De Coubertin

L'Educazione Fisica e lo Sport dal XIX secolo ad oggi

di Giovanni Lestini



(6) L’educazione fisico-sportiva in Italia



Don Girolamo Bagatta (1772-1830)

Inizialmente gli indirizzi educativi nella tradizione italiana non riconoscevano la validità di una formazione corporea, ritenendola inutile anche all’interno delle istituzioni scolastiche. Un’ulteriore difficoltà si verificava sia per la carenza di finanziamenti economici, sia per la difficoltà di reperire i docenti preparati all’uso delle attrezzature ginnico-sportive.
Francesco Ravano nel testo "Storia della ginnastica", pubblicato nel 1914, afferma che l'iniziatore dell'educazione fisica in Italia fu il celebre teologo Girolamo Bagatta (1772-1830), poiché nel 1807 egli introduceva la ginnastica nel "Patrio ginnasio".
Nel settore militare la ginnastica veniva introdotta dal colonnello Eugenio Young, nel 1925, nel Collegio militare di S. Lucia in Milano.
Gaetano Filangeri (1752-1778) Il motivo che accompagna costantemente l'evoluzione della ginnastica in Italia è l'educazione del corpo, nel contesto della trasformazione sociale dell'epoca, attraverso il rispetto di certe regole di movimento e con l'osservanza di norme igieniche, a salvaguardia dell'aspetto salutistico, ma soprattutto per l'acquisizione di una giusta morale.
Decisivo fu l'intervento di validi pedagogisti che favorirono l'introduzione dell'attività motoria nel tessuto socio-culturale del Paese, come supporto all’educazione della gioventù.
Gaetano Filangeri (1752-1788), ispirandosi al pensiero di Locke e di Rousseau, era convinto assertore dell'importanza dell'esercizio fisico, in quanto concepiva l'educazione fisica come movimento di pensiero. Era alla continua ricerca del perfezionamento psico-fisico del fanciullo, mediante l'alimentazione, il sonno, il vestire, l'igiene e gli esercizi fisici.
Erede del pensiero del Filangeri era Vincenzo Cuoco (1770-1823), il quale ripetutamente affermava «non dovervi essere in una scuola nazionale, educazione letteraria scompagnata dall'educazione fisica e militare», in quanto la milizia , gli esercizi, e le pompe militari dovevano preparare le virtù del cittadino.
Anche in qualche Collegio dei Gesuiti, quale ad esempio quello di Modena, la ginnastica iniziava ad essere prevista nella Ratio Studiorum.
L'attività motoria in un'Italia divisa in tanti "staterelli" non poteva certamente vantare, all'inizio del secolo, le istituzioni che favorissero la ginnastica. Oltre agli affannosi tentativi di affermare l'attività fisica, da parte delle minoranze, emergeva ben poco, a livello ginnastico nei primi anni dell'800. Bisognerà attendere i precursori che, attraverso l'imperante ideale di patria, cercheranno di fornire una spinta sistematica, affinchè possa verificarsi il tanto desiderato "decollo ginnico", velato sotto i "patrii ideali" di una struttura utilitaristico-militare.
L'educazione fisica in Italia, dall'ottocento alla prima metā del '900, è inquadrata in un sistema prevalentemente militare. Nel '900 le nuove esigenze pedagogiche trasformeranno l'attività motoria in un mezzo integrativo di formazione sia per il corpo, sia in senso generale, ad opera di alcuni fautori e sostenitori dell’aspetto formativo delle pratiche motorie, come Rodolfo Obermann, Emilio Baumann, Angelo Mosso, Francesco De Sanctis.

Rodolfo Obermann

Emilio Baumann

Angelo Mosso

Francesco De Sanctis

Fondatore e caposcuola della Società Ginnastica di Torino

Fondatore e caposcuola della Società Ginnastica di Bologna

Medico e fisiologo che ha contribuito in maniera fondamentale allo sviluppo dell’Educazione Fisica

Ministro della Pubblica Istruzione. Con la legge del 1878, ha introdotto l’insegnamento obbligatorio dell’Educazione Fisica nella scuola italiana

Conte Ernesto RICARDI di Netro-Ufficiale dell'esercito piemontese nel 1849

       Società Ginnastica di Torino.

Rilevante è il contributo dello svizzero Rodolfo Obermann (1812-1869), fondatore della prima Società Ginnastica d'Italia, nel 1844 a Torino. Egli favoriva lo sviluppo della ginnastica, mediante la distinzione tra la ginnastica militare e la ginnastica civile.
Il presidente e fondatore della Società Ginnastica di Torino era Ernesto Ricardi di Netro (1816-1892), dove vi rimase per 33 anni. Egli realizzò una svolta per l'introduzione delle attività motorie nella scuola, in occasione della legge De Sanctis nel 1878. In qualità di educatore e filantropo concepiva una nuova forma di assistenza pubblica, con l'istituzione delle scuole per bambini rachitici.
Alberto Gamba (1822-1901), docente di anatomia, fisiologia ed igiene, mette le sue conoscenze scientifiche al servizio della ginnastica assumendo al funzione di promotore della ginnastica differenziata.
Felice Valletti (1845-1920), presentava un indirizzo più nei confronti della ginnastica, in quanto storico e pedagogista. Dedicava il suo interesse ai vari problemi educativi dell'estero e contribuisce alla divulgazione della cultura ginnastica con una serie di pubblicazioni storico-educative.

