droga

DROGHE    E    A.I.D.S.

di Giovanni Lestini



(6) Tabagismo



polmoni Il tabagismo è una forma di dipendenza sia psicologica, sia fisica a causa dell'assunzione irrefrenabile ed eccessiva di tabacco, il cui principio attivo è la nicotina.
Il consumo di questa sostanza avviene mediante la combustione delle foglie essiccate (come avveniva già negli indigeni americani) della pianta del tabacco, sotto forma di sigari (foglie arrotolate), tabacco per pipa (foglie sminuzzate), sigarette (foglie sminuzzate avvolte nella carta).
Il fumo di tabacco genera numerose sostanze nocive per l'uomo. La composizione chimica del fumo varia a seconda della pianta, della carta (se si tratta della sigaretta) e della presenza, o meno, del filtro.
Nel fumo, le principali sostanze tossiche per l'uomo, si trovano sia allo stato gassoso, sia allo stato corpuscolato.
Stato Gassoso: ossido di carbonio, ammoniaca, acido cianidrico (tossici); acetaldeide, acetone, acido cianidrico, acroleina (ciliotossici); acrilonitrile, formaldeide, nitropropano, nitrosonornicotina, nitrosodimetilamina, idrazina, uretano (cancerogeni animali); benzene (cancerogeno umano).
Stato corpuscolato: nicotina, catrame totale (tossici); benzo(a)antracene, benzo(a)pirene, 5-metilcrisene (cancerogeni animali); catrame totale, cloruro di vinile, 2-naftilamina, aminobifenile (cancerogeni umani); catecolo (cocancerogeno); fenolo (promotore di tumori).
Tra le sostanze elencate le più nocive sono: la nicotina, l'ossido di carbonio ed il catrame.
Nicotina. E' responsabile della dipendenza fisica e si trova nella parte corpuscolata del fumo di tabacco. La sua concentrazione varia da mg 0,1 a mg 1,4, a seconda del tipo di sigaretta. Questa sostanza tossica passa nel circolo sanguigno dopo essere stata assorbita dalle mucose delle vie respiratorie, attraversa la barriera ematoencefalica e raggiunge il sistema nervoso centrale, provocando: aumento della pressione arteriosa, aumento del ritmo cardiaco, aumento del colesterolo LDL (cattivo), diminuzione del colesterolo HDL (buono), stimolazione delle ghiandole surrenali con produzione di adrenalina, noradrenalina e cortisolo.
scheletro Ossido di carbonio (CO). Costituente gassoso del fumo, che si genera in seguito alla combustione incompleta del tabacco. Nei polmoni il CO si mescola con l'aria ed entra nel circolo sanguigno, dove si lega con l'emoglobina generando ossiemoglobina, che causa un ridotto apporto di ossigeno ai tessuti. L'ossido di carbonio viene respirato da tutti i presenti nell'ambiente in cui si fuma, siano essi fumatori o non fumatori (fumo passivo).
Catrame. E' un elemento tossico allo stato corpuscolato del fumo di tabacco. La sua costituzione consiste in una miscela di elementi cancerogeni degli idrocarburi aromatici policiclici, come il benzo(a)pirene, contiene, inoltre, il fenolo ed il catecolo, sostanze cocancerogene, infine le nitroammine, che rappresentano gli elementi precancerogeni. Nel catrame sono presenti, inoltre, alcune sostanze ciliotossiche (terpeni, chetoni, aldeidi), che causano: iperplasia ed ipertrofia delle ghiandole mucose, paralisi delle ciglia vibratili dell'epitelio bronchiale, alterazioni del sistema immunitario.

