alveoli polmonari

L'apparato respiratorio

di Giovanni Lestini



(8) Ventilazione ed esercizio



mezzofondo

La ventilazione minuto registra un incremento durante l’attività sportiva. Tale incremento è proporzionale alla quantità di ossigeno consumata ed all’anidride carbonica prodotta dall’attività muscolare.

La variazione della ventilazione minuto si verifica, probabilmente, più per la necessità di espellere l’anidride carbonica, che per la richiesta di consumo di ossigeno (almeno per ciò che concerne le prestazioni massimali).

Nei soggetti allenati si registra una ventilazione minuto, che aumenta di pari passo con il livello del metabolismo, qualunque sia:

Ciò è collegato con un elevato utilizzo della capacità di prestazione atletica aerobica.
La massima ventilazione, durante l’attività fisica, può raggiungere un valore di oltre 150 litri per minuto. Pertanto, si verifica un incremento di circa 25-30 volte rispetto ai valori di riposo, dovuto sia alla profondità, sia alla frequenza degli atti respiratori.

Spesso alcuni atleti, durante la corsa, accusano un dolore nella parte sinistra dell’addome, meglio conosciuto come “mal di milza”. Non è così. Infatti, questo dolore è dovuto all’attività dei muscoli respiratori, che sono alla ricerca del giusto ritmo respiratorio, provocando questo sgradevole episodio. Come ci si deve comportare di fronte a questo evento? Sarà sufficiente eseguire (anche durante la corsa) 6 o 7 atti respiratori molto profondi per far cessare questi sintomi.

siepi Per ciò che concerne le modificazioni della respirazione, esse variano, non soltanto durante l’attività fisica, ma anche prima e dopo di essa.
La ventilazione, infatti, aumenta prima che inizi l’attività sportiva, in seguito alla stimolazione della corteccia cerebrale, conseguentemente all’imminente esercizio che dovrà essere intrapreso.

Durante l’attività sportiva si registra un aumento della ventilazione, dovuta alla stimolazione nervosa ad opera dei recettori articolari e del movimento dei muscoli interessati. Tale incremento di ventilazione si stabilizza durante un esercizio submassimale. Al contrario, aumenta sempre di più in un lavoro massimale, fino al termine dell’attività fisica. Tali variazioni si verificano per la presenza di anidride carbonica nel sangue, prodotta mediante il lavoro muscolare.

Alla fine dell’esercizio si assiste ad una diminuzione di ventilazione, poiché si è arrestata, insieme con l’attività motoria, la stimolazione nervosa, originatasi dai recettori localizzati nei muscoli e nelle articolazioni. Inoltre, il decremento della ventilazione è dovuto ad una minore produzione di anidride carbonica presente nel sangue.

(segue...)

pagina precedente Torna all'home page pagina successiva

Torna all'inizio

Valid XHTML 1.0 Transitional