Attrezzi per esercizi

L'evoluzione motoria dal Medioevo alla fine del XVIII secolo

di Giovanni Lestini



(4) La ginnastica educativa



Vittorino da Feltre Nel XV secolo, ma soprattutto nel XVI secolo, numerosi sono stati i trattati dedicati all’educazione. Di particolare rilievo sono quelli prodotti da Vergerio e da Vittorino da Feltre. Essi concordavano sui benefici che gli esercizi fisici producevano sull’attività della mente, ma discordavano sull’attribuzione delle finalità educative derivanti dalla pratica motoria.
Per Vergerio, infatti, gli esercizi corporei dovevano avere una validità sociale e militare; per Vittorino da Feltre la cura del corpo, mediante il movimento, contribuiva allo sviluppo ed alla formazione generale dell’individuo.
Erasmo da Rotterdam Vergerio riteneva che il ragazzo dovesse essere educato alla virtù. Questa, oltre che l'animo, riguardava anche il corpo. Quest'ultimo doveva essere disciplinato all'obbedienza e temprato ad ogni tipo di esercizio, seguendo l'esempio degli Spartani, che si esercitavano nel nuoto, nella corsa, nel salto, nel tiro con l'arco, nella lotta, nell'equitazione.
Questa particolare cura del corpo, per Vergerio, non era fine a se stessa, ma, attraverso la preparazione militare si doveva raggiungere una finalità sociale. Ecco che il comune denominatore si evidenzia nella risultante che scaturisce da tre elementi fondamentali per Vergerio: la ginnastica, la ricreazione e la cura del corpo.
Vittorino da Feltre conferisce agli esercizi fisici una visione prospettica molto più ampia, in quanto egli considera la persona umana nella triplice essenza di spirito, corpo, cuore.
Considerato il massimo esponente del XV secolo in ambito pedagogico, Vittorino da Feltre, ispirandosi alla ginnastica greca e romana, oltre a riconoscerne i benefici salutistici, organici e morali, considera la ginnastica parte integrante dell'istruzione dell'individuo: era nata l'Educazione Fisica.
Questi due grandi maestri saranno i punti di riferimento per le tematiche inerenti all'educazione fisica per tutto il Cinquecento. Nonostante ciò, altri spunti originali si aggiungeranno alle brillanti idee di Vergerio e di Vittorino da Feltre.
L'educazione sociale non si configurava più con quella militare. Lo sviluppo delle arti contribuisce ad esaltare il valore delle qualità fisiche, come la destrezza e la bellezza del corpo. Un classico esempio ce lo fornisce Baldassarre Castiglione (XVI sec.) ne "Il Cortegiano", in cui l'autore indica le modalità per forgiare il perfetto gentiluomo.
L'aria della rinascita pedagogica si estendeva fino in Olanda con Erasmo da Rotterdam. Egli, conoscendo bene la situazione di abbandono in cui vivevano i giovani, a volte sottoposti anche a maltrattamenti, sosteneva che la salute è importante non solo per l'aspetto mentale, ma anche per quello morale. Asseriva, inoltre, che la ricreazione del corpo è fondamentale per la salute. Erasmo riteneva che il movimento ed il gioco favorissero lo studio, poiché i giovani, mediante l’attività ludica, imitavano gli antichi trasformando il gioco in uno studio piacevole.
S.Ignazio di Loyola Le idee di Erasmo, in sintonia con quelle dei pedagogisti italiani, vedevano l’apertura degli istituti scolastici ai giochi ed ai momenti ricreativi, segnando la comparsa dell’Educazione Fisica vera e propria.
Anche in Inghilterra giungeva quell'ondata di rinnovamento, che assegnò alla cultura del corpo il giusto posto nella riforma dell'istruzione. Vero è che gli inglesi, come ad esempio Thomas Elyot, consideravano l'esercizio fisico come elemento essenziale per la preparazione del gentlemann, seguendo l'esempio di Galeno e degli antichi in generale. Anche Mulcaster adattò i principi medici della preparazione fisica alle problematiche educative, considerando l'individuo nella sua totalità di anima e corpo.
Nei Paesi di matrice cattolica l'educazione fisica fece il suo ingresso nella scuola ad opera dei Gesuiti. Nei loro collegi la Ratio Studiorum prevedeva anche la pratica di esercizi fisici e di svariati giochi popolari, come il gioco del pallone, la corsa, il gioco della pallacorda, della pallamaglio, della pallamuro e la soule. La conclusione dell'anno scolastico era caratterizzata da incontri sportivi e da una rassegna di esercizi fisici, seguiti dalla premiazione dei vincitori.
I Gesuiti nelle loro scuole incoraggiavano lunghi periodi ricreativi, tanto che nel '500 l'orario di studio nei loro Collegi si ridusse a cinque ore e mezza, per dare più spazio all'attività fisica. Essi assegnavano al corpo, finora ritenuto inferiore alla mente, quella dignità che fino ad ora gli era stata negata. Elemento ritenuto essenziale per l'equilibrio morale, il corpo, per la prima volta, negli ambienti ecclesiastici, era considerato alla pari con l'anima.
In questa temperie culturale, in cui si assiste al rinnovamento degli ideali, seppur guidati dagli antichi maestri, rimane in ombra l'educazione fisica femminile. Sia il Medioevo, sia il Rinascimento avevano concesso ben poco spazio all'esercizio fisico femminile, poiché era considerato poco opportuno per le donne. L'unica eccezione veniva fatta per la danza, la musica, il canto e la pittura che favorivano l'arte e la grazia nella donna.
La molteplicità e la complessità degli interventi pedagogici, che hanno favorito la conversione degli esercizi fisici e di giochi popolari in Educazione Fisica, rivoluziona il modo di considerare l'uomo non come agente di una realtà univoca, ma come essere nella sua totalità, in cui le componenti anima e corpo sono l'una in funzione dell'altro. Ovviamente, la metamorfosi che è appena iniziata sarà lenta ma costante, soprattutto nel modo di pensare i nuovi caratteri dell'educazione fisica, innescando così un nuovo ideale ed una nuova realtà.

"...circa gli esercizii del corpo, alla donna non si convien armeggiare,
cavalcare, giocare alla palla, lottare e molte altre cose che si convengono
agli uomini...e però nel danzar non vorrei vederla usar movimenti
troppo gagliardi e sforzati, né nel cantar o sonar di quelle diminuzioni
forti e replicate, che mostrano più arte che dolcezza...".
(da Baldassarre Castiglione, Il Cortegiano. Terzo libro)

(segue...)

pagina precedente Torna all'home page pagina successiva

Torna all'inizio

Valid XHTML 1.0 Transitional