bilancia

OBESITA' E MAGREZZE

di Giovanni Lestini



(6) Obesità da iperalimentazione e da ipoconsumo



Molti e complessi fattori regolano il bilancio relativo al consumo energetico nell’obesità da iperalimentazione e da ipoconsumo, in cui ad una abbondante alimentazione corrisponde un ridotto consumo di energie.
Ad esempio, i fattori psico-socio-ambientali inducono l’individuo a compensare le proprie insoddisfazioni cercando un rifugio nel fanciullesco desiderio di mangiare.
L’uomo stesso diventa sempre più sedentario nel lavoro quotidiano, sia per il miglioramento dei mezzi di trasporto, sia per una maggiore disponibilità di strumenti informatizzati. Si favorisce, in tal caso, un minore dispendio energetico, pertanto sarebbe conveniente ridurre un superfluo apporto calorico inutilizzato.
Inoltre, i fattori neuro-ormonici intervengono innalzando o diminuendo sia il metabolismo basale, sia l’azione specifica degli alimenti, soprattutto per le azioni, rispettivamente, della tiroide e dell’ipofisi. Vi sono anche alcuni ormoni tiroidei (tiroxina, tri-iodiotironina) che favoriscono ed aumentano la trasformazione degli zuccheri in grassi.
ipotalamo Ciò è piuttosto consueto negli obesi, ad opera degli ormoni suindicati che favoriscono la raccolta degli zuccheri nel sangue per poi convertirli in grassi.
Infine, i fattori neurofisiologici evidenziano che nell’ipotalamo vi sono due centri per la regolazione dell’appetito: un centro della sazietà ed un centro della fame. Alcune ricerche hanno dimostrato che se si danneggia il centro della sazietà prende il sopravvento il centro della fame, il quale, non più controllato, dà il via all’obesità.
Da quanto è stato detto è evidente che l’obesità deve essere considerata anche come un’alterazione del ricambio dei grassi, provocando molti disturbi come il respiro affannoso (anche per uno sforzo lieve), malattie cardiovascolari, renali, predisposizione al diabete ed alle malattie del ricambio.
Pertanto, ad una riduzione delle scorte alimentari ed energetiche deve seguire un’idonea e progressiva attività fisica, per ridurre i danni dell’obesità a beneficio di un ritrovato equilibrio psicofisico.

(segue...)

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