piramide alimentare

ALIMENTAZIONE E ATTIVITA' MOTORIA

di Giovanni Lestini



(12) Peso e IMC



Una adeguata proposta nutrizionale per l’atleta deve considerare il suo fabbisogno energetico, soffermando l’attenzione sull’analisi degli elementi che riguardano l’aspetto clinico, antropometrico e metabolico. Tali parametri esprimono lo stato di salute circa il peso corporeo, i valori ematici, l’idratazione, la composizione corporea e l’osservazione nutrizionale dello sportivo.
Tra i rapporti antropometrici più utilizzati, quello più comune è il peso corporeo. Esso ci fornisce alcuni validi elementi sullo stato di salute della persona, specialmente sulla situazione nutrizionale. Questi rapporti antropometrici risultano utili per stabilire il riscontro tra la spesa energetica ed il relativo contributo calorico, fondamentale per ciò che riguarda il rendimento sportivo.
Il peso corporeo solitamente prende in considerazione due elementi: la statura e il sesso. Il peso di un uomo adulto è costituito da massa magra (acqua, scheletro, muscoli, visceri) per circa l’80-85% e da massa grassa per il 15-20%. Nella donna adulta la massa magra corrisponde al 70-80%, contro una massa grassa del 20-30% della composizione corporea. Inoltre, si deve osservare che i bambini hanno minore percentuale di grasso a favore di una maggiore percentuale d’acqua.
La prestazione atletica ottimale è sempre relazionata con il "peso forma", che non sempre coincide con il "peso ideale". Quest’ultimo viene valutato sia mediante il calcolo dell’Indice di Massa Corporea (IMC) (nell’espressione anglosassone BMI - Body Index Mass), sia attraverso la valutazione della composizione corporea, data generalmente dal rapporto tra la massa grassa e la massa magra.
Si deve ricordare, inoltre, che negli atleti l’IMC può trarre in inganno, specialmente nelle discipline dove si richiede potenza muscolare, poiché l’aumento di peso è dovuto proprio all’accrescimento delle masse muscolari, che non sono "riconosciute" dalla formula dell’IMC, che è stata elaborata per individuare l’aumento del grasso di deposito, in base all’altezza ed al peso. Ciò accade perché un chilo di muscolo occupa meno spazio rispetto ad un chilo di grasso, in altre parole la densità del tessuto muscolare è superiore a quella del grasso.
Nelle discipline in cui sono favoriti gli atleti con una maggiore massa muscolare (sport di potenza), questi registrano un peso corporeo superiore rispetto alla statura. Tale eccedenza ponderale è dovuta ad una ipertrofia del tessuto muscolare.
In altre situazioni, l’eccesso di peso è dovuto all’accumulo di tessuto adiposo, come si verifica negli sport di combattimento, in cui una notevole massa corporea può esprimere l’indice di un condizionamento positivo nell’ottica del risultato sportivo.
Esistono altri metodi per il calcolo del peso corporeo "desiderabile", elaborati secondo modelli matematici da alcuni autori (Lorentz, Broca, Van Der Vael, Bertheam, Perrault, Travia, Keys, Livi, ecc.), ma nonostante ciò andremmo sempre incontro all’errore dovuto all’equipaggiamento muscolare degli atleti, rispetto alle persone che non praticano alcuna attività sportiva.
Per una idonea approssimazione del peso forma di uno sportivo, il metodo più valido è quello di individuare la composizione corporea, ovvero il rapporto tra i vari distretti che compongono il volume corporeo dell’atleta.
Esistono molte metodiche per rilevare la consistenza del tessuto adiposo e del tessuto muscolare, anche se ciascuna di esse può comportare degli aspetti positivi e negativi.
Ad esempio, le indagini eseguite mediante alcune metodiche (densiometria, diluitometria, TAC, RMN, ecc.), hanno un costo elevato, ma sono in grado di elaborare dei dati molto precisi, richiedendo purtroppo una strumentazione molto complessa, che deve essere utilizzata da personale idoneo ed abilitato all’uso. Vista la necessità di ripetere costantemente tali indagini in ambito sportivo, l’utilizzo di simili macchinari risulta problematico sia per l’alto costo, sia a causa del tempo necessario per espletarle.
Altre metodiche (plicometria, misure antropometriche, BIA - analisi bioimpedenziometrica), meno costose e di più facile esecuzione, hanno il vantaggio, in ambito sportivo, di essere ripetute frequentemente nel tempo, anche se sono meno specifiche e meno dettagliate delle precedenti.
A prescindere dalle metodiche utilizzate, una volta individuata la percentuale di massa grassa dello sportivo, si risale al peso del grasso corporeo e della massa magra, per calcolare il peso forma dell’atleta.
E’ bene ricordare che per gli sportivi la percentuale di grasso corporeo si pone ad un livello inferiore, rispetto agli individui che non si dedicano alla pratica sportiva, fino a posizionarsi ai livelli percentuali di «grasso essenziale», che risultano essere del 4-5% nei maschi e del 12-15% nelle femmine.
In ultima analisi, si deve considerare che lo sportivo che ha raggiunto il peso forma o peso minimo desiderabile, non deve essere sottoposto ad un’attività fisica intensa, stressante e prolungata, poiché una simile condotta potrebbe danneggiarlo, oltre che nella pratica sportiva, anche nel comportamento alimentare, con il sopraggiungere di disturbi alimentari quali l’anoressia, la bulimia, il binge eating disorder.
L’atleta dovrebbe raggiungere il proprio peso forma gradualmente, con un adeguato programma alimentare, adottando una idonea tabella di allenamento, in modo tale da favorire il dispendio energetico e la riduzione del grasso di deposito, senza incorrere nella diminuzione delle masse muscolari, nella disidratazione e nella deplezione delle scorte glucidiche.

(segue...)

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