droga

DROGHE    E    A.I.D.S.

di Giovanni Lestini



(2) Famiglia e salute



famiglia La famiglia è l’insieme di persone vincolate da rapporti di parentela.
Essa è la prima forma di società in cui l’individuo si prepara ad affrontare le situazioni ed i problemi della vita quotidiana, proiettata oltre i confini della protezione materna e paterna.
Il confronto, ed a volte lo scontro, tra figli e genitori rappresenta l’ago della bilancia, che può favorire o bloccare lo sviluppo delle dinamiche e di futuri comportamenti all’interno delle mura domestiche, ma soprattutto all’esterno del proprio ambiente protetto.
rosa Un’alterazione dei dinamismi affettivi familiari può influire negativamente sui futuri comportamenti dei giovani, tanto da deviarne il modo di pensare, ed in alcuni casi, fino alla completa sostituzione dei legami affettivi familiari con l’uso di sostanze tossiche (droghe) per l’organismo, per la vita dell’individuo e per la propria forma mentale.
Solitamente l'individuo in difficoltà non lancia una richiesta d'aiuto in maniera diretta, ma lo fa attraverso i suoi atteggiamenti che possono essere sintetizzati in gesti inconsulti ("acting-out") come il marinare la scuola, l'essere violento, l'essere "bullo".
Se la risposta a questa richiesta d'aiuto è inadeguata, o inesistente, si verifica un rinforzo della situazione di disagio, per cui l'individuo, nella peggiore delle ipotesi, tende a colmare questi vuoti con "qualcosa" che possa offrire un sollievo a questa sua sofferenza.
Si innesca in questo modo un pericoloso meccanismo meglio noto con l’appellativo di tossicodipendenza.

Quando un individuo inizia a fare uso di droga, il suo comportamento, di solito, non desta preoccupazioni nelle persone a lui vicine. Infatti, nelle prime settimane in cui avviene l'assunzione di droghe, lui è convinto, o almeno cerca di "autoconvincersi", che quella è soltanto un'esperienza e che può smettere quando vuole.
A poco a poco che la dipendenza dalle sostanze stupefacenti inizia ad insediarsi nella sua vita, l'individuo manifesta sbalzi di umore e di comunicazione, trascura la propria immagine, ha lo sguardo perso nel vuoto, assume un atteggiamento antagonista verso le persone a lui care. Ha bisogno di difendersi per non "rivelare" lo stato in cui versa. Sa che quello che sta facendo è sbagliato e non vuole farsi scoprire. Unica alternativa è quella di chiudersi sempre più in se stesso, per respingere il mondo circostante.
Comincia a perdere i contatti con gli amici di sempre, si allontanerà progressivamente dall'ambito familiare, perderà l'interesse per le cose che ha sempre fatto, inventando le scuse più svariate per perdere ogni tipo di rapporto con le persone che lo circondano e che ha sempre frequentato. La frequenza scolastica registrerà un forte calo, diminuirà l'applicazione verso lo studio, con conseguenze negative per il profitto.

I sintomi fisici dell'individuo differiscono dai diversi tipi di droghe assunte.
Eroina, metadone e morfina. Pupille "a spillo", occhi lucidi, grattamento continuo nelle varie parti del corpo, predisposizione ad addormentarsi quando si legge o si guarda la televisione, assenza di appetito, desiderio di bere molti liquidi, vomito, assenza di appetito con conseguente dimagrimento (eroina e morfina), predisposizione a gonfiarsi (metadone, in quanto droga chimica).
Hashish o marijuana. Occhi lucidi e arrossati, sorriso ebete sulle labbra, immenso piacere per i dolci, assente nei discorsi, poiché immerso nei suoi "viaggi".
Cocaina o amfetamine. Alimentazione irregolare, insonnia, profondo sonno dopo alcune notti di insonnia (quando arriva il "down"), cambiamenti repentini di umore, si passa da uno stato di eccitazione ad uno di apatia, occhi lucidi e sconvolti, logorrea, lingua e labbra pallidi.
Allucinogeni. Conducono l'individuo al di fuori dal tempo presente, attraverso un "viaggio", in una dimensione differente da quella reale, fatta di suoni, colori e movimenti causati dall'assunzione di droga. Il tossicodipendente in questo stato, non percepisce ciò che avviene intorno a lui, pertanto, non riuscirebbe a dialogare coscientemente con un suo simile.

(segue...)

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