Sistema Endocrino

Il Sistema Endocrino

di Giovanni Lestini



(12) Ormoni ed attività motoria



«Prima modificazione che avviene nell’uomo all’impatto con lo sforzo massimale è il disequilibrio delle reazioni chimiche nonché dei vari metabolismi.»
(Francesco Peluso Cassese, Attività motorie. Fondamenti psicofisiologici)

L’allenamento e l’esercizio fisico agiscono sul quantitativo degli ormoni prodotti, rispetto ai valori di riposo, provocando od inibendo la secrezione stessa, da parte della rispettiva ghiandola endocrina.
Durante l’attività motoria, soprattutto prima della gara, si genera uno stato di tensione emotiva, per cui tutto il sistema endocrino ha il compito di adattare l’organismo alle nuove situazioni biologiche, per ripristinare un nuovo equilibrio causato sia dallo sforzo fisico, sia dalla tensione emotiva.
L’attività fisica prolungata determina una serie di reazioni, che hanno la finalità di favorire i fenomeni di adattamento nell’organismo umano, di fronte a tutti quei fattori che alterano l’equilibrio interno. Tutte le reazioni che tendono a difendere tale equilibrio sono meglio conosciute come "sindrome generale di adattamento", che si sostanzia in tre fasi successive:

- reazione d’allarme;
- fase di adattamento;
- fase di esaurimento.

Reazione d’allarme. E’ costituita dalle reazioni aspecifiche sollecitate da uno sforzo fisico rapido e violento, al quale non corrisponde un adattamento dell’organismo sia qualitativamente, sia quantitativamente. Inoltre, la reazione di allarme è la risultante di due fattori, che possono essere successivi o mescolati fra di loro: lo shock ed il controshock. Nel primo l’organismo subisce passivamente l’episodio stressante, nel secondo l’organismo ricorre alle sue difese aspecifiche.
Fase di adattamento. Corrisponde al momento in cui l’organismo si sta adattando al fattore stressante, mediante la resistenza allo sforzo fisico ed alla tensione emotiva. E’ questa la fase in cui tutte le reazioni di difesa agli stimoli stressanti permettono alla macchina umana di opporre resistenza alle sollecitazioni nocive che la colpiscono.
Fase di esaurimento. Coincide con il periodo in cui l’organismo "si arrende" agli agenti stressanti e dannosi, esaurendo la propria capacità di adattamento, sempre che lo sforzo fisico e la tensione emotiva si esauriscano prima del "crollo" organico dell’individuo.

Durante l’esercizio fisico si verifica l’aumento di concentrazione ormonale nel sangue. Questo episodio può dipendere anche dalla riduzione del plasma, verificatasi per la sudorazione, cioè per la perdita di acqua da parte dell’organismo.
Di seguito, si riportano alcuni effetti che l’esercizio fisico produce sugli ormoni.

Ormone della crescita (GH) o somatotropina. Eleva la sua concentrazione nel sangue nel corso dell’esercizio. Il suo incremento è direttamente proporzionale all’intensità dell’attività fisica. Alcune ricerche hanno dimostrato che l’aumento di concentrazione nel sangue dell’ormone della crescita è dovuto non tanto all’intensità dell’esercizio fisico, quanto all’aumento della temperatura corporea.
Pertanto, risulta fondamentale l’attività fisica dell’individuo, relativamente alla secrezione dell’ormone della crescita.
Ormoni della tiroide. A differenza dell’ormone della crescita, gli ormoni della tiroide non registrano un aumento di concentrazione nel sangue, durante l’esercizio. Soltanto conseguentemente ad una attività fisica strenua e prolungata si verifica un loro innalzamento, in seguito al quale, nei giorni successivi, si registra un decremento rispetto ai normali valori di riposo.
Insulina. Si è già detto che questo ormone favorisce l’assorbimento degli zuccheri da parte delle cellule, causando una minore concentrazione degli stessi nel sangue. Durante l’attività fisica, in cui il glucosio e gli acidi grassi rappresentano il combustibile necessario per la contrazione muscolare, si verifica una minore concentrazione ematica di insulina.
Adrenalina e noradrenalina. Secreti dalla midollare delle surrenali, questi ormoni, detti catecolamine, aumentano la loro concentrazione nel sangue con l’aumentare dell’esercizio. In altre parole, quanto più è intensa l’attività fisica, tanto più si registra un aumento del loro livello. Con il perdurare dell’allenamento, la quantità; di catecolamine nel sangue risulta progressivamente sempre più bassa. E’ importante notare che la bassa frequenza cardiaca, conquistata con l’esercizio fisico, è dovuta alla diminuita concentrazione di catecolamine nel sangue.
Ormoni sessuali. Alcuni studi effettuati sugli ormoni androgeni (negli uomini) e sugli estrogeni (nelle donne) hanno dimostrato che questi aumentano con l’esercizio fisico. Nonostante ciò si attendono ulteriori studi, che rivelino alcune informazioni più esaurienti in merito. Nelle donne, un’intensa attività fisica e di lunga durata può provocare alcune modificazioni del ciclo mestruale. Tali modificazioni si verificano soprattutto nelle atlete in cui si registra una notevole perdita di peso, od in seguito a stress psico-affettivi ed emotivi, come quelli vissuti dall’atleta nel periodo della competizione sportiva. Negli uomini si verifica un aumento di testosterone e di androgeni nel sangue, in seguito ad un’intensa attività fisica di tipo massimale.

In sintesi, nel corso di un’attività sportiva, il sistema endocrino è particolarmente interessato a coordinare ed a ristabilire gli equilibri interni che l’impegno fisico e la tensione emotiva tendono ad alterare. Come è stato accennato sopra, lo "stress", prodotto durante un esercizio fisico, può causare delle risposte dell’organismo, generali e aspecifiche, alle quali l’individuo si deve adattare. Questo adattamento prevede una secrezione di ormoni, che favoriscono sia la riconquista dell’equilibrio organico, sia il restauro dei danneggiamenti subiti dall’organismo umano durante l’esercizio.

(segue...)

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