiscano molte sollecitazioni che potrebbero essere la causa di stimoli irritativi su questi tessuti particolarmente sensibili.

(segue...)

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