Adolescenti

ACCRESCIMENTO E ADOLESCENZA

di Giovanni Lestini



(4) Sviluppo delle funzioni superiori



Il conseguimento e l'evoluzione delle funzioni superiori nell'uomo evolvono con una successione di fasi, che si verificano progressivamente e lentamente, mediante la realizzazione di due procedure essenziali: lo sviluppo completo del sistema nervoso e l'apprendimento. Per ciò che concerne lo sviluppo completo del sistema nervoso centrale, si deve ricordare che i centri associativi e motori della corteccia cerebrale del neonato non hanno ancora sviluppato la capacità di organizzare la loro attività. Infatti, la sua motricità è sorvegliata dai centri sottocorticali.

Sviluppo dell'encefalo Il neonato, durante il primo mese di vita, a livello corticale, risulta alquanto immaturo, nonostante ciò, egli mostra un'area della zona pre-motoria, che in seguito acquisirà competenza nel controllo dei movimenti del tronco e degli arti. Quest'area è relativamente sviluppata rispetto agli altri distretti corticali. Dopo i primi tre mesi di vita presenta un significativo sviluppo delle aree riceventi sensoriali, in special modo della corteccia visiva. A sei mesi inizia a presentare validamente alcuni aspetti del cervello adulto. Si può ben comprendere come nella storia evolutiva dell'individuo si verifichino, sin dalla nascita, una serie di complessi meccanismi di adattamento, che favoriscono l'adozione di comportamenti sempre più differenziati. E' dimostrato che il tronco cerebrale e il midollo spinale presentano alla nascita uno sviluppo ben strutturato e che il preencefalo, nella sua conformazione, inizia a maturare dopo il primo mese di vita. Alla fine del primo anno si può riscontrare, anche se vagamente, una maturazione del S.N.C. a tre livelli comprendenti: il tronco cerebrale, il preencefalo subcorticale e la neocorteccia. Appare evidente che, a livello ontogenetico, il manifestarsi di nuove norme comportamentali riflette il grado di maturazione dei tre livelli nervosi, sopra citati, rispetto agli altri. Inoltre, con la maturazione dei livelli neuronali, di un dato settore del S.N.C., si pensa che abbia luogo un "periodo critico", che è in relazione con il manifestarsi delle capacitā d'apprendimento più complesse (cfr. M. DIAMOND, Neutralità o differenziazione psicosessuale alla nascita, in S.J. Hutt e C. Hutt (a cura di), Le prime fasi dello sviluppo dell'individuo, Milano, F. Angeli Editore, 1980).

L'apprendimento, dal punto di vista neurofisiologico, si evidenzia come una trasformazione biochimica, di sostegno e nervosa generata dallo stimolo iniziale, sul sistema nervoso centrale e che crea l'elemento fondamentale per il raffronto con impulsi similari.
Per quanto riguarda l'apprendimento motorio, è importante ricordare che esso rappresenta il mutamento nella prestazione o nell'abilità della condotta motoria, conseguente alla preparazione. Il dato informativo viene assimilato subito nella memoria a breve termine, quindi, in quella a medio e lungo termine, per mezzo della mutazione interna delle sinapsi.
L'efficacia dell'acquisizione motorio-cognitiva diviene tanto più proficua, quanto più il gesto motorio è stato ripetuto e riproposto nel tempo, favorendo, in tal modo, l'aumento delle sinapsi, che consentiranno all'individuo di effettuare l'esecuzione dell'atto motorio in maniera fluida e corretta. Inoltre, l'inesattezza operativa di un movimento deve essere utilizzata come l'inizio di un percorso, per giungere all'esecuzione di un valido atto motorio.
La storia evolutiva dell'uomo si manifesta nell'insorgere di meccanismi di adattamento, che rivelano una complessità, sempre maggiore, nel corso delle prime fasi dello sviluppo. Le capacità di apprendimento emergono, progressivamente, con una cronologia che procede parallelamente allo sviluppo di periodi critici, corrispondenti alla maturazione di sistemi neuronali, collocati ad un certo livello del sistema nervoso.

(segue...)

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