Fausto Coppi

L'apparato circolatorio

di Giovanni Lestini



(1) Un'importante funzione organica



William Harvey

Il concetto di «circolo» si perde nella notte dei tempi, tanto da non poterne stabilire con certezza le origini. Al termine, anche se applicato al sangue, non era attribuito il significato di vera e propria circolazione ma, piuttosto, quello di «movimento periodico». Schema circolazione Già Ippocrate parlava di «periodos» ma questo termine, nell’antichità, era applicato agli astri, in quanto si riteneva che il loro movimento circolare potesse influenzare i processi presenti nel corpo umano. Non vi era, pertanto, né in Ippocrate, né in altri, una vera e propria idea di «circolazione sanguigna» come oggi noi la intendiamo. Si dovrà attendere il XVI-XVII secolo, perché la storia della medicina attribuisca a Realdo Colombo (1510 circa-1559) la scoperta della piccola circolazione e ad Andrea Cesalpino (1524-1603) quella della grande circolazione. A compendiare tutte le scoperte fatte in questo campo fu l’inglese William Harvey (1578-1657), secondo il quale «la dimostrazione della circolazione del sangue … con calcoli ed esperimenti nella "Exercitatio anatomica de motu cordis et sanguinis in animalibus", stampata a Francoforte nel 1628, era certamente ispirata al metodo galileiano ed alle nuove idee che convincevano gli uomini di scienza. Questa scoperta sgretolava il sistema di Galeno, che aveva retto fino ad allora ogni interpretazione anatomica e fisiologica, e proponeva un modello meccanicistico di lettura del funzionamento dell’organismo umano secondo il quale al cuore veniva riconosciuta una natura muscolare e la capacità di produrre la propulsione del sangue nell'albero vasale» (Armocida-Zanobio).
Questa scoperta rivoluzionaria di Harvey non fu accolta immediatamente da tutti. Soltanto nella seconda metà del Seicento le indagini dello scienziato inglese vennero accolte dal mondo della medicina senza più alcun dubbio e scetticismo.

percentuale volume circolatorio

Dalla ricerca medica e scientifica si evince che l’apparato cardio-circolatorio rappresenta, insieme con l'apparato respiratorio, una delle grandi funzioni organiche, che rivestono una particolare importanza sia per lo svolgimento delle attività sportive, sia per le funzioni vitali dell’individuo. Inoltre, è bene ricordare che la circolazione sanguigna e la respirazione compiono due attività sinergiche, inscindibili e complementari, tali che in assenza di una non può sussistere l'altra.
L'organismo umano ha circa 100 trilioni di cellule che, per rimanere in vita, devono scambiare costantemente sostanze con l'ambiente esterno. Tale scambio è reso possibile dal sistema circolatorio.
Quest'ultimo è provvisto di:

una pompa muscolare - il cuore;
un fluido di scambio - il sangue;
una rete di condotti - i vasi sanguigni (arterie, vene, capillari).

Ogni giorno, il cuore umano pompa circa 8.000 litri di sangue attraverso la rete vascolare, che si dirama per più di 80.000 chilometri (circa due volte e mezzo il giro della Terra! ... sette volte il suo diametro) per consentire gli scambi cellulari.
Il flusso circolatorio è prodotto dalle contrazioni muscolari del miocardio. Scorrendo il sangue in un circuito idraulico chiuso, il suo volume, pompato dalla sezione sinistra del cuore, deve coincidere con la stessa quantità che arriva alla parte destra del cuore nell’unità di tempo.

Le grandi funzioni organiche consentono a tutto l’organismo di avvalersi:

cuore

Le grandi funzioni organiche sono in relazione l’una con l’altra per il mantenimento del delicato equilibrio, che caratterizza l’organismo umano ed il movimento che ne scaturisce. Esse possono essere paragonate ad un gigantesco "mosaico", in cui tutti gli specifici tasselli sono correlati tra loro, per sostenere la delicata totalità dell’opera.

Per meglio comprendere i principali fenomeni che favoriscono un’adeguata funzionalità della straordinaria macchina umana, è bene considerare il funzionamento del cuore e la sua struttura anatomica e fisiologica.

(segue...)

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