doping

IL   DOPING

di Giovanni Lestini



(6) Gli integratori



Alimenti e integratori

«Abitudini alimentari corrette, ispirate ai semplici principi (omissis), sono certamente sufficienti a coprire per intero i fabbisogni nutrizionali della quasi totalità dei ragazzi e delle ragazze impegnate in attività sportive continuative, anche di consistente impegno fisico. Pertanto, salvo rarissimi e ben selezionati casi, il ricorso all'uso di integratori è del tutto ingiustificato e non scevro da potenziali rischi per la salute» (Michelangelo GIAMPIETRO).
Gli integratori alimentari hanno lo scopo di migliorare la salute degli individui che si trovano nella necessità di assumerli, previa consultazione con il medico, ovvero di prevenire l'instaurarsi di particolari condizioni patologiche. Gli integratori comprendono una vasta quantità di prodotti, che coprono un ampio raggio di elementi: dai nutrienti energetici ai sali minerali, dalle vitamine agli aminoacidi, dagli estratti vegetali agli acidi grassi essenziali.
Quando la somministrazione degli integratori non è prescritta dal medico, affinché egli possa determinarne la necessità, la dose ed il periodo di utilizzazione, è buona norma astenersi dall'acquisto degli integratori, oltre che dal loro uso, spesso improprio, poiché potrebbe accadere che una simile assunzione vada in conflitto con l'eventuale presenza di patologie.
La Direttiva Europea 2002/46/CE, attuata con il decreto legislativo 21 maggio 2004, n. 169, regola la produzione e la commercializzazione degli integratori alimentari, i quali vengono così, definiti dall'art. 2 comma 1 del Decreto suindicato: "Ai fini del presente decreto si intendono per «integratori alimentari» prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, in particolare, ma non in via esclusiva, aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale, sia monocomposti che pluricomposti, in forme predosate".
In Italia, il Ministero della Sanità ha inserito gli "integratori alimentari per lo sport" nella lista degli "Alimenti adattati ad un intenso sforzo muscolare soprattutto per gli sportivi".
In base alla Circolare 7 giugno 1999, n.8, che detta le «Linee guida sugli alimenti adattati ad un intenso sforzo muscolare soprattutto per gli sportivi», si possono suddividere nelle seguenti categorie:

Alimenti e integratori A) Prodotti finalizzati ad una integrazione energetica
Sono a base di carboidrati a vario grado di polimerizzazione. Devono essere integrati con vitamine del gruppo B (B1-B2-B6-PP) e vitamina C ed, eventualmente, con altri nutrienti ad azione antiossidante.
Se sono presenti lipidi in quantità significativa e con finalità energetica, qualora contenenti polinsaturi, è obbligatoria l'integrazione con vitamina E (0,4 mg/g di acidi grassi polinsaturi).
L'apporto energetico non deve essere inferiore a 200 Kcal per porzione, salvo prodotti destinati a situazioni particolari (es. razioni di attesa).
Il numero delle porzioni consigliate deve essere correlato alla durata della prestazione ed all'entità dello sforzo.
L'apporto di vitamine deve essere tale da fornire per porzione una quantità delle medesime non inferiore al 30% dei livelli di assunzione giornalieri raccomandati.

B) Prodotti con minerali destinati a reintegrare le perdite idrosaline causate dalla sudorazione conseguente all'attività muscolare svolta.
Contengono elettroliti per reintegrare le perdite idrosaline causate dalla sudorazione conseguente all'attività muscolare svolta. Le basi caloriche devono essere costituite da carboidrati semplici e/o maltodestrine.
La concentrazione nel prodotto pronto per l'uso deve essere compresa tra il 2-6%, in funzione della destinazione d'uso.
L'integrazione con vitamina C ed eventualmente con altri nutrienti è facoltativa.

Un breve commento
Nell'attività fisica si verifica un aumento del dispendio energetico, con il relativo consumo dei carboidrati. Inoltre, la perdita di riserve idro-saline è conseguente ad un'abbondante sudorazione, per favorire la dispersione di calore prodotto all'interno delle cellule che, durante le reazioni chimiche, consentono il lavoro muscolare. Il reintegro di questi due elementi, carboidrati e sali minerali, può essere effettuato con i prodotti indicati sopra, ma lo stesso risultato si può ottenere mediante il consumo di biscotti secchi, fette biscottate con marmellata o miele, dolci da forno, frutta fresca o essiccata, succhi di frutta. Come si può notare, è possibile reintegrare, con un'alimentazione "domestica", le perdite idrico-energetiche-minerali, senza ricorrere agli integratori commerciali, che potrebbero instaurare nello sportivo una mentalità che lo incoraggi al consumo di sostanze particolari. Oggi gli integratori ... domani ... chissà.

