Attrezzi per esercizi

Le pratiche motorie nell'antichità

di Giovanni Lestini



(6) L’esercizio fisico nei greci



Discobolo di Mirone Il primo vero sviluppo dell’attività motoria è sbocciato nella civiltà greca, che può essere suddivisa in tre periodi: il periodo eroico, come riferimento ai poemi omerici; il periodo classico, in cui le pratiche motorie hanno trovato il loro massimo splendore nella ginnastica educativa, medica, agonistica, militare; il periodo della decadenza, che abbraccia l’arco di tempo che va dalla conquista di Alessandro alla dominazione romana, periodo in cui l’abbandono delle attività motorie si ripercuote sulla formazione dei giovani.
Tuffatore di Paestum Nel periodo eroico le testimonianze omeriche, ricavate dall’Iliade e dall’Odissea hanno permesso di individuare le attività ginnico-sportive del tempo, quali la lotta, il pugilato, il tiro con l’arco, la danza, il lancio del disco, la corsa dei carri, il gioco con la palla.
Nel periodo classico le città di Atene e di Sparta, anche se con finalità differenti, sono state il centro della cultura motoria, poiché hanno attribuito all’esercizio fisico un valore pedagogico (oltre che religioso e mitologico). Da un lato Atene forniva ai propri allievi una formazione, in cui le qualità fisiche e spirituali si fondevano, a favore di una completa edificazione della personalità, dall’altro Sparta educava i giovani per ottenerne dei valenti soldati.
Soltanto con l’istituzione dei Giochi Olimpici (776 a.C.), gli Spartiati iniziarono a considerare l’aspetto ludico-sportivo delle pratiche motorie. Ciò si concretizzò ancor di più nel VI sec. a.C. con la nascita dei Giochi Delfici, Istmici e Nemei.
Tra le gare ed i giochi del periodo classico, testimoniati dal papiro di Ossirinco si ricordano in particolar modo: la corsa, il lancio del disco, il lancio del giavellotto, il salto, il tiro con l’arco, il gioco con la palla, il pugilato, la lotta ed il pancrazio, il pèntathlon, il sollevamento pesi, gli sport acquatici, gli sport equestri.
Con l’affermarsi del professionismo sportivo iniziò il periodo della decadenza. In quest’epoca i giovani ricevevano l’educazione motoria dal Pedotríba, un maestro di ginnastica che si occupava della formazione del fisico. La funzione del Pedotríba consisteva nella realizzazione di una persona sana, coraggiosa, con ottime qualità morali.

…ed afferrò massiccio disco, che quelli, onde giocar solean tra loro,
molto di mole soverchiava e pondo.
Rotollo in aria, e con la man robusta
lo spinse: sonò il sasso, ed i Feaci,
que’ naviganti celebri, que’ forti remigatori, s’abbattero in terra
per la foga del sasso, il qual, partito
da sì valida destra, i segni rapidamente tutti sorvolò.


(Odissea libro VIII)

…e primamente
alla corsa dei cocchi il premio pose…
…Montati i carri, si gittár le sorti.
…Stavano tutti colle sferze alzate
sugli ardenti destrieri e, dato il segno,
lentar tutti le briglie, e co’ flagelli
e co’ gridi animaro i generosi
corsier, che ratti si lanciar nel campo,
e dal lido spariro in un baleno…


(Iliade libro XXIII)

La fase decadente del professionismo atletico trova un’ulteriore conferma in Ippocrate (V-IV sec. a.C.), medico dell’antica Grecia, il quale nel Corpus Hippocraticum sosteneva che la natura ricopre un ruolo fondamentale sulla salute dell’uomo. La medicina ippocratica consisteva nel rispetto del regime alimentare ed in una serie di esercizi fisici: la natura avrebbe fatto il resto. Gli esercizi prescritti da Ippocrate consistevano in: passeggiate, corse sia a piedi sia a cavallo, sollevamenti, balzi, lotta, acrochiria, chironomia, gioco del corisco, ritenzione del respiro.

ACROCHIRIA

CHIRONOMIA

CORISCO

Tipo di lotta effettuato con le sole estremità delle mani. Consigliato da Ippocrate (de victus ratione)

Esercizio consistente nel muovere da sè solo, senza avversario, le braccia e le mani come nei veri combattimenti

Il corisco era una palla sospesa che si faceva oscillare per poi fermarla con le mani

Un altro illustre medico dell’antica Grecia era Galeno (II sec. a.C.). Egli denunciava la nullità intellettuale di coloro che esercitavano il professionismo atletico. Inoltre, sosteneva che l’esercizio fisico avrebbe dovuto praticarsi sotto il controllo del medico. Pertanto, le pratiche motorie, oltre che alle valenze fisiologica ed igienico-preventiva, hanno assunto con Galeno un significato che rimanda alla causa, cioè all’anima, che ha il compito di presiedere all’attivazione dei movimenti.

(segue...)

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