De Coubertin

L'Educazione Fisica e lo Sport dal XIX secolo ad oggi

di Giovanni Lestini



(2) Nascita dello sport in Germania



Immanuel Kant, filosofo tedesco (XVIII sec.) Il XIX secolo, in Germania, vedeva lo sviluppo della ginnastica sotto diverse fattezze, ambiguità e indirizzi che conversero nell'ideologia del Terzo Reich. Gli effetti ebbero una risonanza catastrofica non soltanto in Germania, ma in tutto il continente europeo ed oltreoceano.
Il filosofo tedesco Immanuel Kant (1724-1804) riteneva che l'attività fisica è indispensabile durante l'infanzia e in tutto il periodo di accrescimento del giovane, per rinforzare sia il carattere, sia il proprio fisico, perfezionando i movimenti, anche attraverso il gioco, mediante l'educazione dei propri organi di senso, in virtù di un futuro servizio alla società. D'altro canto il filosofo Giovanni Gottlieb Fichte (1762-1814) sosteneva che «Dio aveva affidato al popolo tedesco la missione di civilizzare il mondo». Ecco che, per la rinascita della Germania, tutti i precettori di ginnastica, come ad esempio Federico Ludovico Jahn (1778-1852), iniziarono a fondare le associazioni, all'interno delle quali i giovani venivano preparati fisicamente ed istruiti moralmente a sacrificarsi per la Patria, anche con la vita.
Tuttavia, la Germania attribuiva all'educazione fisica anche una valenza educativa e scientifica, ma il forte spirito militaristico finì per offuscare tale indirizzo.
Friedrich Ludwig Jahn, fondatore del Turnen (1778-1852) La svolta radicale che Jahn impresse alla ginnastica, nasceva dal pensiero di Fichte, in seguito alla sconfitta di Jena nel 1806, ad opera di Napoleone. Fu talmente forte la reazione nazionalistica, che la Germania pensò di riscattarsi con l'invenzione della ginnastica politico-militare. Il ruolo della gymnastik era mutato, era terminata l'era della ginnastica greco-romana: nasceva il «Turnen» («fare ginnastica»), una ginnastica tutta tedesca e Jahn ne era il padre.
Il Turnen si svolgeva presso la Turnplatz, una sorta scuola-palestra istituita da Jahn nel 1811, presso Hasenehide, vicino alla città di Berlino.
Jahn nella "sua" Turnplatz prescriveva una serie di giochi, corsa, salti, volteggi ed esercizi eseguiti alle parallele, al cavallo, agli anelli, alla sbarra, per sviluppare nei giovani tedeschi la formazione morale, il cameratismo, lo spirito di gruppo, l'assuefazione alle difficoltà, il coraggio e lo sprezzo del pericolo.
Raffigurazione di un cavallo da volteggio (Museo-Jahn di Freyburg an der Unstrut). Jahn ricevette in dono questo cavallo, nel Natale del 1812, dai ginnasti berlinesi. (Fonte: M. Di Donato, Storia dell'educazione fisica e sportiva) L'applicazione di questi insegnamenti da parte degli adepti di Jahn riportò esiti molto positivi, in quanto, gli allievi che frequentavano la palestra di Hasenheide, si impegnarono con grande entusiasmo e con ottimi risultati, quando, nel 1813, dovettero assolvere ai loro compiti bellici a difesa della patria contro la Francia.
La popolarità del Turnen subì una brusca frenata con la sua soppressione nel 1819, in seguito alla Turnsperre, una legge che sanciva la chiusura della Turnplatz, con il divieto di insegnare la ginnastica nelle palestre e con l'abolizione di tutte le società sportive. Il movimento fondato da Jahn non era più tollerato dall'assolutismo restaurato, in quanto il Turnen era una organizzazione di estrazione civile, quindi, difficilmente controllabile.
Salti, volteggi ed equilibrio con il bastone sulla trave, secondo Jäger. (Fonte: M. Di Donato, Storia dell'educazione fisica e sportiva) Il valore educativo della ginnastica è stato ulteriormente ribadito da Guts Muths (1759-1839), il quale sosteneva che ad un positivo sviluppo corporeo corrispondeva un'adeguata crescita morale dell'anima, tanto che egli stabilì una dipendenza reciproca tra le qualità del corpo e le doti dell'anima.
