Fausto Coppi

L'apparato circolatorio

di Giovanni Lestini



(6) Ritmo cardiaco e trasporto dell'ossigeno



eccitazione del cuore

Per ritmo cardiaco s’intende la quantità di pulsazioni che il cuore effettua in un minuto. Il ritmo cardiaco, detto frequenza cardiaca, cresce con l’aumentare del carico di lavoro.

La pratica dell’attività motoria può assumere un aspetto fondamentale sul ritmo cardiaco. Infatti, gli atleti molto allenati, a riposo, hanno frequenze e ritmi che oscillano tra le 40 e le 50 pulsazioni al minuto.
Al contrario, la frequenza cardiaca delle persone sedentarie può arrivare fino a 90 battiti al minuto.

Durante la realizzazione di un esercizio fisico, il ritmo cardiaco dell’allenato è più basso rispetto a quello del non allenato.

Fausto Coppi
Nella foto è rappresentato il celebre ciclista Fausto Coppi che, a riposo, aveva una frequenza cardiaca di 34 pulsazioni al minuto

Una regolare attività sportiva contribuisce alla riduzione della frequenza cardiaca, dato che mediante l’allenamento aumenta la capacità di lavoro (max potenza aerobica). E’ per questo motivo che le elevate frequenze cardiache negli individui allenati sono raggiunte con un carico di lavoro che necessita di un maggiore impiego di ossigeno.

Il sedentario, oltre a rinunciare
a nuovi stimoli motori, rischia di
rendere meno efficace l’azione del
proprio apparato cardiocircolatorio.

Durante un lavoro massimale, negli individui non allenati, il trasporto dell’ossigeno nel sangue è maggiore di circa 10 volte, rispetto alla condizione di riposo. Ciò si deve all’incremento della frequenza cardiaca ed all’ossigeno prelevato dai polmoni.

(segue...)

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