neuromuscolare

Il sistema neuromuscolare

di Giovanni Lestini



(6) Il senso cinestetico: la conoscenza mediante il movimento



«...si danno due tronchi dell’umana
conoscenza, che rampollano probabilmente da
una radice comune ma a noi sconosciuta: cioè,
senso e intelletto; col primo dei quali ci son dati
gli oggetti, col secondo essi son pensati».
(I. KANT, Critica della ragion pura)

La problematica inerente all'attività percettiva (elaborazione dei dati informativi), presume l'esistenza di porte d'ingresso, attraverso le quali sono introdotti i dati ed i segnali offerti dal mondo sensibile (fenomenico), cioè dalla realtà circostante. Tali porte sono individuate nei "sensi".
L'individuo costituisce la propria banca dati sia attraverso i cinque sensi tradizionali, sia mediante il senso cinestetico, per acquisire le informazioni e per operare nello spazio e nel tempo, concorrendo ad una proficua presa di coscienza di se stesso e del mondo esterno. Infatti, con il movimento si percepiscono il proprio essere, lo spazio, il tempo e le cose gestite dall'individuo stesso. La gestione delle cose avviene mediante il processo adattivo, indispensabile per far fronte alle continue mutazioni fenomeniche ed alle variazioni della realtà circostante. Ad esempio, una persona che cammina in una strada extraurbana rivela l'attività sensoriale (degli organi di senso) nei molteplici aspetti. Con il senso cinestetico può percepire la qualità e la quantità dei propri movimenti, con il senso della vista può osservare la strada che percorre ed il panorama circostante; con il senso del tatto può esperire la pressione del vento sul proprio corpo; con i sensi del tatto e della vista può valutare il tipo di manto stradale; con il senso dell'udito può ascoltare il rumore di un'automobile che sopraggiunge e quello del vento che sibila fra gli alberi; con l'avvicinarsi ad un frutteto può sentire l'odore delle essenze emanate dagli alberi; con il senso del gusto può assaporare un frutto colto nel frutteto.
Naturalmente tutto questo avviene mediante l'invio delle informazioni sensoriali verso i centri superiori dell'encefalo, in cui si elaborano e si decodificano tutti i messaggi in afferenza. I recettori sensoriali hanno il compito di catturare i segnali esterni, li trasformano in impulsi elettrici e sostanze chimiche che vengono inviate al cervello. Quest'ultimo elabora l'informazione e, mediante le fibre nervose efferenti, invia la risposta ai recettori sensoriali.
L'approccio al gesto motorio, mediante il movimento, fa sì che il senso cinestetico, primo grado della conoscenza motoria, cioè della presa di coscienza tra se stessi ed il contesto spazio-temporale, possa essere considerato un senso proprio, introdotto ed integrato nella sfera dei sensi tradizionali.
D'altronde, come tutti gli altri sensi, anche il senso cinestetico è dotato di recettori specifici quali: gli organi del Golgi, corpuscoli del Pacini e le terminazioni di Ruffini, presenti nelle strutture articolari e muscolo-tendinee.
Pertanto, il movimento si può definire come il prodotto del rispettivo senso cinestetico, in quanto fonte di conoscenza e di conoscenza motoria. Ad esempio, l'atto di elevare un arto superiore conferisce al soggetto la possibilità di acquisire un'ulteriore conoscenza mediante il proprio arto, in quanto l'individuo giunge ad una determinata presa di coscienza del gesto da compiere sia attraverso il movimento relativo alle proprie possibilità esplorative spazio-temporali, sia mediante il proprio corpo, rispetto a se stesso ed al mondo circostante.
Si è già fatto cenno agli organi di senso ed alle relative strutture muscolo-tendinee ed articolari, preposte alla trasmissione di informazioni al SNC. Si può affermare che il senso, in generale, è l'elemento che influenza e condiziona la lettura della realtà per cui, si vive, si subisce e ci si affida alla percezione, ma la percezione può aver luogo soltanto mediante l'informazione proveniente dal rispettivo senso. In altri termini, il relativo senso da cui origina la percezione-interpretazione motoria è il senso cinestetico, il quale veicola ai centri superiori dell'encefalo i dati informativi, inerenti alla relazione tra l'individuo e la propria collocazione spazio-temporale.

(segue...)

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