De Coubertin

L'Educazione Fisica e lo Sport dal XIX secolo ad oggi

di Giovanni Lestini



(3) Il sistema scientifico svedese



Raffigurazione di spalliere svedesi ideate da Pier Enrico Ling Pier Enrico Ling, fondatore del «metodo razionale» Secondo la concezione svedese l’attività motoria doveva avere come punto di riferimento l’anatomia umana. Il sistema su cui si era basata la ginnastica svedese riguardava lo studio del movimento, suddiviso in tre generi:

Pier Enrico Ling (1776-1839), uno dei maggiori capiscuola della ginnastica svedese, fu dapprima docente di scherma e ginnastica, nel 1805 a Lund; in seguito venne chiamato a dirigere il Reale Istituto di Ginnastica, dove vi rimase per venti anni, occupandosi dapprima della formazione militare; soltanto in seguito, nel 1860, riuscì ad introdurre nel Reale Istituto i corsi di preparazione destinati agli insegnanti di ginnastica.
Egli sosteneva che le lezioni di ginnastica, in un primo momento, dovevano consistere nell’insegnamento dei movimenti semplici, in quanto ritenuti fondamentali e preparatori per quelli complessi, poichè, sosteneva Ling, «il semplice deve precedere il composto». Se Jahn era considerato il padre del Turnen, Ling è stato l'artefice della ginnastica razionale.
Raffigurazione di un plinto ideato da Pier Enrico Ling Raffigurazione di un quadro svedese ideato da Pier Enrico Ling Secondo Ling i maestri di ginnastica non dovevano limitarsi ad analizzare i movimenti e prescriverne i più importanti. Infatti, secondo la teoria del maestro svedese, il movimento muscolare, se non è adeguato, può alterare la funzione del muscolo stesso.
Egli sosteneva che il gesto motorio doveva essere eseguito rispettando un ordine logico e preciso, nell'osservanza dei principi anatomici, secondo i quali il movimento deve essere effettuato da un solo segmento corporeo, con il resto del corpo bloccato, raggiungendo il «più perfetto equilibrio anatomico». Soltanto così è possibile raggiungere un’esecuzione ottimale del movimento.
Il metodo ginnastico razionale di Ling sarà utilizzato anche in campo medico, militare, psico-pedagogico.
Appassionato delle problematiche dell'anatomia e della fisiologia, il ginnasiarca svedese rispettava profondamente le leggi del corpo umano, per cui la ginnastica doveva tendere a favorire lo sviluppo organico nella sua totalità. La ginnastica «avrà quindi molteplici applicazioni fra le quali quelle intorno al principio dinamico, cioè al sensorio e all'intelletto, al principio chimico, ovvero alla giusta modalità della nutrizione, all'ossigenazione, al lavacro e al principio meccanico attraverso i più vari movimenti» (G. Bonetta).
Raffigurazione di una panca svedese ideata da Pier Enrico Ling Dal punto di vista medico la ginnastica di Ling era prevalentemente correttiva, a beneficio della mobilità articolare, trattata in maniera scientifica e dettagliata.
Nella sua metodologia scientifica, il maestro svedese si dedicava, nella maggior parte dei casi, alla ginnastica del tronco e della colonna vertebrale, per la prevenzione e la cura di eventuali paramorfismi e dismorfismi. A tal proposito, egli utilizzava alcuni grandi attrezzi da lui stesso progettati: la scala svedese, il plinto, il quadro svedese, la spalliera, la panca, la bomme.
Raffigurazione di scale svedesi ideate da Pier Enrico Ling Da un lato Ling cercava di favorire uno sviluppo completo del corpo, mediante la ginnastica, dall’altro dava scarsa importanza alle gare ed all’uso degli attrezzi, utilizzati quasi esclusivamente per motivi medico-correttivi. Infatti, egli sosteneva, al contrario di Jahn, che gli attrezzi erano degli strumenti ginnici complementari all'attività fisica, considerati pericolosi ed inadeguati ai giovani; per quanto riguardava le gare, Ling asseriva che i giovani, mediante la preparazione fisica, dovevano raggiungere un equilibrio corporeo proporzionale alle proprie potenzialità.
Raffigurazione di un esercizio alla bomme svedese ideata da Pier Enrico Ling L'inconfutabile risultato ottenuto dalla ginnastica medica svedese deve essere riconosciuto all'eccellente lavoro degli insegnanti di ginnastica e dei medici, che sono stati fautori delle problematiche relative alla cinesiterapia.
Vista l’utilità della ginnastica a sfondo medico ed educativo, fondamentale si è rivelata la tecnica del massaggio, ma ancor più importante è stata la diffusione della meccanoterapia, basata sull’uso di ruote e carrucole ad ausilio del lavoro del fisioterapista.
Per quanto riguarda le scuole preposte alla preparazione dei futuri insegnanti di educazione fisica, la Svezia ha istituito alcuni tra i più importanti e famosi Istituti di fama mondiale. Si ricorda l’Istituto Centrale di Stoccolma, all’interno del quale sono previsti gli insegnamenti di discipline fondamentali quali: l’anatomia, la psicologia, le scienze dell’educazione, la teoria dell’attività motoria.
Un articolo apparso sull'"Antologia - Giornale di Scienze, Lettere e Arti", di Gino Capponi, pubblicata nel 1831, a pagina 151, recita: «Il signor Ling, creatore od almeno riformatore benemerito della ginnastica in Isvezia, conosce a maraviglia l'arte sua; e la dirige di non solo allo scopo di formare de' buoni volteggiatori, ma di giovare ad ogni età, ad ogni sesso. Egli studia di sviluppare tutte insieme le facoltà del corpo umano, di fortificare le parti deboli, ma non già a danno delle meglio costituite, come la medicina suol fare. E però a' giovani istruttori, allevati da lui, fece studiare esattamente la notomia, con tutte le cognizioni a questa scienza attenenti; di più gli elementi di matematica, e di meccanica: e così costituendo dell'arte ginnastica quasi una scienza, riuscì a renderla più che mai popolare in Isvezia».

"Lo scopo della ginnastica pedagogica è di educare correttamente il corpo umano per mezzo di movimenti correttamente stabiliti".
(Piero Enrico Ling, Le basi generali della ginnastica)

(segue...)

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