A riformare la ginnastica tedesca ci pensò Ottone Enrico Jäger (1828-1862). Filosofo e pedagogista, Jäger rivestì l'incarico di Direttore dell'Istituto per la formazione degli insegnanti di ginnastica a Stoccarda. Il «piano degli studi», che si svolgeva nell'arco di sei mesi, prevedeva varie discipline come la ginnastica generale, la scherma, la corsa, i salti, la lotta, il nuoto, la pratica con le armi, il tirocinio nelle scuole, per finire con le discipline teoriche quali, l'anatomia, la fisiologia, l'igiene.
Indubbiamente l'indirizzo proposto dallo Jäger assumeva un valore profondamente educativo ed innovativo. Convinto sostenitore della ginnastica greca, egli evidenziava i vantaggi che la ginnastica procurava allo spirito, superando gli schemi degli inutili formalismi di quel tempo. Nonostante le sue avversità per l'uso eccessivo degli attrezzi, soprattutto nei giovani fino ai quattordici anni, reintrodusse malvolentieri, a causa delle continue insistenze esterne, la pertica, la trave, il cavallo, la sbarra, le parallele. Nella sua preparazione ginnastica trovava spazio anche la formazione militare, e fu proprio nell'esercizio con le armi che lo Jäger sostituì il fucile con un bastone di ferro, che prese il nome dal suo artefice: era nato il «bastone Jäger». Il suo peso oscillava da 1,5 a 3,5 chilogrammi, per una lunghezza di cm. 80-90.
Lo spirito del metodo utilizzato dallo Jäger non fu ben compreso dai suoi connazionali tedeschi, anche se fu bene accolto da vari Paesi europei (Svizzera, Finlandia, Italia). Certo è che il bastone Jäger, biasimato in Germania, è giunto fin nelle nostre palestre, pur con alcune modifiche che lo trasformavano da bastone di ferro a bastone di legno.
Adolfo Spiess (1810-1858) Anelli ideati da Adolfo Spiess Il merito di aver introdotto la ginnastica pedagogica in Germania spetta ad Adolfo Spiess (1810-1858). Fisicamente dotato, egli aveva una particolare attitudine per gli esercizi fisici, per la musica e per il disegno. Completati gli studi universitari, otteneva, a Burgdorf (un cantone della Svizzera), nel 1833, la cattedra di storia, musica e ginnastica. A Berlino aveva frequentato la palestra dell'Eiselen e nel 1829 aveva conosciuto Jahn. Questi incontri determinano per lo Spiess una metodologia che si allontanava dalla scuola Jahn-Eiselen, poichè ritenuta troppo artificiosa. Lo Spiess riformava profondamente i vecchi metodi ginnastici, con l'introduzione sistematica e pedagogica degli ordinativi, del corpo libero, dell'uso progressivo degli attrezzi. Egli semplificava tutti i movimenti riconducendoli ad «attività e movimenti dell'estendersi e ritirarsi, dell'allungarsi e del piegarsi»; in altri termini, esercizi di appoggio, sospensione, distensione. L'introduzione degli esercizi a corpo libero rappresentavano una tappa importante nella storia dell'educazione fisica, poichè segnavano la nascita dell'educazione fisica femminile, fin ad allora trascurata. Le idee dello Spiess si affermavano rapidamente, anche negli altri Paesi europei, e la sua opera influenzava non solo l'indirizzo ginnastico-pedagogico, ma si rivelava utile anche per la nascita delle «società sportive».
Attrezzature di una palestra tipica al tempo di Adolfo Spiess Dalla metà del XIX secolo, in Germania si assaporava il valore dello sport, che aveva portato alla realizzazione di rappresentazioni ginnico-sportive.
Queste manifestazioni consistevano nella realizzazione di passeggiate, marce, corsa veloce, getto della pietra, salto in lungo, salto in alto, lotta.
