apparato locomotore

L'apparato locomotore

di Giovanni Lestini



(4) Lo scheletro



Lo scheletro dell'uomo è composto da due parti: assile ed appendicolare. Lo scheletro assile è formato da 80 ossa, che rappresentano circa il 40% delle ossa totali. Esso comprende:
• il cranio (22 ossa);
• la gabbia toracica (24 coste, 1 sterno);
• la colonna vertebrale (24 vertebre, 1 sacro, 1 coccige);
• ossa associate al cranio (6 ossicini uditivi, 1 osso ioide).
La funzione dello scheletro assile è quella di creare una struttura protettiva per gli organi interni. L'ampia superficie dello scheletro assile consente ai muscoli di inserirsi su queste ossa per regolare la posizione della testa, del tronco, dello scheletro appendicolare e per consentire i movimenti respiratori. Inoltre, alcune regioni dello scheletro assile (vertebre, sterno, coste) contengono il midollo rosso per la produzione delle cellule sanguigne.
Lo scheletro appendicolare è costituito da 126 ossa e comprende le ossa degli arti e delle articolazioni scapolo-omerale e coxo-femorale.
La superficie esterna dell'osso è avvolta dal periostio. Esso esternamente è costituito da uno strato fibroso ed internamente da uno strato cellulare. Il periostio protegge l'osso dai tessuti limitrofi, lo mette in comunicazione con i vasi sanguigni ed i nervi, interviene nella crescita dell'osso e nella sua eventuale riparazione. Inoltre, in prossimità delle articolazioni sinoviali, il periostio è collegato con la capsula articolare, la quale come un «manicotto» avvolge l'articolazione. Le fibre periostali sono intrecciate con quelle dei tendini che vanno a cementarsi con l'osso, in modo tale che le fibre collagene periostali e tendinee penetrano all'interno dell'osso stesso (fibre di Sharpey), per rendere più saldo il legame tendine-osso. La fusione tra questi due elementi è talmente resistente che una trazione di grave intensità esercitata su un tendine (o su un legamento) causa, generalmente, la rottura dell'osso, invece che il distacco del tendine dall'osso stesso.
La struttura ossea è talmente complessa e delicata che non può essere sufficientemente protetta soltanto dall'esterno, ma necessita anche di una protezione interna, viste le intense sollecitazioni (compressione, trazione, rotazione, schiacciamento) alle quali è sottoposta. Internamente la superficie dell'osso è rivestita dall'endostio, che avvolge la cavità midollare. Questa «tunica» riveste le trabecole dell'osso spugnoso e protegge la superficie interna del canale centrale. Come per il periostio, anche l'endostio partecipa alla crescita dell'osso, alla riparazione ed al rimodellamento del tessuto osseo.
Quando un segmento scheletrico viene stimolato attraverso il movimento, i suoi sali minerali generano dei piccoli campi elettrici, che attraggono gli osteoblasti, i quali in seguito a questo evento iniziano a produrre nuovo tessuto osseo. Questo processo rende le ossa adattabili alle varie situazioni. Quindi, se i muscoli diventano più potenti, aumenterà la dimensione dell'osso, specialmente laddove i tendini si fondono con l'osso stesso. Si deduce che le ossa, in seguito ad un regolare esercizio, divengono più spesse e resistenti, mentre in assenza di una consueta attività fisica diventano più fragili, deboli e sottili.
Ogni anno, circa 1/5 del tessuto osseo di un adulto è sostituito, o ricostruito, da nuove cellule. Il ricambio osseo può determinare un rimodellamento dell'architettura ossea. Nonostante ciò, la velocità di tale ricambio varia a seconda delle regioni di ciascun osso. Ad esempio, la testa del femore, che sappiamo essere costituita da osso spugnoso, viene sostituita due o tre volte l'anno, mentre nella diafisi, che è costituita da osso compatto, il ricambio è estrememente più lento. La velocità del rimodellamento osseo si riduce con l'aumentare dell'età. Pertanto, negli anziani, l'attività degli osteoblasti rallenta drasticamente, rispetto a quella degli osteoclasti, con il seguente risultato: maggiore riassorbimento osseo, minore deposito di sali minerali, con il graduale indebolimento dello scheletro. Questo tipo di ossificazione è definito osteopenia. Tale processo inizia verso la quarta decade di vita. Non tutte, però, le ossa sono interessate contemporaneamente al calo fisiologico. Questo si verifica inizialmente nelle epifisi e nelle vertebre con una perdita di massa ossea, fragilità degli arti, riduzione dell'altezza. Soprattutto nelle donne, nel corso degli anni, inizia a comparire il processo dell'osteoporosi, in cui si registra la riduzione della massa ossea, tanto da comprometterne la normale funzionalità.
Nello scheletro umano è possibile differenziare quattro tipi di ossa: vari tipi di ossa



Le ossa lunghe sono formate da un corpo e da due estremità. Il corpo dell’osso, detto diafisi, è di forma cilindrica, mentre le due estremità sono dette epifisi. Nella parte interna della diafisi c'è il canale midollare in cui è presente il midollo osseo.
epifisi e diafisi La diafisi presenta un tessuto osseo compatto, mentre le epifisi si differenziano per la struttura ossea compatta all'esterno e spugnosa all'interno. Alcuni esempi tipici di ossa lunghe sono: l'omero, il radio, l'ulna, il femore, la tibia, il perone.

Le ossa piatte hanno la particolarità di possedere una superficie alquanto estesa ed uno spessore molto sottile. Esse sono composte al loro interno da tessuto osseo spugnoso e ricoperte da tessuto osseo compatto. Tra le ossa piatte si ricordano: le ossa del cranio, lo sterno, le scapole e la rotula.

Le ossa brevi sono dette anche "ossa corte". Esse non presentano una forma regolare e sono formate da tessuto osseo spugnoso, rivestito all’esterno da una sottile superficie di osso compatto. Le ossa brevi più comuni sono: le ossa del carpo, le ossa del tarso e le vertebre.

Le ossa pneumatiche hanno la caratteristica di essere colme d’aria al loro interno e di essere rivestite di mucosa. Le ossa pneumatiche nello scheletro umano sono la mascella, lo sfenoide, l'etmoide, l'osso frontale ed i seni paranasali.

«La resistenza fisica dell'osso compatto è notevole e varia con l'età e il sesso: secondo le ricerche di Amar nell'adulto di sesso maschile è di 12-16 Kg/2mm2 alla pressione, di 9-12 Kg alla trazione, di 4,3 Kg alla trazione in senso radiale, di 2-3-kg alla flessione» (Francesco Perrotta, Chinesiologia, Ellissi, Gruppo Editoriale Simone, pag.141).

La struttura altamente dinamica delle ossa è intimamente correlata con gli altri apparati. Esse sono in rapporto con il sistema muscolare, con i sistemi cardiocircolatorio, linfatico e con il sistema endocrino che ne controlla la crescita. Anche il sistema digerente gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo delle ossa, attraverso il prezioso apporto di sali minerali di calcio e fosfato che ne garantiscono la corretta crescita.

(segue...)

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