alveoli polmonari

L'apparato respiratorio

di Giovanni Lestini



(7) Respirazione addominale e toracica



Nel corpo umano, il tronco si può suddividere in due parti: la gabbia toracica e l'addome. Questi sono separati dal diaframma, la cui forma richiama quella di una "cupola". All'interno della gabbia toracica alloggiano i polmoni, che rappresentano gli organi principali della respirazione.
respirazione Durante l'inspirazione aumenta il volume della gabbia toracica e, quindi, dei polmoni, che seguono passivamente il movimento delle coste. L'aumento della capacità del torace è dovuto sia all'aumento del suo diametro antero-posteriore (a causa della contrazione dei muscoli intercostali esterni), sia all'abbassamento del diaframma.
Nell'espirazione avviene il fenomeno inverso: si riduce il volume intratoracico e si innalza il diaframma, che, quando è decontratto, assume la classica forma "a cupola".
Durante gli atti respiratori, se prevale l'azione del diaframma, la respirazione è addominale (o diaframmatica), se è preponderante il movimento dei muscoli che espandono il torace (intercostali esterni), la respirazione è toracica.
Normalmente, l'attività respiratoria naturale consiste nella combinazione tra questi due tipi di ventilazione polmonare. Nell'inspirazione le coste si sollevano, il corpo è eretto. Nell'espirazione il corpo si rilassa, si abbandona.
Il modo con cui si eseguono gli atti respiratori è condizionato anche dall'attività che si sta praticando. Nello svolgimento di un’attività motoria, che richiede un elevato quantitativo di energia, non ci si può limitare ad un semplice accomodamento respiratorio, ma si debbono controllare gli atti respiratori, cercando di coordinare l’azione respiratoria con l’attività che si sta svolgendo.

Respirazione addominale o diaframmatica. Questo tipo di respirazione provvede ad aerare soprattutto la porzione inferiore dei polmoni. In questo caso, rivestono un ruolo fondamentale il diaframma ed i muscoli addominali. Il diaframma, quando è in fase di riposo, ha la convessità rivolta verso l'alto; metaforicamente esso si può paragonare ad una cupola, ovvero ad un ombrello aperto. Quando il diaframma si contrae, durante l'inspirazione, si abbassa, appiattendosi, favorendo l'aumento di volume della gabbia toracica e l'espansione dei polmoni. Simultaneamente l'addome viene spinto in avanti. Nell'inspirazione addominale profonda, che consente di ottenere la massima espansione longitudinale dei polmoni, è importante rilassare i muscoli addominali, per favorire un ulteriore abbassamento del diaframma. Durante l'espirazione il diaframma si rilassa, ritornando alla posizione di riposo, mentre l'addome rientra.
Il tipo di respirazione, la profondità, la frequenza ed il ritmo degli atti respiratori si modificano relativamente alle esigenze del momento. Un valido contributo è offerto dalla ginnastica respiratoria, la cui finalità è quella di aerare profondamente i polmoni ed educare i muscoli che svolgono questo delicato compito.
La respirazione diaframmatica, inoltre, assicura un maggiore scambio gassoso, rispetto alla respirazione toracica, poiché, rispetto a questa, permette un maggiore aumento del volume intratoracico.
Alcune ricerche hanno dimostrato che la respirazione diaframmatica, associata ad alcuni esercizi di rilassamento, è utilizzata per combattere gli stati ansiosi.
«...Specificamente orientato a ridurre il fenomeno di iperventilazione associato al panico, l'addestramento respiratorio tende a favorire la respirazione diaframmatica rispetto a quella toracica (Ley e Blood, 1985)» (Roberto Infrasca, Il disturbo da attacchi di panico, 2001).

«...La respirazione diaframmatica è associata al rilassamento ... Il diaframma si contrae in risposta all'ansia o alla paura di perdere il controllo ... Per questo motivo l'armatura del diaframma viene associata anche all'ansia del piacere o al tentativo di reprimere gli impulsi piacevoli seguito dall'insorgere di rabbia e collera» (Marsaa Iona Teeguarden, Guida completa alla digitopressione Jin Shin Do, 2002).

«Per insegnare ai loro pazienti a tenere sotto controllo l'ansia, molti psicoterapeuti cognitivo-comportamentali utilizzano il training respiratorio, vale a dire una tecnica basata sulla respirazione lenta e diaframmatica. Anche questo metodo è stato oggetto di numerose ricerche e ha trovato larga applicazione nel trattamento dei disturbi d'ansia, in particolare nei casi di attacchi di panico e agorafobia» (Gianfranco Graus, La depressione bipolare, 2007).

Respirazione toracica. Il torace si espande nella fase di inspirazione e si riduce in quella di espirazione. La variazione della capacità toracica è dovuta all'azione dei muscoli intercostali esterni e di altri muscoli respiratori che, oltre a sollevare le coste, permettono l'espansione dei polmoni. L'espirazione avviene passivamente, per il rilasciamento dei muscoli intercostali esterni, con il conseguente abbassamento della gabbia toracica e la riduzione del volume polmonare, che permette la fuoriuscita dell'aria dalle vie respiratorie, fino alla sua espulsione dal naso o dalla bocca.
La respirazione toracica ha la funzione di fornire l'ossigeno alla parte centrale dei polmoni. Il torace è una struttura elastica, costituita da 15 paia di coste. Le prime sette paia, posteriormente, sono collegate alla vertebre dorsali, mentre anteriormente sono connesse elasticamente allo sterno. Le coste sono solcate dai muscoli intercostali esterni, i quali si contraggono spostando le coste in avanti e in alto, espandendo l'impalcatura toracica e raddrizzando la colonna vertebrale. I polmoni, seguendo il movimento delle coste, si espandono e, diminuendo la pressione intrapolmonare, l'aria vi compie il proprio ingresso, come se venisse risucchiata. Quando i muscoli intercostali esterni si decontraggono, le coste si abbassano, il torace si restringe e, come già detto sopra, l'aria viene espulsa verso l'esterno.
Si deve intervenire esclusivamente sui gruppi muscolari inerenti all’atto respiratorio. E’ bene, altresì, escludere dall’azione tutti i muscoli che svolgono una funzione differente o, addirittura, di ostacolo a quella respiratoria. Attraverso l’esercizio si può raggiungere una maggiore elasticità della gabbia toracica, favorendo l’aumento della capacità vitale.

profonda inspirazione
+
espirazione forzata
=
capacità vitale

Per una maggiore completezza sull'argomento si ritiene opportuno riportare integralmente quanto afferma Nader Butto: «La respirazione completa invece impegna sia i muscoli toracici, intercostali e clavicolari, che il diaframma. Questo tipo di respirazione è profonda e avviene lasciando espandere e ritrarre il diaframma nella cavità addominale. In questa maniera migliorano sia la capacità di ossigenazione che la circolazione, vengono ridotti il numero degli atti respiratori e di conseguenza anche i battiti cardiaci che diventano la metà rispetto a quelli che si hanno con la respirazione toracica. In questa maniera si risparmia tanta energia vitale senza far lavorare troppo il cuore e aumentando la capacità respiratoria.» (Nader Butto, Medicina Universale e il Settimo Senso, 2007).

(segue...)

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