Lo sport agonistico in Germania iniziava nel 1876 quando Corrado Kock (1846-1911), durante l'Ottavo Congresso di Ginnastica a Brunswich (Georgia), fece la richiesta di affiancare l'attività ginnica ai giochi sportivi. Il sogno di Kock si concretizzava nel 1880 nella località di Schonholtz (Berlino). Il successo di tale richiesta fu talmente grande che i giochi sportivi furono introdotti anche nelle scuole tedesche: un traguardo importante sia per le attività motorie, sia per la costruzione di impianti sportivi nelle stesse scuole.
I giovani tedeschi, pertanto, avendo avuto a disposizione ampi spazi all'aria aperta, avevano potuto imparare e fare buon uso della libertà, nel rispetto delle regole del gioco.
Di conseguenza, in Germania, all'incremento ed al rafforzamento delle attività ginniche, seguì la grande risonanza delle attività sportive, supportate dalle società, che si erano costituite (e che si stavano costituendo) per creare sia un nuovo modo di pensare, sia una valida interpretazione delle attività sportive dentro e fuori dalle scuole.
Intanto ci si avviava verso il XX secolo con la teoria di F. A. Schmidt, che indicava i giochi all'aria aperta, come attività idonea al miglioramento delle grandi funzioni organiche (cardio-circolatorio, cardio-respiratorio, sistema nervoso). Riteneva, inoltre, che la salute del corpo era correlata con quella dello spirito.
Più pratico era il metodo di S. Kneipp, per cui il movimento assumeva una valenza preventivo-igienica. Egli prescriveva l'attività motoria a contatto con la natura (passeggiate e corse a piedi nudi sul bagnato e sulla neve) per prevenire le malattie, specialmente quelle infettive.
Il medico e ortopedico R. Klapp (1873-1949) considerava la ginnastica come strumento correttivo per le anomalie della colonna vertebrale. Egli affermava che il trattamento delle deviazioni scoliotiche del rachide doveva essere effettuato in posizione orizzontale quadrupedica, in quanto sosteneva che la colonna vertebrale, parallela al suolo, sfugge all'azione della gravità. Per questo asseriva che, nella posizione quadrupedica, i muscoli che sostengono il rachide sono decontratti, rendendo più semplice la mobilizzazione della colonna vertebrale. Il metodo di Klapp veniva adottato presso l'I.S.E.F. di Spandau (1914), ma il successo e la validità della sua Scuola erano riconosciuti ufficialmente nell'anno 1936, nel settore sportivo, alle Olimpiadi di Berlino e, nel 1944, in campo medico, presso L'Università di Marburg.
Giovanni Enrico Schültz (1884-1971) Nella metà del XX secolo il mondo dell'attività motoria assisteva alla nascita del "Training Autogeno": Giovanni Enrico Schültz (1884-1971) ne era il padre. Basato sulle tecniche di rilassamento psico-fisico, il Training Autogeno, tutt'ora attuale, permette il raggiungimento di un equilibrio sempre maggiore, in vista di un valido controllo delle grandi funzioni organiche e dei meccanismi neurovegetativi. Utilizzato nei vari settori sportivi per un maggior autocontrollo del gesto motorio, e impiegato nella medicina generale per specifici interventi nella sfera psico-terapica, il Training Autogeno ha offerto alla ricerca nuovi orizzonti e nuovi panorami, che sono tutt'ora oggetto di studio e di applicazione a situazioni reali.
Nonostante il 14 agosto 1914 fosse stato emanato il decreto di Guglielmo II, in cui si indirizzava la ginnastica su un binario esclusivamente militare, per l'approssimarsi del primo conflitto mondiale, Rodolfo Bode (1881-1950) fondava una scuola di ginnastica ritmica a Monaco. Egli auspicava il ritorno al movimento naturale e spontaneo, e sosteneva che questo coinvolgeva l'individuo nella totalità di anima e corpo, in un tutto armonico e ritmico. Il ritmo e l'armonia, secondo il Bode si basavano sul principio dell'alternanza di tensione e distensione. I suoi dettami si soffermavano sul principio generale che riguardavano l'economia del movimento. Egli asseriva che le tensioni errate avrebbero potuto provocare un affaticamento precoce; pertanto l'alternanza con il rilassamento avrebbe condotto a nuovi equilibri il sistema neuromuscolare.
