Cervello

Il Sistema Nervoso

di Giovanni Lestini



(3) I neuroni specchio



La scoperta dei neuroni specchio risale all'inizio degli anni Novanta. Giacomo Rizzolatti Il fatto è avvenuto quasi per caso, quando all'Università di Parma l'equipe del neuroscienziato Prof. Giacomo Rizzolatti, alle prese con lo studio sui neuroni motori del macaco, ha assistito a qualcosa di inaspettato, a un fenomeno del tutto singolare, mai osservato in precedenza. Si era verificato un nuovo caso di «serendipità». Nell'attività di laboratorio, durante un breve periodo di pausa, un ricercatore prelevava da un recipiente una manciata di arachidi per portarle alla bocca. In quell'istante l'oscilloscopio, che registrava l'attività dei neuroni della scimmia, iniziò ad emettere gli stessi suoni che si registravano quando il macaco era in azione, ad esempio quando portava alla bocca alcune noccioline, ma in quel momento il macaco non stava svolgendo alcuna attività: era completamente a riposo, ma si limitava ad osservare l'ambiente circostante. Gli episodi si ripeterono in maniera sistematica, non soltanto con le noccioline, ma con molti oggetti differenti, tutte le volte che un ricercatore assumeva un comportamento che la scimmia già conosceva per esperienza diretta.
Erano stati scoperti i neuroni, in cui l'azione dell'uno si «rispecchia» nell'altro: da questo il nome di neuroni specchio o mirror.
I «neuroni specchio si attivano sia quando la scimmia afferra il cibo, sia quando osserva un'altra persona eseguire la stessa azione» (Rizzolatti et al., 1996).
Alcune tecniche complesse e sofisticate hanno dimostrato che i meccanismi specchio si verificano anche nell'uomo, visto che i relativi neuroni sono presenti nella corteccia premotoria e motoria, nell'area di Broca e nella corteccia parietale inferiore.
Questa scoperta permette, quindi, di comprendere meglio i processi all'interno della sfera che riguarda l'apprendimento, l'empatia, l'imitazione, l'emotività e i vari aspetti dell'evoluzione psico-sociale.
Nello specifico motorio, il sistema dei neuroni specchio, presenti nella corteccia parieto-premotoria, evidenzia un'importante integrazione sensomotoria dando luogo a simulazioni di azioni, che sono utilizzate sia per l'esecuzione delle azioni stesse, sia per un tacito apprendimento (apprendimento latente) quando si assiste ad azioni eseguite dagli altri. E' questo il caso di apprendimento di un nuovo gesto motorio, che verrà eseguito (almeno inizialmente) per imitazione, proprio perché ci si immedesima nel fare degli altri, paragonandolo alle proprie esperienze.
La ricerca dell'equipe del professor Rizzolatti, a dimostrazione che i neuroni specchio si mettono in azione, ha constatato l'aumento del flusso sanguigno nell'area premotoria dell'osservatore quando questo osserva una persona che effettua alcuni atti motori con le diverse parti del corpo. Nella corteccia cerebrale, infatti, si attivano le regioni dell’homunculus motorio relative ai movimenti osservati.
Sono i neuroni specchio che ci permettono di «rispecchiare», imitare e riprodurre le emozioni degli altri, poiché il nostro cervello riproduce all'istante le attività cerebrali della persona che stiamo osservando. Sono i due cervelli che comunicano tra loro in tempo reale. Questo meccanismo si attiva nel nostro encefalo quando osserviamo qualcuno che compie una determinata azione o che prova una certa emozione, in quanto nel nostro cervello si attivano gli stessi neuroni che entrano in funzione quando siamo noi medesimi a compiere quelle azioni o provare quelle emozioni.

(segue...)

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