neuromuscolare

Il sistema neuromuscolare

di Giovanni Lestini



(8) Un complesso sistema di ricezione



«Sono abili, hanno dita accorte: che cos’è la
mia semplicitā di fronte alla loro complessità!
Le loro dita sanno far tutto: infilare, annodare e tessere:
così lavorano la calza dello spirito!».
(F. W. NIETZSCHE, Cosí parlò Zarathustra, Dei dotti)

Il sensibile, i sensi, le aree percettivo-associative, nella comune accezione, comparazione tra la ricezione televisiva ed il S.N.C. sono considerati come mezzi e strumenti dell’attività umana.
Per sensibile s’intendono tutti gli stimoli, od oggetti, in grado di attivare i sensi.
Per sensi s’intende il complesso di organi in grado di attivarsi sotto l’influenza di stimoli, od oggetti, cioè di ricevere messaggi od informazioni dal mondo esterno e di trasformarli in impulsi elettrici e di inviarli, mediante le vie nervose afferenti (in ingresso) al sistema nervoso centrale (S.N.C.), quindi, alle aree percettivo-associative.
Per aree percettivo-associative s’intende la parte del S.N.C., la quale è in grado di analizzare il nuovo, analizzare e confrontare il conosciuto e di valutare la qualità dello stimolo ricevuto, consentendo all’individuo di conoscere il mondo fenomenico, in altri termini, l’aspetto finalizzato alla percezione (elaborazione-interpretazione) del reale.
L’interazione tra i sensi, il sensibile e le aree percettivo-associative concorre alla creazione dei presupposti (potenziamento sinaptico, organizzazione, apprendimento) per la programmazione dell’atto comportamentale idoneo alla situazione. Pertanto, si ha la modificazione del comportamento in presenza di dati informativi, naturalmente, se gli stimoli rientrano fra quelli che interessano o coinvolgono la persona.
Fra le finalità dell’attività motoria vi è anche quella di cogliere l’essenza dell’azione, in modo che l’ordine e l’organizzazione del movimento e nel movimento non siano dettate dalla opinabilità e soggettività delle sensazioni e dei sensi, ma ciò che essi rappresentano, cioè gli elementi per poter cogliere con la mente, mediante la percezione, la purezza stessa del movimento, in modo che lo si possa vedere con la vista dell’intelletto.
Nella sfera dell’attività sportiva, ciò rappresenta l’essenza dell’evoluzione motoria della persona, infatti, mediante la lettura mentale del movimento, purificato in tutte le sue imperfezioni ed arricchito dalle espressioni e componenti personali, può essere riprodotto motoriamente come sintesi della realtà della persona.
In altri termini, il dialogo corporeo-motorio assume il proprio momento esaustivo nella totalità dimostrativa e nell’atto estetico (inteso come manifestazione visiva del proprio mondo interiore), mediante il quale l’individuo tende a realizzare il percorso evolutivo, ponendo lo sguardo sull’orizzonte che contempla il sovrapporsi tra la caducità dell’attività umana e la perfezione che esula dall’aspetto meramente fisico. Ad esempio il nuotatore, il ginnasta, l’atleta in genere, apprendendo il movimento e, ripetendolo, acquisiscono l’abilità di eseguirlo in modo limpido. Inoltre, quando lo realizzano, conferiscono ad esso l’arricchimento di tutte le sfumature, le quali suggellano la sintesi ed il segno della realtà della persona, cioè lo eseguono con il proprio stile inteso come momento di espressione sintetica ed estetica della persona. Con il raggiungimento della migliore espressione motoria si realizza il percorso evolutivo, inteso come attività coordinata, mediante la quale si riflette la personalità dell’individuo.

(segue...)

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