scoliosi

PARAMORFISMI  E  DISMORFISMI

di Giovanni Lestini



(2) I paramorfismi della colonna vertebrale



Torre Eiffel La colonna vertebrale, o rachide, può essere paragonata alla Torre Eiffel, con una struttura a base larga e slanciata verso l'alto.
Questo fondamentale organo di sostegno può essere soggetto ad alcune deviazioni causate da carenti punti di appoggio alla sua base.
Ad un'attenta ed accurata osservazione della colonna vertebrale, si evince che la sua particolarità consiste nella sovrapposizione di anelli ossei, detti vertebre o metameri, separati da un cuscinetto cartilagineo elastico, il disco intervertebrale, collocato sul corpo della vertebra, che ha la funzione di ammortizzare le varie sollecitazioni tra una vertebra e l'altra. Il disco intervertebrale, inoltre, svolge il delicato compito di mantenere le vertebre costantemente distanziate tra di loro, per evitare gli eventuali schiacciamenti dei nervi spinali, che si dipartono dal midollo spinale, per raggiungere i vari distretti corporei da innervare.
Questa flessibile struttura di sostegno si àncora all'osso sacro, un segmento osseo composto da quattro-cinque vertebre saldate tra loro, per terminare con il coccige, anch'esso formato da quattro-cinque vertebre che formano un unico blocco osseo.
Per una maggiore completezza, possiamo dividere tutta la colonna vertebrale in quattro "regioni", relative ai tratti che essa percorre:

vertebra vista dall'alto e sul piano sagittale Ciascuna vertebra è costituita: anteriormente dal corpo vertebrale, di forma cilindrica; centralmente dal forame vertebrale, che origina dall'unione tra l'arco osseo posteriore di una colonna vertebrale vertebra ed il corpo vertebrale, per consentire il passaggio del midollo spinale al suo interno; posteriormente da tre appendici, dette apofisi (una spinosa e due trasverse), oltre alle due apofisi articolari superiori, che si inseriscono sull'arco osseo posteriore.
In un soggetto normale la colonna vertebrale appare dritta, se la osserviamo sul piano frontale, mentre se la consideriamo sul piano sagittale, presenta quattro curve, due a concavità posteriore e due a concavità anteriore.
Le curve a concavità posteriore (lordosi) riguardano i tratti cervicale e lombare, quelle a concavità anteriore (cifosi) interessano i segmenti dorsale e sacrale-coccigeo.
Queste curve sono dette fisiologiche, perchè fanno parte della struttura naturale del rachide. Esse sono di fondamentale importanza poiché hanno la doppia funzione di consentire sia i movimenti di flesso-estensione, sia l'ammortizzamento nel caso di sollecitazioni subite dalla colonna vertebrale stessa, grazie anche all'intervento delle 23 articolazioni disco-vertebrali.
L’acquisizione delle posizioni errate e mantenute per molto tempo è causa di alterazioni vertebrali, che possono essere ridotte e migliorate mediante l’esecuzione di alcuni appropriati esercizi.
Tali alterazioni, come è già stato accennato, si possono osservare sia sul piano sagittale, sia sul piano frontale. Le cause che producono le patologie della colonna vertebrale sono ancora oscure e possono dipendere dai fattori più svariati, certo è che il rachide è la struttura più soggetta alle sollecitazioni della gravità.
Le alterazioni del rachide sul piano sagittale possono presentare una esagerazione, un annullamento o un'inversione delle curve fisiologiche, mentre sul piano frontale si può verificare la comparsa di una o più curve, in luogo di una colonna vertebrale rettilinea.
Pertanto, sul piano sagittale avremo una ipercifosi in seguito ad una concavità anteriore esagerata del rachide nel tratto dorsale, ed una iperlordosi in seguito ad una accentuata concavità posteriore della colonna vertebrale, nelle regioni cervicale e lombare. Sul piano frontale avremo una scoliosi, in seguito alla comparsa di una o più curve laterali.
Per quanto riguarda queste ultime la "Scoliosis Reaserch Society" ha proposto la seguente classificazione per le scoliosi strutturate:

Le altre cause delle scoliosi possono essere di tipo: auditivo e visivo, ma le idiopatiche rappresentano il 70-80% di tutta la casistica e, per la difficoltà di una diagnosi precoce, il medico può prenderne visione soltanto tardivamente, quando il dismorfismo è ormai instaurato.

(segue...)

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