primo soccorso

TRAUMATOLOGIA ED ELEMENTI DI PRIMO SOCCORSO

di Giovanni Lestini



(24) BLS-D Basic Life Support Defibrillation (parte II)



Valutazione dello stato di coscienza Iperestensione del capo Verifica delle funzioni cardio-polmonari. Prima di eseguire ogni manovra di rianimazione cardio-polmonare (RCP), il soccorritore deve osservare innanzitutto l’ambiente circostante, per instaurare uno stato di sicurezza, valutando la presenza di eventuali pericoli ambientali (fuoco, infiammabili, cavi elettrici, gas tossici). Successivamente, si inginocchierà lateralmente al torace della vittima, ne valuterà lo stato di coscienza, scuoterà (non troppo energicamente) il soggetto afferrandolo per le spalle esclamando ad alta voce: «signore mi sente?... va tutto bene?». In assenza di risposta chiederà aiuto alle persone presenti. E’ chiaro che la vittima è in stato di incoscienza.
Nel soggetto privo di coscienza, il soccorritore deve assicurare alla vittima la pervietà delle vie respiratorie, mediante l’iperestensione del capo all’indietro, ponendo una mano sulla fronte della vittima e con due dita dell’altra mano gli solleverà la mandibola, indirizzando il mento del soggetto verso l’alto. Inoltre, controllerà la presenza di eventuali corpi estranei nella bocca della vittima e, qualora ne ravvisi la presenza, li rimuoverà.
Guardo, ascolto, sento Polso carotideo A questo punto il soccorritore valuterà l’attività respiratoria della vittima, mantenendo il capo del soggetto in iperestensione, disponendosi con la guancia vicino alla bocca del paziente per verificare la presenza di attività respiratoria, denominata con l’acronimo G.A.S. - guardo, ascolto, sento. Il soccorritore, per 10 secondi, guarda gli eventuali movimenti del torace, ascolta la presenza di sibili respiratori, sente l’eventuale fuoriuscita di aria calda dalla bocca del paziente sulla propria guancia.
Un’altra manovra equivalente a quella appena descritta per individuare i segni di circolo riguarda l’acronimo MO.TO.RE. per rilevare la presenza di MOvimenti, TOsse, REspirazione. Ma in sostanza non cambia nulla da quanto è stato appena descritto.
Il soccorritore, altresì, verificherà il polso carotideo ponendo due dita sull’arteria carotide, lateralmente alla trachea. In assenza di tali segnali chiama o farà chiamare il 118. Chiede ad uno degli astanti di reperire un DAE - defibrillatore semiautomatico esterno - ed inizia precocemente la manovra della RCP - rianimazione cardio-polmonare.
Posizione delle mani del soccorritore nel massaggio cardiaco Tecnica del massaggio cardiaco esterno (MAE). La RCP prevede le compressioni toraciche che si rendono necessarie quando occorre sostituire il circolo, in mancanza di un’attività cardiaca efficace. Durante i primi minuti dopo l’arresto cardiaco improvviso, la cui causa non sia di tipo respiratorio, il contenuto di ossigeno nel sangue rimane ancora a livelli accettabili, ma la sua distribuzione al miocardio e al cervello è limitata dalla gettata cardiaca, che provoca una mancanza d’ossigeno nei polmoni e nel sangue arterioso. Per questo occorre iniziare la manovra di rianimazione cardio-polmonare con il massaggio cardiaco alternato alle insufflazioni con un rapporto di 30:2, ovvero 30 massaggi cardiaci e 2 respirazioni artificiali, possibilmente con il pallone A.M.B.U. se a disposizione.
Tecnica del massaggio cardiaco La ventilazione è, inizialmente, meno importante delle compressioni toraciche. Inoltre, deve essere garantita: 1) l’identificazione del punto corretto dove esercitare le compressioni; 2) l’esecuzione di una corretta tecnica di compressione-rilasciamento; 3) il mantenimento di una corretta posizione.
Per l’esecuzione del massaggio cardiaco esterno (MAE) il soccorritore si pone di fianco alla vittima con le ginocchia all’altezza del torace. Il corretto punto di compressione si ottiene posizionando la base del palmo di una mano al centro del torace, sullo sterno, e sovrapponendo a questa il palmo dell’altra mano. Braccia e spalle sono perpendicolari al punto di compressione. E’ raccomandato, infine, di intrecciare le dita delle due mani evitando che la pressione sia esercitata sulle coste, sulla parte alta dell’addome o sulla parte terminale dello sterno. Tecnica del massaggio cardiaco La compressione sul torace deve essere effettuata verso la colonna vertebrale per un’escursione di 5-6 cm. Dopo ogni compressione il torace deve riestendersi totalmente. Il rapporto di compressione - decompressione del torace deve essere di 1:1 - tanto comprimo/tanto decomprimo.
Per questo motivo la pressione sul torace va rimossa, senza però perdere il contatto tra mani e sterno. La frequenza deve essere di circa 100 compressioni al minuto, poco meno di 2 compressioni al secondo; non va, comunque, superata la frequenza di 120 compressioni al minuto.
I gomiti bloccati e gli arti superiori tesi conferiscono una rigidità che permette di esercitare la forza sfruttata dal peso del tronco. Il soccorritore conta ad alta voce 1, 2, 3, 4, 5,...30, per imporre il ritmo e facilitare il successivo cambio tra gli eventuali altri soccorritori.

