Attrezzi per esercizi

L'evoluzione motoria dal Medioevo alla fine del XVIII secolo

di Giovanni Lestini



(5) L’Educazione Fisica e le correnti di pensiero



Françoise Rabelais Se per il Medioevo l’educazione impartita ai giovani era di tipo prevalentemente religioso, nei secoli XVI, XVII e XVIII i compiti degli educatori sono stati sia quelli di favorire la realizzazione della natura umana, sia quelli di riconoscere il valore dell’uomo. Si consolida sempre di più il concetto in cui l’uomo è considerato un composto di corpo ed anima. La nuova concezione dell'educazione, ormai, non si soffermava più esclusivamente sulla cultura dello spirito, ma assegnava al corpo una posizione complementare, per favorire uno sviluppo umano più armonico, in sintonia con i vari tratti della natura umana.
In questo periodo di grandi mutamenti emerge la figura di Françoise Rabelais (1494-1553). Medico e seguace di Erasmo, Rabelais operò sulla scia di Galeno. Nel suo capolavoro "Gargantua e Pantagruel" egli sosteneva che l'esercizio fisico ed i giochi dovessero occupare buona parte della giornata dell'individuo. L'attività fisica, secondo Rabelais, doveva essere effettuata in due momenti della giornata: al mattino ed alla sera, dopo lo studio dell'aritmetica, delle lettere, della geometria e dell'astronomia. Egli enfatizzava le nobili arti come la cavalleria, la caccia e la scherma. Inoltre, incoraggiava l'attività ludica con finalità militari, ma anche integrandola nell'istruzione e nella funzione formativa. Egli attribuiva all'educazione fisica anche una valenza medica. Per questo motivo conferiva una grande utilità al nuoto ed ai tuffi. Per Rabelais l'educazione doveva coinvolgere l'uomo nella sua totalità di "anima e corpo", allo stesso livello dell'attività cognitiva.
Con queste nuove teorie, Rabelais metteva in crisi l'educazione scolastica medioevale, proponendo il nuovo ideale educativo, secondo il quale educare significa esaltare l'individuo nella sua essenza, totalità e armonia di anima e corpo.
Michel Montaigne Anche per Michel de Montaigne (1533-1592) l’attività corporea era utile per la formazione morale dell’individuo. Secondo Montaigne, nelle attività di studio dovevano essere collocati anche i giochi e gli esercizi fisici, come la corsa, la lotta, la scuola d'armi, l'equitazione, la danza e la musica. Egli sosteneva che l’azione avesse bisogno di una corporatura muscolosa e resistente, ma riconosceva, inoltre, che l’educazione fisica, l’educazione morale e l’educazione intellettuale costituivano un’unica educazione. Afferma Ulmann: "data l'unità dell'umana natura, i fini dell'educazione fisica non sono puramente corporei. I fini apparentemente corporei sono, in realtà, fini che, per mezzo del corpo, la natura umana tutta intera persegue".
John Locke L'empirista John Locke (Wrington, Somersetshire, 1632 - Oates, Essex, 1704) attribuiva un notevole valore all'educazione fisica, tanto da dedicarle una parte considerevole della sua opera, in cui asserisce che la preparazione fisica deve precedere quella dello spirito. A tal proposito il filosofo inglese detta anche le principali norme igieniche, che dovranno essere osservate fin dalla giovane età. L'esercizio fisico deve favorire il dominio del sé, in quanto l'autocontrollo è indispensabile per affrontare le difficoltà della vita. Inoltre, sosteneva Locke, l'educazione fisica rappresenta una sorta di svago necessario dopo il lavoro mentale; soltanto così sarà possibile riprendere in maniera proficua tale lavoro. L'educazione dello spirito si deve avvicendare con quella del corpo, in questo modo l'attività fisica avrà il pregio di rafforzare la salute e di temprare il comportamento.
Abate Fleury L’abate Claude Fleury (Parigi 1640 - ivi 1723) sosteneva che l'educazione non doveva essere limitata all'acquisizione di semplici nozioni, ma doveva rappresentare una sorta di "apprendistato per la vita". Fleury sosteneva che la formazione della mente non doveva escludere quella del corpo e che gli esercizi fisici dovessero essere incorporati nel sistema educativo di quel tempo. Egli indicava alcune pratiche motorie quali: il correre, il saltare, l’esecuzione di lunghe camminate, l’equitazione, il portare dei pesi, che favoriscono il raggiungimento ed il mantenimento della salute.