Integratori C) Prodotti finalizzati ad una integrazione di proteine.
L'indice chimico delle proteine utilizzate deve essere pari almeno all'80% di quello della proteina di riferimento FAO/OMS.
Le calorie fornite dalla quota proteica devono essere dominanti rispetto alle calorie totali fornite dal prodotto.
Deve essere presente la vitamina B6 in quantità non inferiore a 0,02 mg/g di proteine.
AVVERTENZE DA RIPORTARE IN ETICHETTA
L'apporto totale di proteine (dieta più integratore) non deve essere superiore a 1,5 gr/die/kg peso corporeo.
In caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico.
Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, epatica, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni.

D) Prodotti finalizzati all'integrazione di aminoacidi e derivati.
1. Aminoacidi ramificati.
La quantità di assunzione giornaliera non deve essere, di norma, superiore a 5 g (come somma dei tre ramificati).
E' preferibile il rapporto 2:1:1 rispettivamente di leucina, isoleucina e valina.
E' consigliabile l'associazione con vitamine B1 e B6, il cui apporto deve essere tale da fornire, per dose consigliata, una quantità delle medesime non inferiore al 30% della RDA (razione giornaliera raccomandata).
AVVERTENZE DA RIPORTARE IN ETICHETTA
In caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico.
Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni.
2. Aminoacidi essenziali ed altri aminoacidi.
Devono essere presenti in idonee proporzioni tra loro.
Vanno specificate le indicazioni d'uso del prodotto. Le quantità di aminoacidi apportate devono essere tali da consentire una assunzione giornaliera frazionata e tener conto delle altre fonti proteiche assunte con la dieta.
AVVERTENZE DA RIPORTARE IN ETICHETTA
In caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico.
Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, epatica, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni.


Un breve commento
«Va ancora sottolineato come queste ultime due categorie di prodotti siano del tutto differenti dalle prime due e debbano essere somministrate con particolare cautela da parte del medico. Chiunque può comprendere che si tratta di prodotti per i quali è particolarmente delicata l'adozione della posologia più adatta ai singoli casi; le controindicazioni ne sono una testimonianza. Ne deriva che tali prodotti non possono essere utilizzati senza criterio e che, in ogni caso, deve essere ben valida, dal punto di vista medico, la ragione per la quale si ricorre ad essi» (Michelangelo GIAMPIETRO).
Nella maggior parte degli atleti l'apporto proteico giornaliero è di circa 1,4-1,7 g./kg di peso corporeo, mentre, negli individui che non praticano alcun tipo di sport, il fabbisogno giornaliero proteico è di circa 0,7-1,0 g./kg di peso corporeo. Queste quantità, sia nel primo caso, sia nel secondo sono assumibili con la normale alimentazione quotidiana, senza ricorrere a specifici integratori contenenti proteine o aminoacidi.

creatina 3. Prodotti contenenti derivati di aminoacidi.
Creatina:
è un derivato aminoacidico con funzione di riserva di fosfati energetici a livello muscolare.
L'utilizzo di creatina si può configurare, come per altre sostanze sintetizzate dall'organismo, a fini dietetici in relazione a particolari esigenze legate, per esempio, ad un aumentato fabbisogno o ad una ridotta sintesi.
Se la dose consigliata è pari a 4-6 g/die, questa non può superare un periodo di assunzione di trenta giorni.
Oltre tale periodo la dose non deve essere superiore a 3 g/die.
AVVERTENZE DA RIPORTARE IN ETICHETTA
In caso di uso prolungato (oltre le 6-8 settimane) è necessario il parere del medico.
Il prodotto è controindicato nei casi di patologia renale, in gravidanza e al di sotto dei 12 anni.

Un breve commento
La creatina, che ha suscitato tanto clamore negli ultimi periodi, è una sostanza alimentare contenuta nella carne. Essa viene prodotta dal nostro organismo, per un quantitativo inferiore a 2,0 g. al giorno, a partire dagli aminoacidi glicina, arginina, con l'intervento della S-adenosil-metionina. La creatina che assumiamo mediante l'alimentazione giornaliera, insieme con quella sintetizzata dal nostro organismo, è sufficiente a coprire il fabbisogno quotidiano.
Non è ben chiaro, pertanto, il motivo per cui dovrebbe essere "raccomandata" agli sportivi una dose di circa 4-6 grammi giornalieri, quando normalmente «la dose non deve essere superiore a 3 g/die». E' "molto probabile" che tale prescrizione sia legata non tanto al reintegro della razione giornaliera, quanto ad un sovradosaggio, con la finalità di migliorare fraudolentemente la prestazione atletica.
L’uso della creatina, e di qualsiasi altro integratore alimentare, senza la supervisione del medico, come detto sopra, potrebbe instaurare nello sportivo una "forma mentis", a favore del consumo di sostanze ergogene e dopanti. Oggi gli integratori ... domani ... chissà!
Da alcune ricerche si ipotizza un effetto cancerogeno della creatina, in quanto questa è considerata come un possibile fattore di crescita tumorale. Molti atleti, in particolar modo i body builders, assumono dosi di creatina che sfiorano i 25 grammi al giorno, pari a oltre 12 kg. di carne! Una quantità molto superiore a quella indicata dalle linee guida della circolare ministeriale suindicata, in grado di inibire la produzione endogena di creatina.
Vista l'alterazione che produce nell'equilibrio bio-chimico e le notizie poco rassicuranti, relative all'assunzione impropria di creatina, si ritiene che questi elementi siano già sufficienti ad evitarne l'uso, prescindendo dalla durata dell'integrazione e dal dosaggio.

