Attrezzi per esercizi

Le pratiche motorie nell'antichità

di Giovanni Lestini



(7) I giochi nell'antica Roma



Portico di Ottavia I Romani, durante il tempo libero passeggiavano, giocavano e frequentavano le terme.
Essi passeggiavano nei giardini imperiali e nei Fori. Amavano passeggiare all’ombra dei portici, come quello di Ottavia, costruito da Augusto, suo fratello. Vi erano altri portici importanti quali quello di Pompeo, quello degli Argonauti e delle Cento colonne.
La loro grande passione era, però, il gioco d'azzardo, proibito da sempre, tranne che nel periodo dei Saturnali (paragonabile al nostro Carnevale). I giocatori d’azzardo, sorpresi sul fatto, erano multati con una somma corrispondente al quadruplo della posta in gioco.
Erano invece ammesse le sponsiones (scommesse) fatte durante le gare sportive (combattimenti tra gladiatori, corse del circo). Erano vietati: il gioco dei dadi (aleae), gli ossicini (tali), testa o croce (navia aut capita), pari e dispari (par aut impar). Era invece consentito il gioco della morra (micatio).
Durante la dinastia degli Antonini molti giochi, in precedenza vietati, divennero "legali". Era vietato soltanto il gioco dei dadi. Essi erano di due tipi: gli astragali (ossicini del tarso di pecore, capre e montoni) e le tesserae (simili ai nostri dadi con 6 facce). Si giocava gettando sul tavolo da un bussolotto (pyrgus, turricula o fritillus) quattro astragali per volta ed erano possibili le varie combinazioni. Quella più fortunata era chiamata "il colpo di Venere" (Venus) e si otteneva quando i quattro astragali si presentavano con 4 facce con un valore diverso.
Astragali Fra gli altri passatempi si ricorda il gioco delle noci, che consisteva nello spaccare una noce senza schiacciarla.
Il gioco d'azzardo, di solito, si praticava nelle stanze più interne delle locande (cauponae) e delle osterie (thermopolia).
trigon Harpastum Fra i divertimenti collettivi erano i giochi con la palla, come il trigon e l'arpasto (harpastum): nel primo tre giocatori, disposti ai vertici di un triangolo si lanciavano con una piccola rete o con le mani una piccola palla di crine; nel secondo il gioco era molto violento e prevedeva anche delle mischie. L'harpastum, che letteralmente significa "strappato a forza", era uno sport giocato su terreni sabbiosi; due squadre si contendevano accanitamente una palla attenendosi a precise regole.
Nel Campo Marzio si praticava l'equitazione per i benestanti, oltre alla corsa e alle altre attività all'aperto. Spesso ci si recava alle terme per favorire una maggiore cura del corpo, sia con gli esercizi ginnici, sia con il nuoto.
I bambini giocavano con i bastoni, che illusoriamente venivano cavalcati come se fossero dei veri cavalli. Le bambine giocavano con bambole snodabili che conservavano fino alle nozze. I più grandi giocavano a nascondino ed a mosca cieca. Si divertivano sull'altalena o con la trottola (turbo), con la corda, con il cerchio (orbis, trochus), che veniva fatto girare con un bastoncino (clavus) e con la follis (una palla leggera gonfia d'aria), con la quale ci si divertiva facendola rimbalzare per terra.

(segue...)

pagina precedente Torna all'home page pagina successiva

Torna all'inizio

Valid XHTML 1.0 Transitional