Carlo Diem (1882-1963) Nel periodo fra i due conflitti mondiali emergeva la figura di Carlo Diem (1882-1963). La sua intensa attività a favore dello sport lo vedeva per molti anni segretario del Comitato Olimpico Tedesco; nel 1936 gli è stata affidata la carica di organizzatore delle Olimpiadi; dal 1947 al 1963, ha svolto la funzione di Rettore dell'I.S.E.F. di Colonia. Egli sosteneva che, mediante l'attività motoria, ciascun individuo manifestava la propria personalità. Era convinto assertore, come De Coubertin, che lo sport dovesse veicolare i valori morali e formativi, che sono al di sopra di qualsiasi record stabilito in seguito ad una prestazione eccezionale. Proprio per l'affinità spirituale con de Coubertin, Carlo Diem esprimeva la sua ultima volontà, che consisteva nel farsi seppellire nel Sacro bosco di Olimpia vicino all'urna contenente il cuore del barone francese.
Le Olimpiadi del 1936 vedevano una Germania ben organizzata e con una notevole preparazione tecnico-scientifica. Purtroppo, sarà proprio la Germania a polverizzare la sua immagine con il secondo conflitto mondiale tanto inutile quanto assurdo.
Terminato il secondo conflitto mondiale, la Germania si divideva in: Repubblica Federale Tedesca con capitale Bonn (RFT, maggio 1949) e Repubblica Democratica Tedesca (detta anche Germania dell'Est) con capitale Berlino est (DDR, Ottobre 1949).
Nella RFT l'attività motoria assumeva un carattere formativo, a favore di un sano sviluppo della personalità, seguendo gli insegnamenti del Diem, mentre lo sport veniva praticato secondo i principî dettati da De Coubertin. Nel secondo dopoguerra i programmi di Educazione Fisica e la formazione dei relativi insegnanti venivano (e vengono) affidati ai «Länder» (Stati Federati della Germania), ognuno con una propria organizzazione.
Nella DDR l'educazione fisica e lo sport assumevano un significato completamente differente, secondo i canoni dell'ideale nazista. Lo sport era effettuato da tutti i ceti sociali, dagli studenti, agli operai: praticamente un sistema di vita alla ricerca continua della competizione e del risultato. Sempre controllati dallo Stato, i tedeschi dell'Est conoscevano bene lo sport agonistico, forse fino all'esasperazione, non senza trionfi olimpici e mondiali.
Negli anni che precedevano la riunificazione tedesca, avvenuta il 3 ottobre 1990, la Germania dell'Est conferiva un'impostazione più equilibrata allo sport, offrendo un ampio margine ai problemi pedagogico-formativi dell'attività motoria. Tutto questo accadeva a circa un anno dalla caduta del Muro di Berlino, che veniva "smantellato" il giorno 9 novembre 1989.
La Germania così riunificata offriva una serie di metodiche ed indirizzi, nel campo delle attività motorie, tanto da far emergere la parte migliore di se stessa nella gestione ginnico-sportiva.

"Con una ben intesa educazione fisica e militare, praticata con costanza per oltre mezzo secolo, la Germania riuscì a rigenerare se stessa e a dare ad ogni individuo, e per conseguenza a tutta la nazione, la forza e la coscienza del proprio valore. In Germania lo spirito militare è già nella nazione, e gli esercizi ginnastici, che contribuirono potentemente a crearlo, entrarono nelle abitudini di quel popolo forte e laborioso, come ne fanno fede le 3,000 e più società di ginnastica esistenti, e le scuole di ginnastica, il cui numero va di continuo crescendo".
(Felice Valletti, Scuola di Ginnastica e di Esercizi Militari, Estratto dalla Rivista Militare Italiana, 1887, Roma, Voghera Carlo Ed., 1887)

(segue...)

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