doping

IL   DOPING

di Giovanni Lestini



(7) Le sostanze proibite: alcuni effetti



Si ritiene che gli atleti, ai quali siano somministrate determinate sostanze farmacologiche, possano migliorare la loro prestazione mediante l'aumento della forza, della velocità, della resistenza, del tempo di realizzazione.
sport che muore Infatti, l’azione delle sostanze dopanti esplica il proprio effetto sulle fibre muscolari, sull’abbattimento della fatica, sulla fornitura di materiale energetico per la contrazione muscolare, sul sistema cardiorespiratorio.
L’uso di sostanze farmacologiche come gli steroidi anabolizzanti, amfetamine, ecc. è estraneo ad ogni norma morale, fisiologica e legale.
Spesso si ricorre alla somministrazione di eritropoietina (epo), altamente dannosa per l’apparato cardiocircolatorio, in quanto questa provoca l’aumento dei globuli rossi nel sangue, sottoponendo il cuore ad uno sforzo maggiore, per l’aumentata densità di una delle componenti solide (globuli rossi), rispetto a quella liquida (plasma).
In situazioni di ipossia è lo stesso organismo a produrre l’eritropoietina, la quale, sintetizzata dai reni, stimola il midollo osseo a produrre i globuli rossi.
Un'altra pratica non consentita è la somministrazione di ossigeno, effettuata dagli atleti che si dedicano alle specialità di resistenza e di apnea.

La seguente tabella riepiloga il quadro essenziale dei farmaci doping.

Gli atleti sono considerati positivi al controllo antidoping, quando nelle urine risulta anche una sola delle sostanze contemplate nella lista indicata dal C.I.O.
A partire dal 1 settembre del 2000 il C.I.O. stesso ha stabilito, inoltre, l'obbligatorietà, per tutti gli atleti, a sottoporsi ai controlli su campioni di sangue, al fine di scoraggiare il ricorso alle sostanze dopanti.
Il fenomeno del doping, altresì, deve essere considerato anche in un ambito più esteso, che tenga conto soprattutto delle conseguenze morali e degli effetti a breve, medio e lungo termine che si ripercuotono sulla salute degli individui, non trascurando che l'educazione e la consapevolezza scientifica ed etica dovrebbero indurre gli atleti e gli operatori sportivi a rifiutare qualsiasi ricorso al doping.

Si riportano di seguito, come già esplicato nella tabella precedente le classi di sostanze ed i metodi vietati, come stabilito dal Codice Mondiale Antidoping, entrato in vigore dal 1 gennaio 2014.


SOSTANZE E METODI SEMPRE PROIBITI (IN e FUORI COMPETIZIONE)







SOSTANZE PROIBITE
- S0. Sostanze non approvate;
- S1. Agenti anabolizzanti;
- S2. Ormoni peptidici, fattori di crescita, e sostanze correlate;
- S3. Beta-2 agonisti;
- S4. Modulatori ormonali e metabolici;
- S5. Diuretici ed altri agenti mascheranti.


METODI PROIBITI
- M1. Manipolazione del sangue e dei componenti del sangue;
- M2. Manipolazione chimica e fisica;
- M3. Doping genetico.

SOSTANZE E METODI PROIBITI IN COMPETIZIONE







In competizione, in aggiunta alle classi sopra indicate da S0
a S5 e da M1 a M3, sono proibite le seguenti classi:


SOSTANZE PROIBITE
- S6. Stimolanti;
- S7. Narcotici;
- S8. Cannabis sativa e indica;
- S9. Corticosteroidi.


SOSTANZE PROIBITE IN PARTICOLARI SPORT

- P1. Alcool;
- P2. Betabloccanti.


Per una maggiore chiarezza e sintesi, nelle sezioni successive saranno trattate le sostanze dopanti maggiormente assunte dagli atleti, con i relativi effetti collaterali, che oscillano dalle crisi cardiocircolatorie, agli stati d'ansia, dalle alterazioni del metabolismo, alla nevrosi, dalle crisi di astinenza, alle convulsioni ed al coma.
Naturalmente, questi sono soltanto alcuni degli effetti negativi, che riguardano le conseguenze sopportate dall'impianto bio-chimico dell'individuo. Vi sono, però altre manifestazioni che riguardano la sfera psichica, come la depressione e l'istinto al suicidio, ma, anche il deterioramento dell'aspetto sociale, l'assenza del rispetto dell'altro, la competizione sleale, il mancato spirito di emulazione, che diviene ossessione maniacale per la vittoria ... a qualsiasi costo.

Osservato da questa visione prospettica, si può affermare, senza dubbio alcuno, che LO SPORT FA MALE ... ad un prezzo simile sarebbe saggio che ciascuno di noi si astenesse da qualsiasi pratica motoria. Ma se l'individuo intende lo sport come: miglioramento della sfera psicofisica, momento di aggregazione sociale, rispetto dell'altro, competizione leale, spirito di emulazione, che protende l'uomo al continuo miglioramento di se stesso, senza l'ossessione della vittoria ... allora ... LO SPORT E' BENESSERE.

(segue...)

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