       Società Ginnastica "Virtus" di Bologna.

L'introduzione dell'educazione fisica a Bologna avveniva ad opera di Emilio Baumann (1843-1917) nel 1862, presso la Scuola Normale Maschile. Bisognerà attendere fino al 17 gennaio 1871, giorno in cui il Baumann fondava la "Virtus di Bologna". Nel 1877, all'interno della stessa Società, veniva fondata la scuola Magistrale, diretta dal Baumann, che nel frattempo assumeva la carica di presidente della Società Ginnastica. Tale Società si proponeva come alternativa a quella "torinese", offrendo una risposta positiva alle istanze educative, proposte dalla collettività, procedendo oltre i metodi insegnati dall'Obermann. Emilio Baumann, oltre ad aver inserito la ginnastica nell'ambito della medicina preventiva, prevedeva nel suo programma una metodologia razionale applicata all'educazione fisica, contro il pericolo della sedentarietà. Nella sua opera di progettazione, veniva validamente affiancato da Costantino Reyer Castagna e da Pietro Gallo.
Costantino Reyer (1838-1931), maestro di ginnastica, personaggio di spicco nella scuola di Bologna, era il primo riformatore che rivedeva e combatteva l'adozione patriottica e piatta dei concetti elaborati dall'Obermann. Triestino di nascita, Reyer promuoveva lo sviluppo delle Società Ginnastiche, perchè riteneva che questo era l'unico modo per divulgare l'attività fisica, tenuto conto dell'atteggiamento latitante dello Stato nei confronti dell'attività motoria. Egli considerava l'educazione fisica una "scienza" che doveva prendersi cura della salute, della morale, della forma e dell'estetica del corpo, adottando un modello di ginnastica greca, contrapposta alla rigidità della scuola torinese.
Pietro Gallo, altro maestro della Virtus, rimane un po' in ombra, stretto tra due ginnasiarchi come il Baumann, con il quale redige i primi programmi comunali di ginnastica, ed il Reyer, insieme al quale divulga i principî sull'educazione motoria. Il merito di Pietro Gallo era quello di aver utilizzato al meglio il bastone Jaeger, al quale dedicava una pubblicazione dal titolo: Osservazioni sulla ginnastica in Germania e in Italia. Egli offriva, attraverso la scuola bolognese, un'alternativa che garantiva alla collettività nuovi modi di pensare e di agire, in sostituzione dei vecchi schemi militari, che ormai risultavano insufficienti.

       L'educazione fisica nelle leggi.

Intanto gli aspetti legislativi nei confronti della ginnastica, maturavano nel contesto dell'istruzione scolastica. Prima con la riforma Boncompagni (1848), poi con la legge Casati (1859), che sanciva "l'obbligatorietà" dell'insegnamento ginnico negli istituti superiori, l'attività fisica assumeva una connotazione educativa, modificando le sue qualità applicative, che fino ad allora avevano trovato il loro punto di riferimento nell'esplicazione dell'esercizio militare.
Ben presto, attraverso l’opera del Ministro Francesco De Sanctis, l’educazione fisica conquistava l’obbligatorietà nella struttura scolastica.
Nonostante i diversi punti di vista, metodologici e didattici, tra le più importanti scuole ginnastiche italiane (Torino, Bologna, Roma, Napoli), si concordava all’unanimità sul fatto che le finalità della ginnastica dovevano essere essenzialmente educative e formative per l’individuo.
Un ulteriore consolidamento di quest’idea spettava alle associazioni sportive ed agli oratori di Don Bosco, che contribuirono attivamente all’incremento ed alla formazione dei valori dell’attività sportiva.
Nell’istituzione scolastica si verificava un nuovo potenziamento dell’educazione fisica durante il ventennio fascista (1923-1943), in cui furono emanati cinque programmi relativi all’insegnamento di questa disciplina.
E’ chiaro che le pratiche motorie di questo periodo erano a sfondo militare, oltre ad essere sotto il controllo del partito fascista che si occupava, tra l’altro, dell’educazione globale dei cittadini.
La maggior parte delle federazioni era riunita sotto il patrocinio del C.O.N.I. (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), un organismo fondato nel 1914, in seguito alla fondazione dei comitati specifici, che organizzavano la partecipazione italiana ai giochi olimpici.
Il C.O.N.I. ha il compito di coordinare e disciplinare le manifestazioni sportive in Italia. Inoltre, esso provvede alla protezione, al controllo ed allo sviluppo degli impianti sportivi della nazione, oltre a regolare tutti gli aspetti dello sport, agonistico e dilettantistico, al fine di garantire la partecipazione degli sportivi italiani alle gare olimpiche.
Fondamentale è stata la legge del 7 febbraio 1958 che contribuiva a consolidare l’insegnamento dell’educazione fisica nella scuola italiana, nonostante la carenza delle palestre e degli impianti sportivi.
Anche il C.O.N.I. ha contribuito efficacemente a colmare la carenza di campi sportivi con la realizzazione dei campi-scuola, tradotti in realtà attraverso una collaborazione tra scuola ed Enti Locali.

Essa viveva d'un solo pensiero: la ginnastica; non per ambizione o per spasso, ma per profonda persuasione che la ginnastica educativa, diffusa ed attuata com'essa ed altri l'intendevano, sarebbe stata la rigenerazione del mondo.
(Edmondo de Amicis, Amore e ginnastica)

(fine del capitolo)

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