alveoli polmonari

L'apparato respiratorio

di Giovanni Lestini



(3) Meccanica respiratoria



La meccanica respiratoria regola l’introduzione e l’eliminazione dell’aria dai polmoni, per mezzo del lavoro dei muscoli inspiratori, di quelli espiratori e del diaframma.

Rappresentazione delle pleure Per comprendere meglio il movimento inspiratorio, si deve tener presente che ciascun emitorace è dotato di due pleure: la pleura parietale e la pleura viscerale. La pleura parietale è una membrana sierosa, che aderisce alla superficie interna della parete costale e si estende al diaframma ed al mediastino, mentre la pleura viscerale è una membrana sottile e trasparente, che riveste il polmone, estendendosi profondamente nelle scissure interlobari. I due foglietti pleurici sono intimamente adesi tra di loro, tanto da delimitare uno spazio virtuale, detto cavo pleurico, all'interno del quale si trova il liquido pleurico, la cui caratteristica è quella di lubrificare le due pleure, che scorrono l'una sull'altra, permettendo il collegamento indiretto tra le coste ed i polmoni.
Una volta chiarito il rapporto ed il meccanismo che collega le coste, le pleure ed i polmoni si può comprendere in maniera più agevole la dinamica respiratoria.
Il movimento inspiratorio avviene tramite la contrazione del muscolo diaframma, che si abbassa (per permettere alla parte inferiore dei polmoni di espandersi) e degli intercostali esterni (muscoli che sono inseriti sul margine inferiore di ogni costa), che consentono l’innalzamento e l’avanzamento delle coste e dello sterno, favorendo l'ampliamento della gabbia toracica verso l'alto ed in senso antero-posteriore, permettendo lo stiramento delle fibre polmonari e l'ampliamento dei polmoni stessi, ciascuno dei quali è collegato indirettamente con le coste mediante le due pleure.
Pertanto, l'aria entra nei polmoni quando questi sono già dilatati, poiché all’aumento del volume della cavità toracica, corrisponde una dilatazione dei polmoni, con la conseguente riduzione della pressione polmonare interna: l'aria compie il proprio ingresso nei polmoni.

Il movimento espiratorio si verifica sia per il rilasciamento dei muscoli inspiratori (intercostali esterni), sia per la decontrazione del diaframma. Infatti, il rilasciamento degli intercostali esterni permette alla gabbia toracica di abbassarsi e di ridurre il proprio diametro antero-posteriore, comprimendo i polmoni; nel frattempo il diaframma si decontrae e si innalza, premendo sulla parte inferiore dei polmoni. Queste due azioni permettono l'aumento della pressione polmonare interna: l'aria fuoriesce dai polmoni, per essere espulsa dall'organismo.

Va precisato, inoltre, che nella respirazione tranquilla, o eupnea, come ad esempio in alcune fasi nel respiro notturno, l'inspirazione avviene secondo quanto descritto sopra, mentre l'espirazione avviene mediante un processo passivo, secondo il quale i muscoli inspiratori si rilasciano, permettendo il ritorno del diaframma, della gabbia toracica e delle fibre elastiche del polmone nella loro posizione iniziale.

respirazione Ci sono, altresì, alcuni muscoli respiratori accessori che intervengono quando la profondità e la frequenza della respirazione aumentano notevolmente, come, ad esempio, durante una gara, un allenamento, un'attività motoria, un intenso sforzo fisico.
I muscoli che favoriscono l'inspirazione forzata, cooperando con gli intercostali esterni sono: lo sternocleidomastoideo, il dentato anteriore, il grande e piccolo pettorale, il grande dorsale, gli scaleni, il diaframma.
I muscoli che consentono l'espirazione forzata sono: gli intercostali interni, il trasverso del torace, gli obliqui ed il retto dell'addome. Questi favoriscono un ulteriore innalzamento del diaframma, riducendo il volume della cavità toracica, con il conseguente aumento della pressione polmonare interna, premettendo così la fuoriuscita dell'aria dai polmoni.

(segue...)

pagina precedente Torna all'home page pagina successiva

Torna all'inizio

Valid XHTML 1.0 Transitional