Alcuni studi epidemiologici hanno evidenziato che, nei fumatori, il rischio d'insorgenza di patologie cardiache, come l'infarto, è di circa 15 volte superiore a quello dei non fumatori.
Il fumo aumenta il rischio d'infarto, sia perché l'ossido di carbonio, prodotto dalla combustione incompleta del tabacco, limita la formazione di ossiemoglobina, riducendo il rifornimento di ossigeno al cuore, sia perché contribuisce alla produzione di placche aterosclerotiche, in quanto favorisce la formazione del colesterolo LDL (cattivo), con il conseguente irrigidimento dei vasi arteriosi.
Inoltre, il fumo di tabacco concorre all'insorgenza dell'enfisema polmonare e delle broncopatie croniche ostruttive (BPCO).
Le ciglia vibratili e l'epitelio bronchiale, in seguito alla presenza delle aldeidi e dell'acido cianidrico, prodotti dal fumo, sono completamente indifesi in presenza di corpi estranei, riducendo l'immunità del sistema respiratorio in presenza di virus e batteri, che attaccano le vie respiratorie provocando infezioni ed ogni tipo di contagio.
L'azione cancerogena del fumo, particolarmente nei polmoni, ma anche nella vescica, è proporzionale al quantitativo di sigarette fumate ed è causata da sostanze chimiche come gli idrocarburi aromatici policiclici, le nitrosammine, i composti radioattivi e le ammine aromatiche.

prevenzione al fumo Prevenzione. Il tabagismo, pericolo sociale, induce alla dipendenza ed alla tolleranza. Gli interventi preventivi sono di tipo legislativo ed informativo - educativo.
Le disposizioni di legge che regolano l'uso del tabacco (sigaretta, sigaro, pipa) e della sigaretta elettronica, impongono le seguenti indicazioni: divieto di fumo nei luoghi pubblici (cinema, teatro, bar, scuole, ecc.), divieto di fare pubblicità, regolamentazione della vendita, diminuzione delle sostanze tossiche nel tabacco, obbligo di riportare sul pacchetto di sigarette "nuoce gravemente alla salute", informazione attraverso campagne di educazione sanitaria. Inoltre, il Decreto Legge, approvato dal Consiglio dei ministri il 26 luglio 2013, art. 27, impone il divieto di fumare «anche nelle aree all'aperto di pertinenza degli istituti scolastici». L'art. 28 recita: «E' vietato l'utilizzo delle sigarette elettroniche nei locali chiusi delle istituzioni scolastiche statali e paritarie e dei centri di formazione professionale».
Gli interventi educativi riguardano la prevenzione primaria, rivolta soprattutto ai giovani affinché non cadano nella "trappola" del fumo. Il dialogo educativo deve coinvolgere la suola e la famiglia, insieme a tutti coloro che operano all'interno di queste strutture.

sigaretta «Recenti studi scientifici comprovano l'efficacia della prevenzione del tabagismo. Infatti nella maggior parte degli Stati degli USA che avevano avviato in modo esteso e deciso la prevenzione del tabagismo, nel corso degli anni Novanta è diminuito il numero dei morti per cancro ai polmoni, nella fascia d'età dei 30-39enni. Un calo nel numero dei morti per tumori polmonari nella fascia d'età dei 30-39enni indica che è attendibile l'efficacia della prevenzione. Lo dimostra uno studio della Società americana contro il cancro. La fascia d'età dei 30-39enni donne e uomini costituisce il gruppo d'età più giovane di coloro che in molti degli Stati USA presenta un numero piuttosto consistente di casi di morte per cancro ai polmoni. Nei gruppi di età inferiore ai 30 anni i casi di cancro ai polmoni sono troppo pochi perché vi si possano basare statistiche attendibili. Il risultato fornisce un rapporto estremamente significativo dal punto di vista statistico. Quanto più severe sono le disposizioni di prevenzione del tabagismo tanto minore è il numero di morti per cancro ai polmoni fra i giovani adulti.
Nella maggior parte degli Stati federali che avevano avviato un vasto programma di prevenzione del tabagismo, come California, Arizona, Oregon e Florida, negli anni Novanta nella fascia d'età dei 30-39enni il numero dei decessi per cancro ai polmoni è diminuito. Al contrario, negli Stati federali, come Kentucky, Nord Carolina, Missouri e Indiana, che non si erano quasi per niente occupati della prevenzione del tabagismo, nello stesso periodo il numero di decessi per cancro ai polmoni è decisamente aumentato. Esiste un altro rapporto significativo fra prevenzione del tabagismo e abbandono del fumo: quanto più severe sono le misure preventive assunte, tante più persone fra i 30 e i 39 anni smettono di fumare
» (Fonte: www.at-svizzera.ch).

(segue...)

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