Adolescenti

ACCRESCIMENTO E ADOLESCENZA

di Giovanni Lestini



(8) Adolescenza e gioco



Beach Volley Il gioco, nell'adolescenza, concorre a svolgere una funzione fondamentale di prevenzione e riequilibro delle tensioni interne ed esterne. D'altra parte, il fenomeno ludico inizia il suo processo a partire da elementi, almeno in apparenza, insignificanti e secondari, per poi rivelarsi ricco di attributi e complementi, che contribuiscono alla realizzazione dell'uomo globale (totale) e organico.
Il fenomeno ludico comprende una serie di fattori come quelli fisiologici, biologici, psicologici e motori, che danno al gioco anche la forma della liberazione di eccesso di forza vitale, del bisogno di imitazione, del rilassamento, dell'autocontrollo, del causare qualche cosa, dell'essere capaci di, del sentire una sorta di appagamento dei desideri, in altre sedi assenti di fruizione.
Comune denominatore degli elementi citati è, l'assunzione, l'interiorizzazione e l'elaborazione di nuove esperienze, di nuovi comportamenti adattivi, che contribuiscono al rinnovamento dell'abito umano, acquisendo quell'humus, cioè la premessa di un fatto culturale, nel quale l'individuo trova il soddisfacimento di programmarsi e di manifestarsi inventore nella sua nuova dimensione. Il fenomeno ludico è la risultante dello sdoppiamento del singolo, cioè il passaggio nell'arco della giornata, e infinite volte nella vita, dalla "serietà" (ad esempio, nello studio) alla "non serietà" (gioco). In questa prospettiva il gioco assume quella valenza, intesa come rivincita della scienza che si occupa dell'essere gioco in quanto gioco, e che conduce l'adolescente a vivere una vita sul prolungamento del vissuto reale, come una sorta di lunga ombra testimoniata dal corpo fisico. Se è vero che il fenomeno ludico apre una finestra sull'ampliamento, arricchimento, completamento dell'esistenza umana, è altrettanto evidente che esso si manifesta attraverso il riflettersi di un'immagine speculare la quale, «quanto meno è ritrattiva tanto più fortemente è simbolica» (Eugen FINK, Il gioco come simbolo del mondo).
Tiro alla fune L’espressione "il gioco non è serio" può essere sostituita da: "il gioco è non-serietà" (serietà intesa come comportamento privo di gioiosità e ludicità). Infatti, il gioco può essere perfettamente giocato in maniera seria, non solo come fanno i bambini, gli sportivi, ma anche coloro che giocano in borsa, oppure i partecipanti alle ricorrenze festive, in cui si assiste sia all'evento sacro, sia a quello profano. Esempi, questi, che, anche se in numero esiguo, permettono, se non altro, di porsi il seguente interrogativo: quale mondo fantastico, ma pur sempre reale, si scorge e si scopre, dall'altra parte dell'arcaica esistenza umana? La risposta, con molta probabilità ci viene offerta da Solone ateniese, uno dei sette saggi dell'antica Grecia, il quale sostiene: «testimonia le cose invisibili con quelle visibili».
Inoltre, Platone nelle Leggi scrive che:

«Tutti pensano, (...), che mutare il modo di giocare dei bambini è anch'esso in realtà un gioco...», e più oltre «...questi piccoli che cambiano giochi diventeranno necessariamente altri uomini, diversi, da quelli che diventarono i bambini del tempo che precedeva, e divenuti tali, cercheranno di vivere un'altra vita e nel cercare questa vita diversa vorranno altre leggi e altri costumi» (PLATONE, Leggi L. VII, 798c).

Per ulteriore chiarezza citiamo l'intero passo di Huizinga, che nell'opera Homo Ludens così recita:

«Appena noi dicessimo che "il gioco non è serio" piuttosto che: "il gioco è non serietà", ecco che il contrasto viene già a mancare, perchè il gioco può essere benissimo serio» (J. HUIZINGA, Homo ludens, trad. C. van Schendel, Torino, Einaudi, 1973, pag. 8).

L'adolescente nel momento in cui opta per il gioco effettua una scelta, una decisione, che può manifestarsi sia consciamente, cioè attraverso l'elaborazione di dati che vengono valutati secondo le esigenze del giocatore, sia a livello inconscio, in cui l'opzione avviene pressoché automaticamente. Comunque, in entrambi i casi, ci si trova di fronte ad un processo decisionale. Tale processo implica il superamento di dubbi, indecisioni e incertezze nel procedere verso una risoluzione dell'eventuale problematica. Il fatto di trovarsi di fronte ad un processo decisionale comporta un'operazione, che prevede una rinuncia od un distacco da certe alternative, che debbono essere eliminate, affinché possa essere effettuata una delibera opzionale più consona, rispetto alla situazione del momento ed alle necessità dell’individuo.
Giocano Attraverso il gioco si ri-spolverano quegli angoli psichici interni, di cui si dubita persino della loro esistenza. Il gioco consente all'individuo di tradurre in atto quelle potenzialità cristallizzate ed immobilizzate dal ritmo monotono della vita quotidiana. Inoltre, l'evento ludico permette di esprimere in modo concreto gli aspetti creativi, ovvero di acquisire le abilità nel risolvere un problema, a volte oscurate da un fare irrigidito, stereotipato, spesso confuso per serietà, dalla comune vita di relazione e dalla voce codificata del consorzio umano.
Se da un lato il gioco astrae l'individuo dagli affari della vita ordinaria, introducendolo nella sfera del fantastico-irreale, dall'altra, l'attività ludica diviene epifania della salute mentale e comportamentale, migliorando di conseguenza la qualità della vita, mediante la progressiva definizione della valenza fantasmatica e del variegato e composito panorama, che introduce all'interazione di molteplici visioni prospettiche nella loro pluridimensionalità ludica. La dimensione fantasmatica e le visioni prospettiche, se da una parte possono avere luogo soltanto attraverso una sana interruzione delle comuni attività quotidiane, dall'altra vanno ad arricchire quella magica mantica depositaria e luogo di elaborazione di elementi culturali ed esperienziali dell'esistenza dell'individuo, a favore della formazione dell'uomo totale.

(segue...)

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