Attrezzi per esercizi

Le pratiche motorie nell'antichità

di Giovanni Lestini



(1) La cultura del movimento: le origini



«Insieme erano tutte le cose,
ma l’intelletto le distinse e le dispose».
(ANASSAGORA, Testimonianze e frammenti, fr. A 46)

Sin dai tempi più remoti il rapporto tra l’uomo ed il movimento ha assunto un ruolo di fondamentale importanza, in cui l’essere umano ha cercato di superare gli ostacoli che hanno circoscritto la sua libertà.

graffito rappresentante un'attività rituale

Le origini di questo rapporto si perdono nella notte dei tempi, poiché l’uomo, spinto dalla curiosità, dal senso di libertà, dalle necessità alimentari, dal bisogno di difendersi dagli animali e da altre mille motivazioni (sopravvivenza, soccorso, svago, ecc.), ha imparato a spaziare liberamente nel territorio, interagendo con la realtà circostante.

Nelle diverse civiltà ed epoche il concetto di movimento ha assunto significati differenti, relativamente alle opportunità ed alle varie esigenze per cui, nella pratica del movimento stesso, si distinguono: la lotta per la sopravvivenza come la caccia e la pesca; l’"addestramento", che consiste nella ripetizione stereotipata dei singoli gesti; la "concezione scientifica" riguardante lo studio sulla motricità umana, per una migliore qualità della vita.

Un altro aspetto delle pratiche motorie riguarda il gioco, fondamentale per il suo valore sia culturale, sia formativo, anche se spesso è svalorizzato ed umiliato, tanto da essere identificato come "cenerentola" delle attività umane.

scena di caccia Tuttavia, anche in questa prospettiva, il gioco contribuisce a svolgere una funzione fondamentale di prevenzione e di equilibrio delle tensioni interne prodotte dalla convulsa e stressante vita della società industriale e postindustriale.

Il rispetto delle regole, su cui si basa l’attività ludica, razionalizza il movimento naturale, trasmettendogli quell’ordine e quell’armonia, in assenza delle quali l’attività motoria sarebbe caotica e senza alcuna finalità.

Gioco del toro Inoltre, le più antiche manifestazioni ludiche si sono evidenziate nella pratica dei riti sacri e religiosi, mediante il caratteristico aspetto coreografico e spettacolare proprio delle celebrazioni rituali.

Un’altra pratica motoria, fra le più diffuse sin dalle origini, è stata la caccia. Essa sin dai tempi più remoti, oltre a costituire uno dei mezzi fondamentali per la sopravvivenza, è stata collegata alla danza ed al gioco, come, ad esempio, nei Cretesi i quali, mediante l’attività ludica, ricordavano ed esaltavano l’antico rito del Gioco del toro.

E’ chiaro, quindi, che la radice comune della ritmicità del movimento scaturisce da più elementi quali il gioco, la danza, la musica che, oltre a manifestare ed a trasmettere uno stato d’animo, esprimono un linguaggio simbolico comunicato dal corpo.

Inizia così a comparire nel periodo omerico il culto greco della forza e della bellezza del corpo, rimanendo intatto nel gioco il suo contenuto sacrale e religioso.

La caccia era talmente importante per l’uomo,
tanto che egli, come buon auspicio,
riproduceva la scena, durante le danze e le celebrazioni,
prima ancora di conquistare la preda.

Pertanto, le pratiche motorie, intese come sintesi delle attività che conferiscono all'essere umano l'equilibrio psicofisico e l'armonia del gesto, non sono emerse per motivi di adattamento e di difesa dell’uomo, ma sono state prodotte da una progressiva conquista dell’essere umano, attraverso la maturazione di tutti quei sentimenti che si esprimono nell’attività motoria, frutto di emozioni e di situazioni affettive vissute.

(segue...)

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