Cervello

Il Sistema Nervoso

di Giovanni Lestini



(10) Sistema nervoso autonomo



Come accennato sopra, il sistema nervoso periferico si distingue in due settori: il «settore somatico», di cui si è già detto, ed un «settore vegetativo o autonomo».

Sistema nervoso ortosimpatico

Quest’ultimo, mediante i suoi neuroni motori, stabilisce sinapsi con il cuore, i muscoli lisci, i visceri e le ghiandole esocrine, eseguendone sia il controllo motorio, sia la produzione delle risposte involontarie.
La sezione autonoma del sistema nervoso periferico è costituita da tre sistemi: «ortosimpatico, parasimpatico ed enterico».
Il settore enterico ha una maggiore autonomia rispetto agli altri due sistemi. Esso è localizzato soprattutto nella parte enterica ed è costituito da neuroni sensitivi e motori che mediano i riflessi dell’apparato digerente. Controlla il tratto gastrointestinale, la cistifellea ed il pancreas. I motoneuroni enterici agiscono sulla muscolatura liscia dell’intestino, sulla secrezione della mucosa gastrica e sui vasi sanguigni dell’apparato digerente. "Nell’uomo il sistema nervoso enterico è costituito da 80-100 milioni di neuroni, cioè da un numero di neuroni approssimativamente uguale a quello del midollo spinale" (Kandel, Schwartz, Jessell). L’ortosimpatico ed il parasimpatico innervano il muscolo cardiaco, la muscolatura liscia, i tessuti ghiandolari intervenendo nella mediazione di molti riflessi viscerali. Questi due settori comprendono neuroni sensitivi, i cui assoni passano nei nervi spinali e cranici, ed una sequenza di circuiti presenti nel sistema nervoso centrale che associa e connette i neuroni sensitivi ed i neuroni motori.
Il sistema ortosimpatico agisce, nel dettaglio, sui vasi sanguigni del cranio, sui follicoli piliferi, sulle ghiandole e sugli organi viscerali del torace e del capo, sulle ghiandole sudoripare, lacrimali, salivari, sui polmoni, sui vasi sanguigni e sul cuore. Innerva, inoltre, il tratto gastrointestinale, lo stomaco, il pancreas, il fegato, i reni, la vescica e gli organi genitali.

Encefalo ed ipotalamo

Il sistema ortosimpatico prepara l’organismo ad affrontare un’attività con un enorme dispendio di energie, prendendo parte alla risposta dell’organismo allo stress: le pupille si dilatano per catturare una maggiore quantità di luce, il cuore accelera il battito, il sangue defluisce dai muscoli per irrorare copiosamente l’apparato digerente durante la digestione, le vie respiratorie si dilatano per favorire il passaggio dell’ossigeno.
Il sistema parasimpatico «frena» l’attività dell’ortosimpatico, per conservare le energie corporee e mantenere l’omeostasi, cioè uno stato di equilibrio interno per il mantenimento di una stabilità delle proprietà fisico-chimiche. In un certo senso si potrebbe dire che il parasimpatico è l’«antagonista» dell’ortosimpatico. L’ortosimpatico dice accelera, il parasimpatico dice rallenta: le pupille con l’aumentare della luce riducono il loro diametro, i battiti cardiaci diminuiscono, il sangue (al termine della digestione) riprende ad irrorare equamente tutto il corpo, le vie respiratorie si restringono.
Il sistema parasimpatico, con il nervo vago controlla lo stomaco, il fegato, la cistifellea, il cuore, l’esofago, le vie respiratorie. Controlla, inoltre, il colon discendente, la vescica, ed i genitali esterni.
Il sistema nervoso ortosimpatico innerva in maniera più abbondante i tessuti dell’organismo, mentre il parasimpatico ha una innervazione più circoscritta.
L’armonia tra i due sistemi produce un corretto funzionamento del sistema nervoso autonomo. Questi due settori consentono al corpo di fornire una risposta ai rapidi cambiamenti del mondo esterno e di quello interno, dovuti ad esempio allo stress emotivo, ad una gara sportiva, ad una rapida variazione della temperatura, ad uno spavento improvviso.
Per consentire una adeguata risposta alla situazione di «allarme», il sistema nervoso ortosimpatico aumenta l’invio di impulsi al cuore provocandone l’accelerazione del battito, accresce gli stimoli inoltrati ai visceri, ai muscoli piloerettori, alle ghiandole sudoripare ed ai vasi sanguigni periferici. Il sistema parasimpatico, al contrario, tende a ridurre tutti questi effetti che causano una grande dispendio di energie psico-fisiche, consentendo all’organismo di recuperare quella stabilità che si è alterata con l’episodio stressante.
Il sistema nervoso autonomo è controllato dal midollo allungato e dall’ipotalamo. Anche se il dominio delle emozioni è a carico di alcune regioni del sistema nervoso centrale, come l’amigdala e le aree associative limbiche, queste esercitano il controllo sul sistema nervoso autonomo mediante l’«ipotalamo», che coordina le risposte comportamentali, assicurando l’equilibrio interno dell’organismo.

Ipotalamo

L’ipotalamo ha un ruolo fondamentale nel controllo del sistema nervoso autonomo, poichè regola alcune funzioni corporee fondamentali per l’organismo. Esso controlla la pressione arteriosa, la temperatura corporea, il metabolismo energetico (regolando l’assunzione di cibo, la digestione ed il metabolismo), l’attività riproduttiva (mediante il controllo ormonale), le reazioni allo stress (mediante la regolazione del flusso di sangue nei muscoli e negli altri tessuti e la secrezione di ormoni della midollare del surrene).
L’ipotalamo controlla questi aspetti del comportamento umano nella vita di relazione attraverso alcuni meccanismi: 1) l’ipotalamo viene informato dalle vie sensitive su tutti gli stimoli (dolore, temperatura, concentrazione del glucosio e del sodio) provenienti dal corpo, anche per sincronizzare il meccanismo del proprio orologio interno al ciclo giorno-notte del mondo esterno; 2) l’ipotalamo compara i dati provenienti dalle vie sensitive con i valori biologici di riferimento, ad esempio, se la temperatura locale di una zona corporea è superiore al suo valore di confronto, che supponiamo sia di 37 °C, l’ipotalamo attiva i necessari meccanismi per la dissipazione del calore in eccesso; 3) quando l’ipotalamo individua una differenza da un valore di riferimento, attiva un insieme di reazioni endocrine, viscerali e comportamentali per ristabilire l’equilibrio interno. Se la temperatura del corpo è eccessiva, l’ipotalamo devia il flusso ematico dai vasi profondi a quelli superficiali, inducendo l’organismo alla sudorazione, per dissipare il calore attraverso la cute. Esso induce l’individuo ad assumere alcune modifiche comportamentali, come ricercare un ambiente più fresco, modificare la temperatura nell’ambiente stesso, utilizzare un abbigliamento idoneo.
Tutte queste operazioni debbono essere coordinate fra di loro in modo rigoroso e peculiare. Un lavoro molto delicato e preciso soprattutto se si considera che a svolgerlo è l’ipotalamo, una struttura di soli 4 grammi, rispetto ai 1400 grammi del peso totale del cervello di un uomo adulto.

(fine del capitolo)

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