Attrezzi per esercizi

L'evoluzione motoria dal Medioevo alla fine del XVIII secolo

di Giovanni Lestini



(2) Mercuriale: il De Arte Gymnastica



De arte gymnastica De Arte Gymnastica

Tra le varie pubblicazioni, riguardanti la ginnastica medica e la ginnastica in generale, occupa un posto di rilievo il De Arte Gymnastica.
Questo trattato, dedicato all'imperatore Massimiliano II d'Asburgo e composto da Girolamo Mercuriale (1530-1606), ha fornito tutte le motivazioni mediche e le condizioni in cui si deve esercitare l’attività motoria. Il testio è in latino ed è stato tradotto nel 1960 da Ippolito Galante. Nei sei libri che compongono questo trattato il primo parla dell'igiene, delle palestre, degli stadi, dei bagni e delle abitudini degli antichi. Nel secondo considera la ginnastica medica (sferistica, agonistica, orchestrica); nel terzo, tratta il combattimento nelle sue varie forme e di esercizi speciali (l'equitazione, il camminare, il nuoto). Dal quarto al sesto libro tratta gli argomenti a carattere prevalentemente medico.
Nella teoria specifica della ginnastica Mercuriale trae l’ispirazione da Galeno, distinguendo però la ginnastica militare e la ginnastica atletica dalla ginnastica medica, riconoscendo che questa possa trarre dei vantaggi dagli esercizi specifici delle altre due; l'importante è che essi vengano eseguiti con finalità salutistiche e non per il puro piacere popolare o bellico.
Mercuriale ribadisce ripetutamente che la finalità medica della ginnastica è quella di conquistare e di conservare la salute.
Egli non afferma apertamente di essere un seguace di Galeno. Infatti, prende in considerazione tutti coloro che si sono interessati alle problematiche della ginnastica come Platone e Aristotele (filosofi), Ippocrate, Galeno, Oribasio e Celso (medici), Clemente d'Alessandria, padre della Chiesa, e l'eretico Avicenna.
Esperto nelle opere di Ippocrate (Corpus Hippocraticum), Mercuriale, in varie occasioni entra in contrasto con le tesi di Galeno. Ma si può comunque affermare che Mercuriale è un seguace di Galeno, considerato dallo stesso Mercuriale il massimo esperto nell'arte della ginnastica. In verità Galeno ritiene che la ginnastica sia una scienza, mentre Mercuriale sostiene che sia un'arte.
Inoltre, Mercuriale differisce da Galeno, poiché quest'ultimo crede che la ginnastica ai tempi di Omero non sia esistita, affermando che la sua prima comparsa abbia avuto luogo qualche tempo prima di Platone. Al contrario, Mercuriale sostiene che già ai tempi della guerra di Troia i soldati si esercitavano con gli esercizi ginnici sulla sabbia, dopo che erano scesi dalle navi. Mercuriale ritiene che la ginnastica sia esistita ancor prima di Omero, poiché essa è una cosa naturale, in quanto è la natura stessa a sollecitare l'uomo a fare la ginnastica.
In questo libro Mercuriale esamina la ginnastica dell'antichità, per cui questa opera può essere considerata sia una ricostruzione storica, sia un trattato di medicina, tanto che tratta in maniera esaustiva gli argomenti sui ginnasi, sui bagni e sugli esercizi atletici dell'antichità.
Attrezzi ginnici medievali. Egli sostiene, inoltre, che gli esercizi non sono idonei per tutte le persone, pertanto, ciò che è un vantaggio ed un beneficio per alcuni può non esserlo per altri.
Di conseguenza, il carattere scientifico attribuito alla ginnastica contribuisce ad una proficua evoluzione delle pratiche motorie, che sembrano avanzare di pari passo con le conoscenze mediche della scuola di Galeno.

«Quello però che troviamo nel "De Arte Gymnastica", e che lo distingue dalla miriade di altri testi, precedenti, contemporanei o successivi, nei quali si parla di questo o quel gioco, di questo o quell’esercizio, è la sua impostazione "scientifica": in esso infatti vengono poste le basi, anche mediante la ricerca dell’esatta definizione di ogni termine utilizzato, per una vera e propria "scienza dell’esercizio fisico", che contempli ogni genere di "esercizio" (anch’esso definito e ben distinto sia dal semplice movimento che dalla fatica e dal lavoro), senza nessuna esclusione, a patto solamente che, come recita la definizione di ars gymnastica accettata dal Mercuriale, esso abbia il fine "di conservare la buona salute o di acquisire o mantenere un ottimo aspetto del corpo"». (Citato da C. Baroni – Istituto Duchenne, Firenze – Presidente SIEF)

Soltanto in seguito, le conoscenze ereditate da Galeno saranno sostituite, ma anche completate, dall’avvento delle opere di Cagnati, Fuller e Tissot, che hanno contribuito al rinnovamento della ginnastica igienica e terapeutica.

"Gymnasticam principaliter circa sanitatis conservationem versari, consequenter circa curativam"

(Mercuriale, De Arte Gymnastica V,1)

("La ginnastica principalmente si occupa della conservazione della buona salute, in seconda istanza di curare")

(segue...)

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