Johann Heinrich Pestalozzi Il pedagogista Johann Heinrich Pestalozzi (1736-1827) riteneva che l’educazione di un fanciullo avrebbe dovuto sviluppare, in particolar modo la sua natura spirituale. Il suo nuovo metodo educativo considerava la personalità e la totalità dell'individuo come un tutt'uno. Egli non si dichiarava contrario alla realizzazione dell’educazione corporea, a patto che la natura spirituale dell’individuo funga da guida alla natura materiale dell’essere umano. Pestalozzi affermava che l'uomo è composto da un cuore, da un'anima e da un corpo, indivisibili e correlati tra loro: l'accrescimento di uno condiziona gli altri due. Pertanto, l'insegnamento dell'attività fisica, secondo Pestalozzi, doveva avvenire contemporaneamente a quello intellettuale, sia dal punto di vista tecnico, sia da quello psico-pedagogico. Tutto ciò deve avvenire secondo la disposizione motoria dell'individuo, nel rispetto delle regole naturali a cui devono adattarsi i vari tipi di movimento. Secondo il metodo educativo di Pestalozzi, all'educazione fisica dovevano essere dedicate due ore al giorno, lasciando un ampio margine ai giochi ed allo sport, sempre a contatto con la natura. Egli indica i giochi con la palla, i lanci ed i salti. Raccomanda gli sport in ambiente naturale, come i tuffi, la corsa, l'arrampicata e le escursioni. Infine, l’educazione fisica, oltre a costituire un aspetto dell’educazione in generale, rappresentava uno dei mezzi con cui si acquisiva la consapevolezza della propria condizione di autonomia e di autosufficienza.
Guts Muths Un posto di rilievo nel corso storico dell’Educazione Fisica spetta al tedesco Guts Muths (1759-1839). Egli denunciava che l’educazione dei fanciulli era inadatta per una valida conquista dell’autosufficienza. Guts Muths sosteneva che i giovani fossero diventati deboli a causa di una dieta inadeguata e di una vita troppo intellettuale, ma fisicamente passiva. Egli, pur riconoscendo la validità delle arti e delle lettere, condannava tutto ciò che non considerasse la natura umana. Il maestro tedesco sosteneva, inoltre, che l’educazione dell’individuo perfezionasse l’unione dell’anima col corpo ed armonizzasse tale rapporto, favorendo lo sviluppo delle qualità morali come la fermezza, la forza di spirito, il coraggio, che potevano coesistere solo in un corpo allenato. Egli ribadiva l’esigenza dell’educazione ginnastica, poiché attraverso questa si estendevano i benefici non solo al corpo, ma anche allo spirito. "La natura dell'uomo è tale che il possesso di un corpo vigoroso e di un'anima illuminata gli procura la sanità morale e la gioia" (Ulmann). Guts Muths non attribuiva una eccessiva importanza ai giochi del pallone, del cricket, della lotta, poiché li definiva come distrazioni e passatempi, pur riconoscendone la validità. Egli ben conosceva la ginnastica degli antichi greci, ma sosteneva che le sue forme militari fossero ormai superate. Guts Muths non voleva creare atleti, ma uomini vigorosi che devono trarre dall'esercizio fisico i benefici della natura, i vantaggi fisici, le doti morali, per elevare l'essere umano al più alto grado di civiltà.

"Usciti quindi all'aperto sempre conversando degli argomenti trattati dalla lettura, andavano al Braque o nei prati e giocavano alla pallacorda, al pallone, alla pila trigona, esercitando gagliardamente il corpo come prima avevano esercitato la mente. Giocavano in piena libertà, interrompendo la partita quando piaceva loro e cessavano, di consueto, quand'erano vinti dal sudore o dalla stanchezza. Allora erano ben asciugati e strofinati, si cambiavano di camicia e passeggiando tranquillamente andavano a vedere se il pranzo era pronto e in attesa recitavano chiaramente con eloquenza alcune sentenze ritenute dalla lezione".
(Françoise Rabelais, Gargantua e Pantagruel, Libro XXIII)

(fine del capitolo)

pagina precedente Torna all'home page pagina successiva

Torna all'inizio

Valid XHTML 1.0 Transitional