Un altro tipo di integratori riguarda quelli contenenti il ferro, utilizzati soprattutto dagli atleti che si esibiscono nelle attività di fondo. Infatti, il ferro è un sale minerale molto importante nelle molteplici funzioni che svolge nel nostro organismo, tra cui il trasporto di ossigeno nel sangue. Spesso alcuni medici, senza alcun fondamento, prescrivono agli atleti l'uso di farmaci contenenti ferro. L'anemia da sport si evidenzia quando l'organismo è sottoposto ad allenamenti che tendono a migliorare le caratteristiche aerobiche dell'atleta. In questo caso l'emodiluizione, che si manifesta nei fondisti è un adattamento fisiologico del corpo umano, che sta ad indicare uno stato di buona forma. Il medico deve accertare la carenza di ferro mediante la verifica e l'eliminazione di eventuali perdite ematiche; provvederà al reintegro del ferro con una dieta appropriata e, se non si ottengono risultati apprezzabili, egli ricorrerà ai farmaci contenenti ferro, da assumere oralmente.
E' opportuno ricordare che «la somministrazione di ferro in vena è nella gran parte dei casi, inopportuna e potrebbe essere pericolosa; va riservata a quei casi di grande anemia, per fortuna rari, non compatibili con la pratica sportiva ...» (Michelangelo GIAMPIETRO).
Inoltre, non deve essere neanche sottovalutato il rischio di alcuni prodotti reperibili in erboristeria, che possono nascondere alcuni composti chimici riportati nell'elenco delle sostanze vietate del C.I.O.
Emblematico è il caso della Ma-Huang, già citata nella sezione storica del doping, un'erba medicinale cinese, utilizzata per vincere la fatica e per aumentare la forza muscolare, l'energia e la concentrazione. Appartiene al gruppo degli alcaloidi, si ricava anche chimicamente per sintesi, ed è meglio conosciuta con il nome di Ephedra sinica, dalla quale si ricava l'efedrina. Il C.I.O. l'ha classificata nell'elenco delle sostanze dopanti - classe A: stimolanti. L'azione farmacologica di questa sostanza, di norma usata in ambito terapico, produce: vasocostrizione, aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, stimolazione del sistema nervoso centrale. Un uso improprio dell'efedrina risulta tossico per l'organismo.
Si ribadisce che, se il medico non può prescrivere sostanze finalizzate ad alterare la prestazione di un atleta, se non per giustificati motivi terapeutici, tanto meno possono farlo gli allenatori, gli istruttori, i tecnici, i massaggiatori, e tutti quelli che non sono medici. Inoltre, queste persone debbono astenersi dal "consigliare" le diete e l'uso di integratori.
Un altro problema che incombe nell'ambito degli integratori è l'ambiguità dei prodotti commerciali, che spesso non sono conformi alle caratteristiche dei "prodotti dietetici o di regime" stabilite dal d.lgs. 169/2004 (vedi sopra), definiti "ergogeni" ed utilizzati per migliorare l'attività sportiva, come la caffeina, che può essere assunta con gli alimenti in dosi minime, ma che spesso è utilizzata come farmaco, per alterare e migliorare la prestazione sportiva, non considerando il fatto che, assunta in grandi quantità provoca disturbi gastrici, stimola il sistema nervoso aumentandone la tensione, può avere effetti diuretici.

Purtroppo, il mondo dello sport è popolato da personaggi sospetti, i quali per trarre profitto da questo mercato usato ed abusato, danneggiano la salute degli atleti, con l'aggravante dei messaggi pubblicitari ingannevoli, che promettono ai giovani sportivi rapide soluzioni per risolvere il problema senza fatica e senza impegno. I ragazzi e le ragazze, sprovvisti della necessaria esperienza e dell'opportuno senso critico, per analizzare "chi propone" e "che cosa propone", rappresentano un terreno fertile per gli «squali» che si aggirano tra le giovani prede, indifese ed ignare del pericolo, rischiando di rimanere intrappolate dentro la rete degli integratori, che nella maggior parte dei casi aprono la strada al doping.

L'alimentazione mediterranea ... quella dei nostri nonni ... quella di Sordi ... quella di Totò ... è messa a dura prova dagli integratori, che con il gusto e i sapori non hanno nulla a che fare. L'alimentazione, oltre che una necessità, deve essere un piacere. Con gli integratori diventa una condanna !!!

(segue...)

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