doping

IL   DOPING

di Giovanni Lestini



(1) Che cos'è?



«Contrastare il doping è
un obbligo morale se non si vuole
diventare complici di questa deriva».
(CARLO ALBERTO MAGI, 60 anni nello sport)

Nell'ambito della pratica sportiva, il ricorso al doping è un fenomeno in continua ascesa, tanto da dischiudere orizzonti ancora in fieri, sia dal punto di vista della regolamentazione giuridico-sportiva, sia per la molteplicità degli ordinamenti di natura pubblicistica, diramati dal C.O.N.I. o dagli organismi che per esso agiscono, come le Federazioni, nell'ambito delle attività sportive di propria competenza.

Per ulteriori approfondimenti in merito si rimanda a Gianluca Galotta, nello specifico ad un suo pregevole lavoro, scaturito dal Master in giornalismo e comunicazione pubblica, in cui affronta il tema del "Doping: le cifre, i problemi e l’informazione".

Pertanto, è necessario partire dalla definizione di doping, per affrontare la problematica dalle molteplici visioni prospettiche, che riguardano l'etimologia, l'aspetto storico, il profilo giuridico, e l'ambito sportivo-salutistico.

siringa Iniziamo con la definizione di doping.

«Uso o somministrazione di droghe o farmaci illegali ad atleti o animali per migliorarne le prestazioni sportive» (Aldo GABRIELLI, Grande Dizionario Italiano - Hoepli).

«Sostantivo inglese [derivato di (to) dope "trattare con stupefacenti, drogare"], usato in italiano al maschile. – Termine (equivalente all’italiano drogatura o drogaggio) adoperato soprattutto nel linguaggio sportivo per indicare l’uso o la somministrazione illegale di droghe o psicofarmaci ad atleti o animali durante l’allenamento o subito prima della gara, per esaltarne le prestazioni agonistiche» (Treccani).

«Voce inglese; propriamente participio presente di to dope "drogare" nome maschile invariabile - somministrazione illegale di farmaci eccitanti o droghe ad atleti o animali per migliorarne le prestazioni sportive» (sapere.it).

«Uso o somministrazione di droghe ad atleti o animali da competizione per accrescerne le energie psicofisiche e quindi il rendimento agonistico» (Nicola ZINGARELLI, Dizionario italiano, Zingarelli).

«L'uso da parte di un atleta di sostanze eccitanti, proibite dai regolamenti, per accrescere il rendimento fisico nel corso di una manifestazione sportiva» (Giacomo DEVOTO - Gian Carlo OLI, Dizionario della lingua italiana, Le Monnier).

In sintesi, il doping è la somministrazione, o l’assunzione, di sostanze fisiologiche, estranee al corpo, con l’intento di migliorare fraudolentemente la prestazione di un atleta.
Il doping altera e turba l’equilibrio psicofisico dell’atleta, contro ogni logica morale, leale ed autosufficiente, fino al punto di deviare e di aberrare il significato di sport e di competizione.
Le sostanze dopanti danneggiano gravemente la salute dell’individuo, provocando seri danni, che spesso culminano con la morte dell’individuo stesso.
Un atleta che assume una sostanza dopante possiede una struttura mentale simile ad una persona che ricorre all’uso di droghe. Infatti, entrambi deteriorano, peggiorano ed alterano la solidità dell’equilibrio mente/corpo, tanto da provocarne e subirne i danni, che spesso sono irreversibili per il corpo, ma soprattutto per la mente.
L'instaurarsi di un regime di dipendenza psicologica, oltre che fisica, è un grave danno ed un deturpamento della manifestazione di se stessi.
Il doping ha una somiglianza inquietante con la tossicodipendenza, poiché molti farmaci dopanti suscitano assuefazione, inducendo chi ne fa uso a non poter farne più a meno.
Il doping non produce alcun tipo di miglioramento di natura organica o psicologica, ma soltanto un temporaneo ed ingannevole mutamento, che si rivela sempre come l’illusione di primeggiare nella competizione.

L’atleta che si "dopa" è la dimostrazione vivente di colui che non ha fiducia nelle proprie capacità!!!

Il Comitato Olimpico Internazionale (C.I.O.), oltre ad indicare l’insieme delle sostanze proibite, dichiara che sono considerate doping tutte quelle sostanze fisiologiche, assunte in quantità eccessiva, per favorire l’incremento della prestazione.
L’atleta deve ricavare le proprie energie unicamente da una appropriata e sana dieta alimentare, rifuggendo dall’assunzione sconsiderata degli integratori, che comunque sono paragonabili ai farmaci vietati dalle liste del C.I.O.
L’attività motoria deve coinvolgere la persona nel proprio sviluppo armonico, in quanto la pratica dell’attività sportiva è sinonimo di benessere individuale e sociale.
Purtroppo, tale pratica, spesso, giunge a livelli esasperati, tali da mettere a repentaglio la stessa vita dell’individuo.
A tutti è noto il fatto che alcuni dei grandi campioni hanno fatto uso di sostanze doping, tanto da essere riconosciuti come "campioni falliti", senza pubblico ed, ormai, senza la certezza di gareggiare a livelli elevati, soltanto con le proprie forze e la propria volontà.
Molti atleti sleali sono morti a causa del doping. Spesso l’opinione pubblica considera "morti eccezionali" coloro che sono "i più conosciuti" nel mondo dello sport, ignorando che, purtroppo, "il mercato nero" del doping è tristemente fiorente anche nella sfera del dilettantismo, in cui gli atleti che muoiono per arresto cardiaco rimangono nell’anonimato.
E’ chiaro, dunque, che la pratica del doping non solo è contraria al codice morale, simbolo di correttezza nelle manifestazioni sportive, ma è altamente dannosa per la salute dell’atleta.

(segue...)

pagina precedente Torna all'home page pagina successiva

Torna all'inizio

Valid XHTML 1.0 Transitional