Fausto Coppi

L'apparato circolatorio

di Giovanni Lestini



(7) Il cuore d'atleta



L’espressione «cuore d’atleta» è stata utilizzata negli anni ’50 per indicare l’aumento del volume cardiaco in seguito alla pratica sportiva.
L’atleta che esegue costantemente un’opportuna attività fisica, sollecita e favorisce nel proprio cuore un mutamento sia nella forma, sia nella funzione. Il cuore d’atleta, anche se rientra nei limiti della normalità, presenta:

L’energia necessaria per favorire la contrazione muscolare è fornita dall’apparato cardiocircolatorio, che trasporta il combustibile (zuccheri e grassi) ed il comburente (ossigeno).

L’aumento delle dimensioni cardiache è del tutto asintomatico ed è considerato un evento che rientra nei normali parametri fisiologici.
E’ opportuno ricordare che il carico di lavoro del cuore si può aumentare, indipendentemente dalla frequenza, secondo due processi: «aerobico» ed «anaerobico». Negli sport di tipo aerobico (marcia, fondo, mezzofondo, ecc.) prevale l’incremento volumetrico del cuore; in quelli di tipo anaerobico (corsa veloce, salti, lanci, sollevamento pesi, ecc.) si evidenzia a livello cardiaco un aumento di pressione.
In questi casi il miocardio incrementa la propria massa per sopperire al carico a cui è sottoposto, a garanzia di un funzionamento ottimale. Pertanto, dalle caratteristiche fisiologiche del cuore, soprattutto nella parte ventricolare, emerge una relazione diretta tra le dimensioni cardiache ed il carico di lavoro sostenuto dal cuore stesso.
Nel cuore d’atleta si verifica un «rimodellamento» cardiaco generale e bilanciato. Il ventricolo sinistro presenta un aumento volumetrico ed una ipertrofia uniforme delle sue pareti, con un aumento generale della massa, accompagnato dalla dilatazione proporzionale dell’atrio sinistro in sintonia con la durata dell’esercizio. Analogamente nel ventricolo destro si verifica l’aumento delle dimensioni dello spessore parietale e della massa.

ciclista L’aumento della forza di contrazione nel cuore d'atleta consente una maggiore durata dei singoli battiti cardiaci, nei quali si evidenziano lunghi tempi di contrazione.

Il rallentamento della frequenza cardiaca, meglio conosciuto con il termine di "bradicardia", avviene in tutti quegli atleti che praticano le attività prevalentemente aerobiche, come i fondisti, i ciclisti, i maratoneti.

In sintesi, il cuore dell’atleta aumenta le proprie dimensioni in seguito ad un continuo ed intenso lavoro fisico. Il cuore dello sportivo, anche se registra un aumento nelle proprie dimensioni, non va considerato come una patologia, cioè al di fuori dalla norma, poiché successivamente all’interruzione della pratica motoria esso ritornerà alle dimensioni iniziali.
E' stato, infatti, osservato che l’atleta sottoposto a cessazione dell’attività sportiva presenta un rimodellamento inverso dei volumi e delle pareti cardiache ispessite, a dimostrazione del carattere adattivo del cuore relativamente all’attività fisica svolta.

(segue...)

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