Pallone AMBU Tecnica di ventilazione di soccorso. La tecnica di ventilazione artificiale più appropriata da parte del soccorritore è quella con il pallone A.M.B.U. (acronimo di Auxiliary Manual Breathing Unit, e slang di "pallone autoespandibile"). L’utilizzo del pallone autoespandibile A.M.B.U. permette una ventilazione in aria-ambiente con una concentrazione di ossigeno del 21%. Nella tecnica di ventilazione con il pallone autoespandibile il soccorritore si deve posizionare alla testa della vittima ed appoggiarle la maschera sul volto, facendo attenzione che questa sia della misura adeguata per coprire la zona bocca-naso, e che l’apice della maschera sia posto in corrispondenza della radice del naso. Con l’indice ed il pollice di una mano il soccorritore dovrà formare una «C» per mantenere la maschera aderente al volto; con le restanti dita deve sollevare la mandibola della vittima, per effettuare l’iperestensione del capo. Con l’altra mano deve comprimere il pallone per insufflare un quantitativo d’aria, tale da provocare una normale espansione del torace. Infine, il soccorritore osserverà l’escursione del torace come indice di ventilazione efficace.
Ventilazione artificiale bocca-bocca Citiamo alcune tecniche di ventilazione scorretta: 1) insufflazioni brusche che causano distensioni gastriche; 2) una inadeguata iperestensione del capo induce distensione gastrica ed ipoventilazione; 3) la maschera non bene adesa al volto o di misura inappropriata è causa di una manovra inefficace e di ipoventilazione.
In assenza del pallone A.M.B.U. il soccorritore dovrà eseguire la ventilazione artificiale bocca-bocca, sempre mantenendo il capo della vittima in iperestensione ed avendo l’accortezza di stringerle le narici, per evitare la fuoriuscita di aria dal naso durante l’insufflazione. Dovrà, inoltre, controllare che si verifichi la normale espansione del torace a conferma della corretta ventilazione.

Il materiale di questo paragrafo, relativo alle manovre BLS-D è stato elaborato confrontando la Videoteca delle Tecniche Infermieristiche della Facoltà di Medicina e Chirurgia - Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Torino, Presidente Prof. Valerio Dimonte, supervisione Dott.ssa Patrizia Massariello.

(segue...)

pagina precedente Torna all'home page pagina successiva

Torna all'inizio

Valid XHTML 1.0 Transitional